Assolto in Kenya Paolo Cammellini: era stato condannato all’ergastolo per abusi sessuali

Dopo quattro anni di carcere in Kenya, l’italiano Paolo Camellini è tornato libero. Il 53enne originario di Goito, nel mantovano, rinchiuso in cella nel 2022, è stato assolto definitivamente dalla Corte d’Appello della città di Kisumu, dopo che era stato condannato all’ergastolo per presunti abusi sessuali su un bambino di tre anni. Inizialmente, il tribunale locale aveva ridotto la pena a 30 anni, salvo poi scagionarlo da tutte le accuse. A renderlo noto è stato l’avvocato di Camellini, Alex Rienye, aggiungendo che la Corte ha disposto l’immediata scarcerazione del suo cliente.
Paolo Camellini torna libero dopo 4 anni di carcere in Kenya
L’assoluzione dell’italiano mette fine a una vicenda giudiziaria piena di lacune e discrepanze da quando l’ex compagna di Camellini, una donna keniota, lo aveva accusato di aver abusato di suo figlio a Kisumu dove vivevano insieme. Lui ha sempre dichiarato la propria innocenza e la famiglia in Italia l’ha sempre sostenuto, andandolo a trovare in carcere più volte. Inoltre, l’ambasciata italiana ha seguito fin dall’inizio il suo caso e ha sempre mantenuto i contatti con la famiglia e con gli avvocati.
La gioia del fratello
«Siamo finalmente felici. Abbiamo lottato quattro anni per la verità, ma la giustizia è arrivata», ha affermato il fratello Mauro all’agenzia di stampa Adnkronos. «Finalmente – ha aggiunto – i giudici hanno guardato i fatti, le prove hanno dimostrato la sua innocenza e ora mia madre, io e i miei fratelli non vediamo l’ora di abbracciarlo». «Ora – ha proseguito – bisognerà attendere i documenti che attestano che è un uomo libero e potrà tornare.. La prossima settimana dovrebbe essere a casa chiudendo così, con un lieto fine, la vicenda. La giustizia arriva, può essere lunga, ma arriva».
Mancini, FdI: «Grazie alla Farnesina per l’impegno»
«Desidero rivolgere un ringraziamento alla Farnesina, al ministro degli Esteri Antonio Tajani e all’Ambasciata d’Italia a Nairobi per il lavoro preciso, puntuale e riservato svolto in questi mesi fino all’annuncio odierno». Ad affermarlo è stata la senatrice di Fratelli d’Italia, Paola Mancini, ricordando che quello del ministero degli Esteri è stato «un impegno condotto senza clamori, con assiduità e discrezione, che ha accompagnato passo dopo passo una vicenda lunga e dolorosa».
E ancora: «È il momento della gioia, ma anche della consapevolezza che dietro questo risultato ci sono la determinazione di una famiglia che ha sempre creduto nell’innocenza del proprio caro e il lavoro efficace e silenzioso di chi rappresenta l’Italia all’estero». In conclusione, la senatrice ha tenuto a ricordare che «questa vicenda dimostra che le istituzioni sanno essere vicine ai cittadini anche nelle situazioni più difficili e lontane. La tutela degli italiani nel mondo è un dovere che continuiamo ad assolvere con serietà, competenza e umanità. Oggi possiamo dire che quel dovere è stato onorato fino in fondo».
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