Aumenta il numero delle Blue Zone in Sardegna: a Bolotana, Nuoro, la longevità è donna
Nel circuito internazionale delle Blue Zone entra il Comune di Bolotana, provincia di Nuoro. Le Blue Zone sono quelle aree del pianeta dove si vive anche oltre i 100 anni e in cui le malattie croniche sono ridotte all’osso. Le zone di riferimento sono Okinawa (Giappone), Ikaria (Grecia), Nicoya (Costa Rica), Loma Linda (California) e appunto la nostra Sardegna, nota per una vera e proprio mappa della longevità tra Barbagia, Ogliastra e alcune zone come Teulada e Arzachena, rispettivamente al sud e al nord dell’isola. Questa mappa si è estesa anche a Bolotana, secondo lo studio internazionale demografico del 2024, coordinato dall’epidemiologo professore all’università di Sassari Giovanni Pes (padre delle Blue Zone) e con la presenza del paleografo e archivista Vittorio Romerio (serve spulciare i registri per avere il polso di nascite e morti), dello studioso Salvatore Pedde, dell’esperto di gerontologia, biodemografia dell’invecchiamento e longevità umana, Jay Olshansky, del divulgatore scientifico Dan Buettner.
Quando la ricerca è partita, a Bolotana, che conta circa 2.500 abitanti, i centenari erano 12 ora sono 6, tutte donne. Già, perché a Bolotana la longevità è donna, per così dire. Lo studio si è basato su due parametri, cioè l’aspettativa di vita a 70 anni e la percentuale di arrivare all’età di 100 anni. Secondo i ricercatori, la possibilità di chi ha adesso 70 anni di raggiungere 100 primavere, ha una percentuale del 4.92% nei maschi e ben 13.38% nelle femmine. Non solo: una settantenne di Bolotana probabilmente raggiungerà il secolo di vita in una percentuale maggiore di tre volte rispetto a quella di una donna statunitense. Per gli esperti, l’aspettativa di vita pone Bolotana al secondo posto al mondo dopo Hong Kong.
Perché questi risultati? La longevità a Bolotana non è un caso: ad esempio, tra i nati tra 1900 e 1925, 38 persone hanno raggiunto i 100 anni di età. Parlando di “ricetta” della longevità, al primo posto l’alimentazione, soprattutto cereali e verdure, con poca carne proveniente però da allevamenti non intensivi, al secondo il movimento, camminare per km per raggiungere i campi (un tempo), ritmi di vita rilassati, senso di appartenenza alla comunità e alla famiglia, anziani considerati no peso ma un valore, la natura ancora integra, non particolarmente inquinata. Foto Freepik by Magnific.
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