Aprire la portiera in sicurezza, il metodo olandese per evitare incidenti con ciclisti e pedoni

09 Luglio 2026 - 14:21
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Aprire la portiera in sicurezza, il metodo olandese per evitare incidenti con ciclisti e pedoni

Quando si ha molta fretta, si è sovrappensiero o distratti, può capitare di aprire la portiera dell’auto per scendere al volo, senza guardare se in quel momento stanno arrivando ciclisti o pedoni che potrebbero subire, purtroppo, le brutte conseguenze di un’azione fatta senza la dovuta attenzione.

Per ovviare a questa possibilità esiste un metodo semplice ed efficace che permette di procedere con l’apertura dello sportello in completa sicurezza: si chiama “The Dutch Reach” ed è stato sviluppato nei Paesi Bassi. Con un po’ di esercizio, ci si può abituare a praticarlo in maniera naturale, sostituendo la manovra classica, più pericolosa. Vediamo in cosa consiste e perché è così utile.

In cosa consiste la manovra

La manovra “The Dutch Reach“, traducibile con “La presa olandese”, è veramente un metodo tanto semplice quanto geniale per aprire la portiera in modo più sicuro, permettendo di controllare bene che non stiano sopraggiungendo gli utenti più vulnerabili della strada, come le persone a piedi o in bicicletta, proprio mentre si sta aprendo lo sportello con il rischio di un violento impatto.

L’idea alla base dell’ingegnoso sistema è veramente semplice: invece di aprire lo sportello con la mano dello stesso lato, quindi la portiera sinistra con la mano sinistra e quella destra con la mano destra, questo metodo prevede una rotazione del busto verso lo sportello per praticare l’apertura con la mano del lato opposto.

Sarà quindi la mano destra, per chi è al volante, e quella sinistra, per il lato passeggero, a tirare l’apposita levetta per aprire la portiera. Girando il busto verso lo sportello, si potrà così intercettare con lo sguardo lo specchietto retrovisore e si potrà osservare anche ciò che sta succedendo intorno alla vettura. Così facendo si potranno notare eventuali passanti e basterà attendere qualche secondo prima di aprire e scendere dalla vettura per evitare di colpire chi sta transitando in quel momento.

Questo tipo di incidenti, purtroppo, non sono così rari: identificati con il fenomeno del “dooring” (la sportellata) costituiscono, secondo alcuni studi, circa il 20% del totale dei sinistri che coinvolgono le persone in bicicletta e, nei casi più gravi, possono causare addirittura la morte della persona convolta.

Come farlo diventare una buona abitudine

All’inizio questa manovra potrebbe sembrare poco comoda, ma basterà provarla e riprovarla per farla diventare una sana abitudine. Nei Paesi Bassi, vista la massiccia presenza di biciclette sul territorio, questo metodo è molto diffuso, viene insegnato nelle scuole e richiesto anche all’esame per la patente di guida.

Per far memorizzare al nostro cervello questo utile cambiamento di abitudine si può utilizzare, ad esempio, un piccolo stratagemma come quello di collocare un adesivo o un nastrino colorato sulla maniglia: questo colpirà l’attenzione, per ricordarci di utilizzare la mano del lato opposto. Alla fine, si tratta solo di impiegare qualche secondo in più per svolgere un’operazione di routine. Qualche secondo che, però, potrebbe scongiurare rovinose conseguenze.

Un’ottima idea potrebbe essere quella di promuovere questo metodo fin dalle prime lezioni di pratica all’autoscuola, per aiutare a prendere più dimestichezza con la realtà circostante, con i concetti di sicurezza stradale e sviluppare una maggiore consapevolezza della presenza sulle strade dei differenti tipi di utenti, specialmente in contesti molto affollati, come quelli urbani.

Gli aiuti tecnologici per la sicurezza stradale

La tecnologia, in questo campo, offre un grande aiuto con i sistemi di sicurezza e di assistenza alla guida, come il Collision Mitigation Braking System (CMBS), che utilizzano sofisticati dispositivi per rilevare la presenza di persone nelle vicinanze della vettura.

In alcuni Paesi, come la Germania, si sta addirittura valutando di rendere obbligatorie le portiere salvaciclisti: sportelli dotati di un sistema di controllo con un sensore di rilevamento che, in caso di pericolo, invia un segnale audio e/o visivo di allarme al conducente.

Ma bisogna considerare che, anche se i sensori di movimento e le videocamere danno sicuramente una grande mano, ad oggi sono ancora le scelte e la prudenza operata dal guidatore a fare la differenza.

Maggiore sicurezza per tutti

Nelle nostre città, inoltre, con il costante aumento di persone che si spostano in bicicletta e a piedi per i brevi percorsi quotidiani, grazie anche alla maggiore diffusione di una mobilità sostenibile, occorre essere ancora più prudenti e prestare particolare attenzione.

Non dimentichiamo che, in caso di incidenti di questo tipo, la responsabilità viene generalmente attribuita al conducente dell’auto. Secondo l’art. 157 comma 7 del Codice della Strada, infatti, “È fatto divieto a chiunque di aprire le porte di un veicolo, di discendere dallo stesso, nonché di lasciare aperte le porte, senza essersi assicurato che ciò non costituisca pericolo o intralcio per gli altri utenti della strada”.

Il metodo della presa olandese consente di osservare con maggiore consapevolezza ciò che succede intorno a noi e di avere quindi una percezione del pericolo più elevata. Spesso, infatti, gli incidenti avvengono proprio per una sottovalutazione della situazione, oltre che per comportamenti pericolosi.

Avere una concentrazione più alta permette così di fruire in maniera più sicura delle strade e di sviluppare una sana coscienza collettiva per gestire in maniera ottimale la mobilità integrata e sostenibile, garantendo sicurezza per tutti i soggetti presenti sulle strade: pedoni, ciclisti e automobilisti.

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