“Atéfano”, anche il consiglio comunale di Genova riconosce il termine che indica un genitore che ha perso un figlio

09 Luglio 2026 - 20:28
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“Atéfano”, anche il consiglio comunale di Genova riconosce il termine che indica un genitore che ha perso un figlio
Generico luglio 2026

Genova. Dopo il consiglio regionale anche il consiglio comunale di Genova approva all’unanimità una doppia mozione per il riconoscimento e la promozione del termine Atéfano, neologismo che riconosce il dolore dei genitori in lutto per la morte di un figlio.

Mario Mascia (Forza Italia) e Sara Tassara (Lista Salis) hanno fatto propria l’iniziativa dell’associazione “Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini”, nata per volontà della famiglia di Rachele, una ragazza di Albenga morta nel 2024 a 16 anni per un tumore raro.

L’associazione è nata dal desiderio della madre e del fratello della ragazza di convertire il dolore per la morte di Rachele in qualcosa di positivo. Il termine ‘atèfano’ è sorto dall’esigenza di colmare il vuoto lessicale e dare un nome a questo tipo di dolore per renderlo più riconoscibile, dargli dignità e permettere alla comunità di accogliere e di supportare chi è in questa condizione.

Il termine ‘atèfano’ nasce dal greco antico, dall’unione di ‘a-‘, alfa privativo, la radice ‘té-‘ da ‘téknon’ (figlio) e la desinenza ‘-fano’, da ‘orphanòs’ (‘privo’, ‘mancante’, ‘orfano’)”.

I documenti sono stati approvati da tutta l’aula rossa con il parere favorevole della giunta

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