Attentato Ranucci, il conduttore di Report querela Forleo. La giudice: “Da me solo una riflessione”

20 Agosto 2026 - 09:55
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Attentato Ranucci, il conduttore di Report querela Forleo. La giudice: “Da me solo una riflessione”

Una denuncia-querela contro la magistrata, consigliere della Corte d’Appello di Roma, Clementina Forleo. È quella che il giornalista Sigfrido Ranucci si prepara a presentare, attraverso il suo avvocato Roberto De Vita, dopo il post pubblicato dalla magistrata domenica 16 agosto su Facebook. L’iniziativa arriva alla vigilia della fissazione dell’udienza del Tribunale del Riesame di Roma, chiamato a valutare la richiesta di scarcerazione di Valter Lavitola, al momento considerato l’unico mandante dell’attentato contro Ranucci, avvenuto nell’ottobre 2025. La data dell’udienza sarà comunicata giovedì alle parti.

Il post di Forleo

Forleo, nel suo commento, si era chiesta: “Chi sta ricattando Ranucci? Perché vuole a tutti costi mantenere il timone di Report con la minaccia di spifferare le chat con ‘tutti’? E chi sono i ‘tutti’ di cui parla?”. Parole che hanno spinto il giornalista a dare mandato al proprio legale di procedere per vie giudiziarie. “Dispiace che una magistrata, ben consapevole dell’importanza delle dichiarazioni pubbliche di chi riveste ruoli istituzionali, abbia fatto affermazioni prive di fondamento e gravemente calunniose, per le quali il dottor Ranucci è costretto a rivolgersi alla Autorità Giudiziaria”, fa sapere De Vita. “Parole che vanno ben oltre la perdita di sobrietà con gravi conseguenze legali”, aggiunge.

Forleo replica alle accuse: “Chiarisco che ho fatto solo una riflessione a delle notizie riportate sugli organi di stampa e in particolare sul Foglio a firma di Carmelo Caruso e da Salvo Sottile sulla sua pagina Facebook. Notizie che non sono state mai smentite dall’interessato. In uno Stato di diritto ciascuno risponde delle sue condotte e delle sue querele”.

Il futuro di Ranucci a Report

Il legale di Ranucci interviene anche sul futuro del giornalista alla guida di Report e sulle eventuali iniziative che la Rai potrebbe assumere. “Ogni iniziativa che la Rai dovesse assumere in questo momento nei confronti di Sigfrido Ranucci, e quindi della trasmissione Report, sarebbe inevitabilmente inquinata dalle falsità che, nonostante la posizione netta e chiara della Autorità Giudiziaria sulla vittima e la sua inconsapevolezza, sono state alimentate incessantemente da polemiche pretestuose anche all’interno della Azienda”.

Per De Vita, eventuali motivazioni legate a “frequentazioni, fonti e inchieste controverse” sarebbero “espedienti e artifici formali e sostanziali”. E anche l’ipotesi di una “incompatibilità ambientale”, secondo il legale, si tradurrebbe di fatto nella “punizione della vittima e ogni ulteriore e altra giustificazione sconterebbe inoltre le già manifestate indicazioni condizionanti di esponenti di vertice governativo e istituzionale, collocando nell’orbita della decisione politica le iniziative della Rai nei confronti del conduttore e della trasmissione”, conclude De Vita. “Saggezza ed equilibrio” dovrebbero quindi, secondo il legale, portare ad attendere la conclusione delle indagini giudiziarie prima di assumere decisioni sulla conduzione di Report la prossima stagione.

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