Arianna Meloni: «La legge elettorale serve alla Nazione. Stabilità significa anche certezza economica»

I rapporti con gli Usa, i risultati del governo, l’unità del centrodestra, Vannacci, la legge elettorale e il Quirinale. È un’intervista a tutto campo quella di Arianna Meloni al Corriere della Sera. «La nostra stella polare è l’interesse nazionale», ricorda la responsabile della segreteria politica di FdI parlando dei rapporti con gli Usa, ma offrendo la bussola per orientarsi in tutta l’azione del governo e della maggioranza. Compresa la legge elettorale che «non è per noi, ma per la nazione».
Con gli Usa rapporti solidi, ma l’interesse della nazione richiede anche i no
«I nostri rapporti con gli Usa sono e restano forti, solidi, storici. Con l’ambasciatore poi sono davvero eccellenti. Noi siamo sempre per una relazione forte tra Europa e Usa al di là di battute infelici di chi forse non è abituato a sentirsi dire dei no. No che nascono dalla difesa degli interessi nazionali e delle nostre leggi. Come ha detto il sottosegretario Fazzolari, Giorgia è e resta una “patriota dell’Occidente”. Una premier che fa l’interesse dell’Italia e al tempo stesso lavora per l’unità dell’Occidente », dice Arianna Meloni, chiarendo che al ricevimento a Villa Taverna per i 250 anni dell’indipendenza americana è andata come ha sempre fatto e non in sostituzione della sorella, come pure è stato detto.
«Quando serve, Giorgia Meloni lo ha dimostrato, si dice no se è nell’interesse nazionale, che resta la nostra stella polare. Ma continuiamo a sostenere che l’asse occidentale deve restare unito. In periodi incerti e turbolenti come quello che stiamo vivendo, sarebbe disastroso dividerci», aggiunge.
I risultati del governo e l’unità del centrodestra
Una visione condivisa da tutto il centrodestra che non rischia di vacillare con l’approssimarsi della campagna elettorale, rivendica l’esponente di FdI, rispondendo a una domanda di Paola De Caro che firma l’intervista. «Noi – ricorda – siamo stati eletti sulla base di un programma di coalizione che già prevedeva i punti di accordo tra forze politiche. Lo stiamo semplicemente attuando, dal primo giorno, con serietà, nonostante i problemi che ci siamo trovati davanti, a partire dal quadro internazionale. E come lo abbiamo fatto finora, continueremo a farlo».
Il valore economico della stabilità
Arianna Meloni rivendica i risultati raggiunti dal governo. «Potrei fare una lista infinita», citando i risultati economici, con l’abbattimento del deficit Pil dall’8,1 al 3,1 e dell’inflazione, i conti in ordine, il record di 1,2 milioni di occupati in più, il boom del Sud e dell’export, che ci vede oggi quarto Paese al mondo. E, ancora, il taglio delle tasse, il Fondo sanitario nazionale ai massimi storici, un piano di assunzioni «senza precedenti, a partire dalle forze dell’ordine».
La legge elettorale «è per la nazione, non per noi»
Risultati che sono stati possibili proprio grazie a «compattezza, programma, stabilità». Ed è qui che entra in gioco anche la legge elettorale, perché «la stabilità diventa anche certezza economica». «Una nazione più stabile diventa una nazione più forte. La nuova legge elettorale serve proprio a garantire stabilità e realizzare il programma per il quale gli italiani hanno votato. Alla sinistra facciamo addirittura un favore, costringendoli a costruire un programma condiviso, visto che allo stato attuale hanno posizioni diverse su tanti temi. Non è una legge per noi, ma per la nazione», spiega la responsabile della segreteria politica di FdI, per la quale il punto non è se sarà approvata prima o dopo l’estate, ma «votarla». «E lo faremo, troveremo un’intesa. Restiamo comunque convinti – aggiunge – che le preferenze siano uno strumento fondamentale per mantenere il più possibile il rapporto con il territorio».
Vannacci «è la quarta gamba della sinistra»
Le domande a questo punto virano su Vannacci, su cosa ne pensi di lui. Il ragionamento è lineare: «Che se ti dici di destra ma passi le tue giornate a parlare male della destra e non della sinistra, c’è qualcosa che non torna». «Direi – aggiunge – che dopo che quel partito ha votato sette volte per mandare a casa il governo di centrodestra, non ci siano molti dubbi su quale sia la sua metà campo». «È la quarta gamba della sinistra…», mentre «non dobbiamo rincorrere nessuno a destra, perché noi siamo la destra. Custodi ed eredi di un’identità che abbiamo non a caso ancora nel simbolo. Ma attenzione non siamo fermi al passato, è esattamente il contrario: noi guardiamo al futuro tenendo fermi i nostri principi, non facciamo battaglie di retroguardia, ma lavoriamo per costruire una Nazione più moderna ed efficiente». E se votasse per Meloni al Quirinale? «Allo stato sta lavorando per impedire che Meloni faccia di nuovo il premier, il punto mi pare questo. Sul resto, i retroscena isterici delle opposizioni sulla Presidenza della Repubblica non ci interessano. Parlino pure di questo, abbiamo altro di cui occuparci».
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