Apple sotto indagine per i servizi cloud: lAntitrust verifica gli obblighi del DMA
L’AGCM ha avviato un’indagine su Apple per capire se, su iOS e iPadOS, i servizi cloud alternativi possano funzionare con le stesse possibilità riconosciute a iCloud. Il procedimento riguarda Apple, Apple Distribution International e Apple Italia e si muove nell’ambito del Digital Markets Act, che impone ai cosiddetti "gatekeeper" di garantire gratuitamente ai fornitori terzi di servizi cloud consumer un’interoperabilità effettiva con le componenti hardware e software controllate attraverso i propri sistemi operativi.
L’Antitrust vuole accertare se i servizi cloud concorrenti siano messi davvero nelle stesse condizioni del servizio proprietario di Apple, oppure se iCloud disponga di accessi e funzioni non disponibili agli altri operatori. Secondo l’Autorità, ci sarebbero elementi per ritenere che questa parità non sia pienamente garantita. L’esempio citato riguarda il backup integrale dei dati presenti sui dispositivi: una funzione consentita a iCloud, ma che Apple non sembrerebbe permettere ai servizi di cloud storage concorrenti attraverso le componenti di iOS e iPadOS.
IL PRIMO INTERVENTO DMA
L’indagine ha anche un peso istituzionale, perché segna il primo utilizzo da parte dell’AGCM dei poteri previsti dal Digital Markets Act per le indagini preliminari a supporto della Commissione Europea. Bruxelles resta l’autorità competente per l’applicazione del regolamento, ma l’Antitrust italiana può contribuire alla fase istruttoria grazie alle competenze introdotte dalla legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022, approvata con la legge 30 dicembre 2023, n. 214. Il procedimento su Apple è stato avviato in stretta cooperazione con la Commissione e i risultati dell’indagine saranno trasmessi a Bruxelles per le valutazioni successive.
La vicenda arriva a pochi giorni da un altro confronto tra Apple e regolatori europei sul DMA. Durante la presentazione delle novità software, Apple ha annunciato che Siri AI sarà disponibile in beta per gli sviluppatori e arriverà agli utenti più avanti nel corso dell’anno, ma non sarà accessibile al lancio nell’Unione Europea su iOS 27 e iPadOS 27. Gli utenti europei potranno invece usarla su macOS 27 e visionOS 27 mentre su watchOS 27, essendo necessario un iPhone abbinato già abilitato, non sarà utilizzabile.
Apple sostiene che il rinvio di Siri AI nell’Unione Europea sia legato al mancato accordo con i regolatori europei su soluzioni ritenute compatibili con privacy e sicurezza. Craig Federighi, senior vice president of Software Engineering di Apple, ha accusato i regolatori europei di non essersi confrontati in modo costruttivo sulle proposte presentate dalla società per portare Siri AI nell’UE senza compromettere la protezione dei dati degli utenti. Secondo Apple, l’applicazione del DMA imporrebbe, una volta resa disponibile Siri AI, di garantire anche ad altri assistenti virtuali un accesso esteso a dati personali e funzioni di sistema, compresa la possibilità di interagire con app installate, messaggi, file e operazioni tra servizi diversi. Per la società, senza un modello tecnico adeguato, questa apertura potrebbe aumentare i rischi per sicurezza e privacy.
IL COMMENTO DEL CODACONS
Sull’indagine dell’Antitrust è intervenuto anche il Codacons, secondo cui eventuali limiti alla concorrenza nel mercato dei servizi cloud consumer danneggerebbero sia gli operatori alternativi sia gli utenti, riducendo le possibilità di scelta.
"Se saranno accertate pratiche illecite ci aspettiamo una multa esemplare nei confronti di Apple per i danni arrecati agli utenti, al mercato e alle altre imprese", afferma il Codacons, che collega il caso al peso crescente delle big tech nei mercati digitali e chiede un intervento da parte dell’Antitrust e della Commissione Europea qualora le violazioni contestate venissero confermate.
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