Incidenti stradali senza vittime, la capitale europea fa la storia
Un anno senza vittime della strada, in una capitale europea, sembra quasi irreale. Ma Helsinki ha portato a casa il risultato. L’ultimo incidente mortale registrato nella città finlandese risale ai primi giorni di luglio 2024 e, con i dati ufficiali, nessuna altra capitale al mondo può vantare oggi un livello simile di sicurezza.
Helsinki: il modello di mobilità che azzera gli incidenti
Il dato colpisce anche per le dimensioni della città. Helsinki conta circa 650.000 residenti, oltre un decimo dell’intero Paese, e registra circa 4,5 milioni di pernottamenti all’anno. Insomma, si può fare tutto tranne che definirla un piccolo centro isolato dal traffico. Eppure, la forte affluenza non le ha impedito di tagliare l’importante traguardo.
Qualcuno lo definirà un colpo di fortuna. Ma la verità è che Helsinki puntava a zero morti sulle strade entro il 2050 e ci è riuscita con largo anticipo perché ha ridotto la centralità dell’auto nella vita quotidiana della città. Lo ha spiegato a Euronews Roni Utriainen, ingegnere del traffico della Divisione Ambiente Urbano di Helsinki:
“Naturalmente è fondamentale rendere più sicuro l’ambiente del traffico, ma lo sono anche i comportamenti più sicuri degli utenti della strada, veicoli a punto e norme o controlli del traffico più rigorosi. La città ha ridotto i limiti di velocità, migliorato le infrastrutture per pedoni e ciclisti, ristretto le carreggiate e installato postazioni per autovelox. Il trasporto pubblico è molto efficiente e questo contribuisce a ridurre gli spostamenti in auto e le collisioni”
Da vent’anni l’amministrazione locale sta investendo nella mobilità sicura. Nei nodi centrali, ha separato i flussi anziché lasciarli competere all’interno dello stesso spazio e proprio questa decisione ha permesso di alleggerire la pressione sulle strade. La spesa indicata è di 35 milioni di euro, pari al 13% del budget dei trasporti. Dal 2030, inoltre, le auto vedranno sbarrato l’acceso nelle vie principali intorno alla stazione centrale.
Limiti a 30 km/h e controllo capillare
Tra i punti chiave del modello non bisogna poi dimenticare il limite dei 30 km/h, adottato pure da alcune città italiane come Bologna e Milano. Pasi Anteroinen, direttore generale di Liikenneturva, il Consiglio finlandese per la sicurezza stradale, ha sottolineato il peso della cultura locale:
“Già una ventina di anni fa, la città ha introdotto il limite massimo di 30 km/h sulle sue strade. Qui esiste da tempo una diffusa cultura della tolleranza zero verso l’eccesso di velocità e la guida sotto l’effetto di droghe o alcol”
Per assicurarsi il rispetto dei limiti, la città usa 70 autovelox fissi e controlli stradali. Dennis Pasterstein, responsabile delle operazioni di controllo del traffico della polizia di Helsinki, evidenzia anche il ruolo della comunicazione:
“Un’altra azione importante sono le campagne di comunicazione. Siamo molto presenti sui social media: lo scorso anno, per esempio, i nostri account hanno registrato 30 milioni di visualizzazioni. Queste campagne moltiplicano di centinaia, se non migliaia di volte, la visibilità di una semplice multa. L’impatto sul comportamento di guida delle persone è enorme”
Il caso Helsinki offre uno spunto all’Europa, dove la strategia Vision Zero punta ad avvicinarsi a zero vittime entro il 2050. Utriainen individua nella velocità il punto da cui partire:
“L’obiettivo è stato indicato 40 anni fa, ora è realtà. È importante fissare obiettivi e guardare al futuro. Se dovessi indicare una sola misura, sarebbe la riduzione dei limiti di velocità. È fondamentale e si può partire da lì”
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