Apple rivede la roadmap dei chip Mac: M6 solo base, Pro e Max arriveranno con M7

26 Giugno 2026 - 08:49
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Apple starebbe preparando uno dei cambiamenti più importanti nella strategia dei chip per Mac dall’arrivo di Apple Silicon. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la società avrebbe deciso di lanciare il chip M6 solo nella versione base, saltando le varianti Pro e Max. I chip di fascia alta arrirverebbero invece più avanti, direttamente con la famiglia M7, sviluppata con un’attenzione ancora maggiore alle prestazioni AI on-device.

La scelta sarebbe legata alla volontà di anticipare tecnologie previste inizialmente per una fase successiva della roadmap. Apple vuole rispondere alla domanda crescente di funzioni basate su AI eseguite direttamente sui dispositivi, oltre che alle esigenze di software sempre più pesanti sul fronte grafico. Le varianti Pro e Max sono quelle usate di solito su MacBook Pro, Mac mini di fascia alta e Mac Studio, mentre i chip base finiscono su MacBook Pro entry-level, Mac mini, iMac e su alcuni modelli di iPad Pro e iPad Air.

Il primo M6 potrebbe arrivare già quest’anno sulla versione base del nuovo MacBook Pro, indicato internamente con il codice J804. Il chip, noto anche come Komodo o H18G, dovrebbe migliorare soprattutto la larghezza di banda della memoria, un parametro diventato sempre più importante per AI, montaggio video, training di modelli e rendering grafico ad alta risoluzione. Apple punterebbe a circa 200 GB/s, contro i circa 153 GB/s dell’M5.

Il chip dovrebbe inoltre integrare una nuova architettura di memoria, un Neural Engine aggiornato, miglioramenti su tutti i core e interventi anche sulla codifica e decodifica video. Lato GPU, Apple avrebbe testato configurazioni fino a 12 core grafici, contro il massimo di 10 core dell’M5. L’obiettivo sarebbe gestire meglio carichi simultanei tra AI, grafica e altre attività pesanti.

La famiglia M7 arriverebbe poco dopo
. Il chip base, nome in codice Delos o H19G, sarebbe previsto già nella prima metà del 2027. Le versioni M7 Pro, M7 Max e M7 Ultra, indicate internamente come Andros, dovrebbero invece arrivare in momenti diversi: Pro e Max già verso la fine del 2027, Ultra nel 2028. Anche in questo caso la direzione sarebbe chiara: più potenza per l’AI locale. Il modello base M7 dovrebbe supportare circa 240 GB/s di larghezza di banda della memoria.

Prima del cambio di generazione, Apple avrebbe però ancora un ultimo chip M5 da lanciare. Bloomberg parla infatti di un M5 Ultra destinato a un nuovo Mac Studio, nome in codice J775, rinviato a causa delle difficoltà legate a costi e forniture. Il chip, indicato come Sotra D o H17D, dovrebbe avere 36 core CPU e 80 core GPU. Apple avrebbe testato anche il supporto fino a 768 GB di memoria, anche se le attuali limitazioni sui componenti potrebbero complicare il debutto di questa configurazione.

Il contesto resta quello di una filiera sotto pressione. Come altri produttori, anche Apple deve fare i conti con la carenza di chip e memoria, che ha aumentato i costi, ridotto i margini e costretto la società a rivedere alcune tempistiche. Non a caso, questa notizia arriva nelle stesse ore degli aumenti di prezzo applicati ai Mac e agli iPad.

La divisione silicon resta comunque uno degli asset principali di Apple. Il controllo diretto sui chip permette alla società di legare hardware, software e funzioni proprietarie in modo più stretto rispetto ai concorrenti che dipendono da fornitori esterni come Intel o Qualcomm. Il gruppo è guidato da Johny Srouji, promosso quest’anno a chief hardware officer nel quadro del passaggio di testimone con Tim Cook che porterà John Ternus alla guida dell’azienda.


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