Arriva Blade Runner 2099, ma i costumi del primo film restano ineguagliabili
Il tempismo non poteva essere più azzeccato: arriva Blade Runner 2099, serie tv spin off del celeberrimo film del 1982. Ora che l’intelligenza artificiale è parte delle nostre vite e i robot non sono più relegati ai film di fantascienza, le domande su cosa distingua un uomo da una macchina sono più attuali che mai. La nuova serie tv firmata Prime Video uscirà a novembre 2026, ma durante il Comic-Con di San Diego Amazon ha mostrato il primo trailer ufficiale con le attrici Hunter Schafer e Michelle Yeoh. Prima dell’uscita vale la pena immergersi di nuovo nell’universo cyberpunk creato da Ridley Scott: a distanza di quasi 44 anni, i costumi del film originale sono più attuali e interessanti che mai.
I costumi cyberpunk di Blade Runner
Per dar vita alla sua visione di un futuro distopico (che ormai è passato: il 2019) ambientato in una Los Angeles cupa e piovosa, Ridley Scott si è affidato ai costumisti Michael Kaplan e Charles Knode. Il regista voleva però evitare i classici cliché del genere della fantascienza: niente tute spaziali, stivali o tessuti metallizzati. Al contrario, chiese un’estetica che sembrasse vintage e d’avanguardia al tempo stesso. Una scommessa vinta, visto che ancora oggi sembrano provenire da un altro tempo.
L’estetica retrofuturista di Blade Runner è ispirata al genere noir: i look di Rachael, con abiti dalle spalle accentuate, cappotti di pelliccia e acconciature voluminose, sono pieni di riferimenti alla moda anni Quaranta. L’attrice Sean Young indossa nel film abiti in seta, gonne a matita e completi in lana d’angora, ma molti abiti hanno una trama cangiante in grado di riflettere la luce dei neon, per enfatizzare l’atmosfera surreale e straniante del film.

Il look punk di Daryl Hannah in una scena Blade Runner del 1982.
Anche i trench di Rick Deckard (Harrison Ford) richiamano i detective del cinema noir, ma con un colletto più ampio e dettagli in pelle. La scelta del trench coat risponde anche ad esigenze narrative: proteggersi dalla pioggia acida che sferza incessantemente le città del futuro (per noi, il presente) in un pianeta tossico e inquinato. Allo stesso modo, il cappotto di pelle nera indossato da Rutger Hauer strizza l’occhio all’estetica decadente e tormentata delle rockstar, ma con più malinconia.
Il lato punk di Blade Runner invece emerge con forza attraverso il personaggio di Pris, interpretato da Daryl Hannah (sì, proprio l’ex fidanzata di John F. Kennedy ricordata anche nella serie tv Love Story). Sullo schermo appare con collant neri smagliati ad arte, un collo in pelliccia e una marcata striscia nera sugli occhi. Ancor più famoso è il tutù da ballerina, che la fa somigliare a una bambola o a una ballerina da carillon. Insomma, un oggetto creato per l’intrattenimento altrui.

L’iconica acconciatura di Rachael, in a scene from Ridley Scott’s futuristic thriller ‘Blade Runner’, 1982. (Photo by Warner Bros./Archive Photos/Getty Images)
L’influenza nella moda contemporanea
L’incontro tra capi dalle linee retrò e tessuti tecnici contribuisce a rendere il futuro stranamente familiare e, di conseguenza, ancor più inquietante: la profezia di Blade Runner non è ambientata in un tempo lontanissimo, ma in un mondo che somiglia terribilmente al nostro. Il film ha cambiato per sempre il genere cyberpunk, ispirando la moda e la cultura pop. Stilisti del calibro di Alexander McQueen, Jean Paul Gaultier e Raf Simons hanno continuato a citare il film in passerella nei decenni a venire. Nella collezione Givenchy Couture Fall 1998 di McQueen, per esempio, si intravedono gli abiti armatura di Rachael, con dettagli in pelliccia, guanti e l’immancabile sigaretta tra le dita. I trench trasparenti e le giacche plastificate, poi, hanno avuto un enorme impatto nello streetwear e nell’abbigliamento tecnico.

Actress Daryl Hannah in a scene from the movie ‘Blade Runner’, 1982. (Photo by Stanley Bielecki Movie Collection/Getty Images)

Actress Sean Young in a scene from the movie ‘Blade Runner’, 1982. (Photo by Stanley Bielecki Movie Collection/Getty Images)
Un nuovo capitolo: di cosa parla Blade Runner 2099
La serie tv di Prime Video è ambientata nel 2099, cinquant’anni dopo gli eventi del film Blade Runner 2049. A Los Angeles i Replicanti hanno preso il potere, costringendo l’umanità a fuggire e nascondersi. Gli episodi seguono la storia di Cora (Hunter Schafer, la star di Euphoria) e di Olwen, un Replicante con pochi giorni ancora da vivere. Il trailer e le prime immagini ci confermano la potenza del genere sci-fi, ma con un’estetica aggiornata. Meno noir, più outerwear: giacche imbottite, cerate, gilet con spesse zip.

Sean Young in una scena di Blade Runner del 1982. (Photo by Stanley Bielecki Movie Collection/Getty Images)
Come previsto, l’attrice Hunter Schafer ha preso spunto dal method dressing: al Comic-Con è salita sul palco con un look futuristico composto da collant colorati, body a contrasto e una camicia in plastica trasparente (appunto). La showrunner Silka Luisa riuscirà a inventarsi, di nuovo, il futuro?

Hunter Schafer presenta Blade Runner 2099 al Comic-Con International di San Diego, California, il 24 luglio 2026.. (Photo by Amy Sussman/Getty Images)
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