Auto autonome che vedono come noi: il nuovo microchip è ispirato all'uomo
Le tecnologie di guida autonoma e i sistemi di visione dei robot si affidano a molteplici sensori e chip di calcolo avanzati, che permettono in primis di identificare tutti gli ostacoli e le distanze a cui sono posti, elaborando poi il tutto per garantire una rapidità decisionale adeguata. Ma anche in questo campo si lavora a sistemi migliori, e non è un caso che i chip per la visione artificiale stiano compiendo grandi balzi in avanti.
Tra le tecnologie più promettenti ce n'è una che riproduce fedelmente il legame tra occhio e cervello umano, creata da un team di ingegneri australiani. In pratica è stato realizzato un dispositivo microscopico capace di vedere, elaborare e memorizzare i dati visivi nello stesso istante e sulla medesima piattaforma, che promette di abbattere i consumi energetici e azzerare i ritardi nel trasferimento dei dati.
Come anticipato all'inizio, il limite dei tradizionali sistemi di visione delle macchine è fortemente legato a un particolare aspetto strutturale, ovvero che catturano le immagini attraverso dei sensori, per poi inviarle a un processore esterno.
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