Assalto a Ceuta, Abascal: «Sanchez ha svenduto i confini. In Spagna essere clandestini è redditizio»

Una responsabilità tutta politica del governo Sanchez, delle sue “porte aperte” e della sua debolezza sul piano internazionale. Ad analizzare cosa c’è dietro la crisi dei migranti a Ceuta è Santiago Abascal, leader di Vox, che avverte «ciò che il governo di qualsiasi nazione seria deve fare è difendere i propri confini, difendere la propria sovranità e proteggere il proprio popolo». Esattamente l’opposto di quanto fatto dal premier socialista spagnolo.
Abascal: «In Spagna essere un immigrato clandestino è molto redditizio»
«Chiunque pensi che tutto ciò a cui stiamo assistendo sia dovuto a una sentenza del tribunale non ha capito nulla», spiega Abascal in un’intervista a La Verità. «In Spagna essere un immigrato clandestino è molto redditizio, come abbiamo visto con l’ultima ondata di regolarizzazioni di massa», chiarisce, ricordando che «la posizione di Vox è molto chiara: chiunque entri illegalmente deve essere rimpatriato, chiunque venga a vivere di sussidi pubblici o a spese di altri deve essere espulso, e chiunque venga a commettere reati, regolare o irregolare che sia, deve fare ritorno al suo Paese. È buon senso ed è ciò che vuole la maggioranza degli spagnoli, la maggioranza degli italiani e la maggioranza degli europei».
A Ceuta il risultato della «politica delle porte aperte» di Sanchez
Ceuta, dunque, con le sue «immagini davvero drammatiche», è in tutti i suoi aspetti il sintomo di «un’emergenza nazionale, che è il risultato di anni di sofferenza sotto un governo guidato da Pedro Sánchez, che ha svenduto i nostri confini e abbracciato una politica di porte aperte e immigrazione di massa». C’è quello che succede nell’exclave, «una città spagnola di 86.000 abitanti – famiglie, lavoratori, uomini, donne e bambini – tutti terrorizzati», dove in poche ore sono arrivati «più di 50.000 marocchini, che hanno saccheggiato negozi» con la gente che «ha paura e resta chiusa in casa».
La denuncia del leader di Vox sull’aumento degli stupri
Ma c’è anche quello che succede al di qua di Gibilterra: «Da quando Pedro Sánchez è diventato presidente del Governo spagnolo, gli stupri sono aumentati del 288%. Non si tratta di una tragica coincidenza, è una diretta conseguenza – denuncia Abascal – delle politiche dell’immigrazione di massa e dell’importazione dell’islamismo, che disprezza le donne e le considera esseri inferiori. Ciò che il governo di qualsiasi nazione seria deve fare è difendere i propri confini, difendere la propria sovranità e proteggere il proprio popolo».
Il “favore” alle «mafie del traffico di esseri umani»
Invece Sanchez è rimasto sordo agli allarmi e anche in questi momenti di grave emergenza, chiarisce il leader di Vox, le truppe per le strade di Ceuta «sono quelle che c’erano». «In questi giorni abbiamo parlato con molti agenti di polizia, membri della Guardia Civil e militari: tutti si sentono impotenti», spiega ancora Abascal, sottolineando che anche le regole di ingaggio sono blande.
Una situazione che favorisce i trafficanti di uomini e indebolisce la Spagna, anche in termini di prestigio internazionale. «Le mafie del traffico di esseri umani – sottolinea Abascal – sono state le principali beneficiarie delle politiche di porte aperte del governo Sánchez: ogni volta che lui si esprime a favore dell’immigrazione di massa, ogni volta che annuncia regolarizzazioni di massa, i vincitori sono le mafie del traffico di esseri umani, perché possono continuare i loro perversi affari e sfruttare la miseria di tante persone innocenti. E i perdenti sono tutti gli spagnoli».
I rapporti col Marocco e la debolezza del governo socialista
Quanto ai rapporti con il Marocco, che per Sanchez sono solidi e molti osservatori indicano invece come uno dei fattori scatenanti degli assalti, il leader di Vox ricorda che «non è vero che ci sia cooperazione tra Spagna e Marocco» e cita il precedente del 2021. «Entrambe le volte – chiarisce – il problema era lo stesso: la Spagna ha un governo debole e asservito, incapace di difendere gli interessi del nostro Paese».
La responsabilità della sospensione di Schengen
Dunque, il rischio di una crisi diplomatica non risiede, come sostenuto dallo stesso Sanchez e dalla sinistra italiana, nella sospensione di Schengen con Madrid disposta dal governo italiano, ma nel fatto che il premier socialista «ha distrutto il prestigio della Spagna all’estero. Il rischio di una crisi diplomatica con questo governo è costante: l’area Schengen si basa su frontiere sicure e controllate, al momento le frontiere spagnole sono aperte perché lui lo ha permesso».
Il cambio di paradigma in Europa
In Europa c’è stato un cambio di approccio sull’immigrazione?, è in sintesi la domanda finale posta da Annalisa Corti che firma l’intervista. «Certamente c’è stato, ma non perché lo volesse Ursula von der Leyen, bensì perché gli europei l’hanno costretta. La situazione – rivendica Abascal – sta cambiando perché le forze patriottiche stanno ottenendo un sostegno crescente da parte degli europei che, forti del buon senso, sanno che solo con confini protetti è possibile avere nazioni prospere e sicure».
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