Apple fa causa a OpenAI per i segreti industriali, ma lascia fuori Jony Ive

20 Luglio 2026 - 11:10
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Apple ha accusato OpenAI di aver sottratto segreti industriali per accelerare lo sviluppo dei suoi primi dispositivi. Nelle oltre 40 pagine depositate davanti a un tribunale federale della California compaiono ex dipendenti, dirigenti e metodi di reclutamento descritti come particolarmente aggressivi. C’è però un’assenza difficile da ignorare: quella di Jony Ive.

L’ex responsabile del design di Apple è oggi una delle figure principali del progetto hardware di OpenAI. Attraverso LoveFrom dirige il lavoro sui dispositivi nati dall’acquisizione di io Products, costata 6,5 miliardi di dollari. Il primo dovrebbe essere una sorta di altoparlante portatile privo di schermo, dotato di fotocamera e sensori e pensato per interagire con l’ambiente circostante. Un prodotto che potrebbe entrare direttamente nel territorio occupato da iPhone e dagli altri dispositivi Apple.

Ive non è però indicato tra i responsabili dei comportamenti contestati.
Apple ha concentrato le accuse soprattutto su Tang Tan, per anni dirigente della divisione hardware e oggi Chief Hardware Officer di OpenAI. Secondo la società, Tan avrebbe incoraggiato alcuni candidati a mostrare durante i colloqui materiali e componenti riservati, oltre ad aver portato con sé informazioni legate alla catena dei fornitori. OpenAI ha respinto le accuse.

L’esclusione di Ive potrebbe avere una spiegazione molto semplice: Apple non avrebbe trovato elementi sufficienti per collegarlo direttamente alle presunte sottrazioni di informazioni. Il designer, del resto, segue soprattutto l’impostazione dei prodotti e non dovrebbe occuparsi personalmente di assunzioni, sicurezza interna o gestione operativa dei gruppi di ingegneri.

Ive è stato per oltre vent’anni uno degli uomini più importanti di Apple e il principale interprete della visione di Steve Jobs sul design. Ha lasciato l’azienda nel 2019, ma il rapporto è proseguito ancora per qualche anno attraverso LoveFrom, coinvolta anche nel progetto dell’auto elettrica poi abbandonato.

Negli stessi anni molti componenti della squadra di design costruita da Ive hanno abbandonato Apple. Diversi sono passati a LoveFrom, io Products e infine OpenAI. Secondo Bloomberg, sono ormai più di 400 gli ex dipendenti Apple assunti dalla società guidata da Sam Altman. Da Cupertino la vicenda viene quindi osservata anche come il progressivo trasferimento di un patrimonio di competenze verso un concorrente deciso a costruire una nuova famiglia di prodotti.

Chiamare direttamente in causa Ive avrebbe però trasformato il processo. Apple avrebbe rischiato di apparire intenzionata a regolare vecchi conti con uno dei suoi uomini più rappresentativi, spostando l’attenzione dalle contestazioni sui segreti industriali al rapporto ormai compromesso tra il designer e l’azienda.

A rendere il tutto ancora più "delicato" c’è Laurene Powell Jobs. La vedova di Steve Jobs è molto vicina a Ive, ha investito in io Products e sostiene LoveFrom. Allo stesso tempo conserva rapporti stretti con Tim Cook e con i vertici di Apple, pur non facendo parte del consiglio di amministrazione e non essendo più tra i maggiori azionisti della società.

La sua presenza in prima fila alla WWDC, seduta accanto a Cook e a John Ternus, che tra poco più di un mese sarà il nuovo CEO di Apple, ha mostrato quanto il legame con l’azienda resti saldo. Portare pubblicamente Ive al centro della causa avrebbe potuto mettere Powell Jobs in una posizione ancora più scomoda e incrinare un rapporto al quale Apple continua ad attribuire un forte valore simbolico.


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