L’approccio strategico al Digital Product Passport

Materiali, provenienza, manutenzione e possibilità di recupero: il Digital Product Passport rende accessibili informazioni che accompagnano un prodotto nel tempo. Per le imprese, la sfida comincia dalla qualità dei dati e dall’organizzazione della filiera.

14 Ottobre 2026 - 18:53
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L’approccio strategico al Digital Product Passport

Una giacca racconta molto attraverso il suo aspetto: il tessuto, il taglio, il colore. Altre informazioni restano più difficili da conoscere. Da dove arrivano i materiali? Come va mantenuta? Quali possibilità esistono per ripararla o recuperarla quando non verrà più utilizzata?

Il Digital Product Passport, o passaporto digitale di prodotto, nasce per rendere accessibili informazioni di questo tipo. Collega un oggetto fisico a dati digitali che possono accompagnarlo dalla produzione alle fasi successive della sua vita.

Per un’impresa, costruire questo collegamento richiede un lavoro che attraversa fornitori, processi e responsabilità. È qui che il DPP diventa un tema strategico: conoscere meglio ciò che si produce e organizzare le informazioni necessarie per renderlo comprensibile agli altri.

Un prodotto porta con sé una storia di dati

Il DPP è un contenitore digitale di informazioni relative a prodotti, componenti e materiali. Secondo la categoria e le regole applicabili, può comprendere dati sulla composizione, sulla provenienza, sulle prestazioni ambientali e sulle possibilità di manutenzione, riparazione e riciclo.

L’accesso può avvenire attraverso un supporto, come un QR code, collegato al prodotto, alla confezione o alla documentazione che lo accompagna.

Le informazioni possono servire a persone diverse. Un consumatore cerca indicazioni utili per scegliere e utilizzare un acquisto; un riparatore ha bisogno di dettagli tecnici; chi recupera materiali deve conoscerne la composizione. Le autorità, a loro volta, possono consultare i dati necessari ai controlli.

Il valore del passaporto dipende quindi dalla capacità di fornire informazioni pertinenti, affidabili e accessibili ai soggetti autorizzati.

La strategia comincia prima della scelta tecnologica

Prima di individuare una piattaforma, un’azienda deve capire quali dati possiede già e dove si trovano.

Alcuni possono essere conservati nei sistemi di produzione, altri nelle schede tecniche o nella documentazione dei fornitori. Metterli in relazione significa individuare eventuali lacune, chiarire chi li aggiorna e stabilire come controllarne la qualità.

Un approccio strategico può partire da una linea di prodotto circoscritta. Un progetto pilota permette di osservare il percorso delle informazioni, coinvolgere le funzioni aziendali interessate e verificare cosa occorre migliorare prima di ampliare il sistema.

La tecnologia acquista così uno scopo preciso: sostenere un’organizzazione dei dati che possa funzionare nel tempo.

La trasparenza può continuare dopo l’acquisto

Il rapporto fra un’impresa e un cliente prosegue anche attraverso l’uso del prodotto. Istruzioni comprensibili, indicazioni sulla manutenzione e informazioni utili alla riparazione possono accompagnare questo rapporto.

Il DPP offre una struttura nella quale rendere disponibili questi contenuti, secondo i requisiti previsti per ciascuna categoria. Nel tessile, per esempio, le informazioni considerate nel quadro europeo comprendono anche elementi utili alla cura, al riutilizzo e al recupero dei capi.

Per l’impresa, questo invita a guardare il prodotto lungo un arco più ampio della sola vendita. Per chi lo utilizza, può significare trovare una risposta quando nasce un’esigenza concreta.

Gli obblighi arrivano per settori, con tempi differenti

Il quadro europeo di riferimento comprende il Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, ESPR, numero 2024/1781.

L’introduzione del DPP avviene progressivamente. I requisiti specifici e le date di applicazione dipendono dagli atti dedicati ai gruppi di prodotti o dalle normative settoriali.

L’inserimento di una categoria nel programma di lavoro europeo non rende automaticamente obbligatorio il passaporto per tutti i prodotti di quel settore.

Per questo, prepararsi significa seguire gli sviluppi pertinenti alla propria attività e lavorare sulla disponibilità delle informazioni. Il risultato più utile comincia quando un’azienda sa ricostruire il percorso del proprio prodotto e mantenere i dati coerenti lungo quel percorso.

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