Turismo delle radici, il Governo accoglie l’Ordine del Giorno di Fabio Porta: “Ora risorse e una piattaforma nazionale”
Il Governo ha accolto come raccomandazione l’Ordine del Giorno presentato dall’on. Fabio Porta nell’ambito dell’esame del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, contenente disposizioni urgenti per gli interventi infrastrutturali e l’attuazione del PNRR.
Per il deputato del Partito Democratico, eletto nella Circoscrizione Estero – Ripartizione America Meridionale, si tratta di un segnale importante nei confronti degli oltre 80 milioni di oriundi e discendenti di italiani nel mondo, un patrimonio umano e culturale che, secondo Porta, merita di essere valorizzato attraverso politiche strutturate e investimenti mirati.
«Con questo atto – afferma il parlamentare – ho voluto collegare all’articolo 4 del decreto, che già prevede investimenti infrastrutturali per il turismo, la valorizzazione di un patrimonio identitario ancora largamente inespresso».
L’Ordine del Giorno richiama il ruolo dell’Associazione Italiana Comuni del Turismo delle Radici (Aicotur), nata dall’iniziativa dei Comuni di Celico, Cleto, Falerna e Gerace e oggi impegnata nella digitalizzazione degli archivi storici e nella formazione di guide genealogiche, strumenti fondamentali per consentire agli italo-discendenti di ricostruire la storia delle proprie famiglie e riscoprire i luoghi d’origine.
Porta richiama inoltre il parere adottato il 9 ottobre 2024 dal Comitato europeo delle Regioni, che invita gli Stati membri a favorire l’utilizzo di piattaforme digitali innovative per rafforzare il rapporto tra gli italiani nel mondo e i territori da cui partirono i loro antenati.
Secondo il deputato, l’accoglimento come raccomandazione dell’Ordine del Giorno impegna ora il Governo a valutare lo stanziamento di risorse dedicate ai Comuni aderenti ad Aicotur, seguendo il modello già adottato nello stesso provvedimento per il Comune di Tropea, e a promuovere la realizzazione di una piattaforma digitale nazionale dedicata al turismo delle radici.
Un’iniziativa che punta a trasformare il turismo delle origini in una leva stabile di sviluppo economico, culturale e sociale per i piccoli borghi italiani, molti dei quali continuano a custodire la memoria dell’emigrazione italiana.
Nelle sue conclusioni, tuttavia, Fabio Porta non risparmia una critica all’azione dell’Esecutivo sul tema.
«È un segnale che va nella giusta direzione dopo una gestione a dir poco discutibile del progetto Turismo delle Radici da parte del MAECI. Adesso però questo impegno dovrà tradursi in atti concreti. Continuerò a vigilare affinché gli italiani nel mondo ricevano coerenza, non semplici annunci», conclude il parlamentare.
Il turismo delle radici continua a rappresentare uno dei dossier più rilevanti per il rapporto tra l’Italia e le sue comunità all’estero. Milioni di italo-discendenti scelgono ogni anno di tornare nei paesi d’origine delle proprie famiglie, generando importanti ricadute economiche per i territori e rafforzando il legame culturale con il Paese. Per questo motivo, il dibattito sulle risorse, sulla digitalizzazione degli archivi e sul coinvolgimento dei Comuni è destinato a restare al centro dell’agenda politica dedicata agli italiani nel mondo.
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