Aspettando l’inverno a Chiusa, il “rifugio” lento dell’Alto Adige

16 Ottobre 2026 - 12:20
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Aspettando l’inverno a Chiusa, il “rifugio” lento dell’Alto Adige
foto da ufficio stampa
In cerca di un’esperienza altoatesina fuori dai soliti giri e dalle mete più famose? Ecco Chiusa, cittadina medievale nel cuore della Valle Isarco.

Poco distante dalle atmosfere vivaci di Bolzano e Bressanone, Chiusa si rivela come un “rifugio” da visitare a passo lento. Riconosciuta tra i Borghi più belli d’Italia, questa cittadina dalle architetture medievali custodisce una dimensione appartata e preziosa, dove la pietra storica, le facciate merlate e le botteghe tradizionali dialogano con un’ospitalità raffinata e discreta. A dominare la scena dall’alto è la rupe del Monastero di Sabiona, storica culla spirituale del Tirolo spesso definita l’Acropoli della regione, affiancata dal prezioso Tesoro di Loreto donato nel Seicento dalla regina Maria Anna d’Asburgo: un patrimonio artistico di singolare rilievo che fa del borgo un crocevia privilegiato tra cultura viva, quiete e piaceri ricercati.

Con l’arrivo dei primi freddi, Chiusa si accende con il “Klausner Gassladvent” il caratteristico Borgo Natalizio di Chiusa. Una denominazione che custodisce nel termine dialettale “Gassl”, il caratteristico vicolo stretto della tradizione altoatesina, l’essenza stessa dell’evento: l’Avvento che prende vita tra le suggestive viuzze medievali del borgo. Dal 27 novembre al 23 dicembre 2026, ogni fine settimana dal venerdì alla domenica, con aperture straordinarie il 7 e l’8 dicembre e nei giorni che precedono la vigilia, dal 21 al 23 dicembre, il centro storico si illumina dalle 10:00 alle 19:00: lanterne disposte lungo i ciottolati, un presepe vivente, musiche d’atmosfera e prelibatezze della tradizione gastronomica locale.
A scandire l’attesa del Natale a Chiusa sono speciali fine settimana tematici, pensati per far vivere il borgo in tutte le sue sfaccettature. L’apertura rende omaggio alla tradizione musicale alpina con il weekend degli ottoni.

Nei giorni successivi la festa si rivolge ai bambini tra spettacoli di burattini, carrozze d’epoca e la rievocazione folcloristica di San Nicolò e dei Krampus. L’artigianato d’eccellenza torna poi protagonista grazie alle dimostrazioni dal vivo di maestri del legno, del feltro e delle erbe officinali, mentre a chiudere il percorso dell’Avvento, il 20 dicembre alle 17:30, è un suggestivo spettacolo di fuoco che accende la pietra antica del borgo prima dei giorni della vigilia.

La stagione invernale valorizza anche l’approccio slow e rispettoso del territorio. Dal fondovalle, lo sguardo e il cammino si aprono verso i pendii e i borghi vicini di Barbiano, con il campanile pendente della chiesa di San Giacomo, e Velturno, punto di partenza ideale per passeggiate panoramiche tra boschi e castagneti. Poco più in quota, la distesa soleggiata dell’Alpe di Villandro regala orizzonti aperti sulle sagome inconfondibili delle Dolomiti, proponendosi come anfiteatro perfetto per lo sci di fondo, le discese in slittino e le escursioni con le racchette da neve, scandite da soste golose nei rifugi alpini.

Per muoversi è disponibile il servizio navetta Winter Skisafari, formula di mobilità sostenibile pensata per chi desidera vivere la montagna senza l’uso dell’auto. Prenotabile dalle strutture ricettive, il collegamento consente di modulare la giornata secondo le proprie inclinazioni: raggiungere in pochi minuti l’Alpe di Villandro e i pendii di Barbiano e Velturno, oppure aprirsi alle grandi aree sciistiche vicine come Val Gardena, Alpe di Siusi, Plose, Rio Pusteria e Corno del Renon.

Per gli estimatori dello sport a passo lento, l’Alpe di Villandro offre anelli per lo sci di fondo e itinerari tracciati per le ciaspole e il winter hiking.

Dove dormire

A Villandro, Castel Ansitz Steinbock accoglie gli ospiti in un’autentica dimora del Quattrocento. Durante i mesi freddi, la tenuta si trasforma in un “Winter Wonderland”: dal 19 dicembre all’11 gennaio gli ospiti possono ritrovarsi per un aperitivo attorno al fuoco acceso del braciere, mentre a sei metri di profondità, tra le volte secolari della cantina curata dal sommelier Bastian Winkler, viene servita la fondue preparata con carne biologica altoatesina.

Al Gnollhof – Mystic Place Dolomites a Gudon, a 1.160 metri di altitudine, le 54 camere e le suite dal design minimalista sono pervase dal profumo avvolgente del legno di cirmolo, un’essenza naturale che favorisce il sonno profondo. E nella spa, dove la piscina a sfioro riscaldata offre la vista sulle Dolomiti, si può provare il “Rituale del Sonno“, un trattamento che induce uno stato di pre-sonno profondo. Per chi desidera invece praticare attività sportive, il Gnollhof è il punto di partenza ideale per ciaspolate silenziose, passeggiate meditative ed escursioni guidate tra i boschi.

La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.

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