Apple vuole portare gli agenti AI nell’App Store, ma c’è un problema da risolvere

Maggio 14, 2026 - 08:16
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Apple vuole portare gli agenti AI nell’App Store, ma c’è un problema da risolvere

Apple starebbe cercando un modo per portare nell’App Store le app con agenti AI senza far saltare il principio su cui ha costruito per anni il controllo della propria piattaforma: sapere, prima della distribuzione, che cosa un’app può fare e quali limiti deve rispettare. Il problema è che gli agenti AI non funzionano come le app tradizionali. Possono eseguire azioni complesse, generare codice, creare piccole applicazioni e modificare il comportamento di un servizio in base alle richieste dell’utente. Per un ecosistema come quello di Apple, basato su revisione preventiva, autorizzazioni e regole molto rigide, il problema è capire come controllare un software che può cambiare comportamento dopo l’approvazione iniziale.

Stando a quanto riportato da The Information, Apple starebbe sviluppando un sistema capace di mantenere i propri standard di sicurezza e privacy, ma in grado di supportare meglio le app che includono agenti AI e funzioni di AI coding. Il primo segnale sarebbe arrivato a marzo, quando Apple ha bloccato gli aggiornamenti di alcune app di "vibe coding", strumenti che permettono di creare app e siti web usando agenti AI e prompt in linguaggio naturale, anche senza esperienza di programmazione.

IL PROBLEMA DELLE REGOLE ATTUALI

Quelle regole hanno sempre avuto una logica chiara: impedire che un’app approvata possa diventare qualcosa di diverso dopo il controllo iniziale. Con il vibe coding e con gli agenti AI, però, il comportamento dell’app può dipendere sempre di più dalle istruzioni dell’utente: non solo funzioni già previste, ma strumenti generati al momento, passaggi automatizzati e componenti software prodotti dentro l’app stessa. È un’evoluzione che sviluppatori e utenti stanno iniziando a chiedere, ma che l’App Store, nella sua forma attuale, fatica a gestire.

Per Apple, il punto sarebbe trovare un equilibrio tra apertura e controllo. Gli agenti AI possono completare operazioni articolate in autonomia e usare strumenti che non rientrano facilmente nelle categorie tradizionali dell’App Store. Allo stesso tempo, Apple vorrebbe evitare problemi già emersi con agenti fuori controllo, come cancellazioni di contenuti o altri comportamenti indesiderati. Non si tratterebbe quindi di una semplice modifica formale delle linee guida, ma di un adattamento più profondo del modello di revisione, autorizzazione e responsabilità delle app.

SIRI E LE COMMISSIONI

Il lavoro non si limiterebbe all’App Store. Con iOS 27, Apple starebbe preparando una Siri più avanzata, costruita anche con il supporto di modelli Gemini personalizzati di Google e pensata per reggere meglio il confronto con strumenti come Claude e ChatGPT. Secondo The Information, la società avrebbe già iniziato a contattare alcuni sviluppatori per portare dentro Siri e Apple Intelligence funzioni delle app, dalla prenotazione di voli all’invio di inviti di calendario.

Questa apertura avrebbe però già creato qualche cautela tra gli sviluppatori. Il timore sarebbe che le integrazioni con Siri possano diventare in futuro un nuovo canale a pagamento. Apple avrebbe spiegato ad alcuni partner di non voler applicare commissioni nella fase iniziale della collaborazione, senza però escludere che possano arrivare più avanti. La stessa preoccupazione avrebbe pesato anche sui colloqui con Baidu, Alibaba e Tencent per l’integrazione in Siri su iOS 27.

Apple vorrebbe anche superare l’integrazione esclusiva con ChatGPT, permettendo agli utenti di scegliere tra più chatbot da usare con Siri. Modelli di aziende come Anthropic o Google potrebbero essere impiegati in funzioni come Image Playground e Strumenti di scrittura, sul modello di quanto già avviene oggi con ChatGPT. Resterebbe però da capire fino a che punto Apple sia disposta ad aprire iOS ai chatbot di terze parti. Secondo The Information, OpenAI sarebbe rimasta delusa dai limiti dell’attuale integrazione: ChatGPT può generare testi e immagini attraverso iOS, ma non può accedere alle email o ad altre informazioni personali degli utenti. La nuova Siri dovrebbe essere presentata al keynote della WWDC dell’8 giugno, dove potrebbero arrivare anche indicazioni sulle nuove regole per le app agentiche nell’App Store.


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