Auto usate, serve autenticare la firma del venditore: dove e come si fa
Venditore e acquirente possono accordarsi sul prezzo, verificare l’auto, effettuare il pagamento e consegnare le chiavi. Finché la firma sull’atto non viene autenticata e il trasferimento non compare negli archivi pubblici, la compravendita automobilistica non ha però completato il proprio percorso amministrativo. L’autentica serve a certificare che la sottoscrizione appartenga al venditore. Un pubblico ufficiale o un soggetto autorizzato controlla l’identità dell’interessato e attesta che la firma è stata apposta in sua presenza.
Il passaggio di proprietà è un’operazione distinta. Attraverso questa seconda fase vengono aggiornati il Pubblico registro automobilistico e l’Archivio nazionale dei veicoli. Al nuovo intestatario viene poi rilasciato il Documento unico di circolazione e di proprietà.
A chi spetta autenticare la firma
Nella forma più comune, quella della dichiarazione unilaterale di vendita, la firma da autenticare è del venditore. L’acquirente non deve sottoscrivere lo stesso documento e se ci si rivolge al Comune soltanto per l’autentica non è richiesta la sua presenza. Diversa è l’ipotesi del contratto bilaterale. In quel caso firmano entrambe le parti e le due sottoscrizioni devono essere autenticate. Ci sono tre forme dell’atto di vendita: la dichiarazione unilaterale con firma autenticata del venditore, il contratto bilaterale con firme autenticate di venditore e acquirente, l’atto pubblico o sentenza in copia conforme e in bollo.
Nella prassi delle compravendite tra privati prevale la prima soluzione. Risulta più semplice, non impone la presenza contemporanea delle parti per la sola autentica e consente all’acquirente oppure a una persona da lui incaricata, di presentare la richiesta di trasferimento.
Se il veicolo appartiene a più persone devono sottoscrivere tutti gli intestatari chiamati a cederne la proprietà. Per un’automobile intestata a una società firma invece il legale rappresentante, che dovrà documentare identità, ruolo e poteri.
Una delega ordinaria non autorizza un’altra persona a firmare al posto del proprietario. Le situazioni nelle quali il venditore non può comparire personalmente richiedono un titolo di rappresentanza adeguato, da concordare con il notaio o con lo sportello che seguirà la pratica.
Dove si può autenticare la firma
La legge consente di rivolgersi agli uffici comunali e ai titolari degli Sportelli telematici dell’automobilista, chiamati a rilasciare l’autentica senza compensi aggiuntivi, fatti salvi imposta di bollo e diritti previsti.
Oggi la firma del venditore può essere autenticata attraverso cinque canali. Rivolgendosi allo Sportello telematico dell’automobilista di un’unità territoriale ACI-Pra, l’autentica e la registrazione del passaggio di proprietà vengono eseguite consecutivamente: si pagano soltanto i costi previsti dalla legge, senza una tariffa aggiuntiva per l’autentica. Lo stesso avviene negli Sta della Motorizzazione civile, dove la firma viene autenticata contestualmente al trasferimento del veicolo.
In alternativa ci si può rivolgere a una delegazione ACI o a un’agenzia di pratiche auto abilitata come Sta. In questo caso lo studio gestisce l’intera procedura, ma ai costi di legge si aggiunge la tariffa per il servizio di intermediazione. Il Comune si limita invece ad autenticare la firma e non provvede alla registrazione del passaggio: bisogna pagare una marca da bollo da 16 euro e gli eventuali diritti comunali. Infine, l’atto può essere autenticato o redatto da un notaio, sostenendo il costo del bollo e dell’onorario professionale.
Autentica allo Sta del Pra
Lo Sportello telematico dell’automobilista dell’unità territoriale ACI-Pra permette di concentrare l’intera operazione in un’unica sede. Il venditore firma l’atto, l’identità viene verificata e l’acquirente presenta la richiesta di trasferimento. La contestualità non è soltanto una comodità. Presso gli Sta del Pra, dopo l’autentica, bisogna procedere subito con la pratica e con il rilascio del Documento unico.
In questo modo il precedente intestatario non lascia l’ufficio affidandosi alla promessa dell’acquirente di completare tutto in un secondo momento. Anche il nuovo proprietario ottiene la certezza che l’auto sia stata registrata a suo nome. Per gli sportelli Pra può essere richiesta la prenotazione online. Ci si può rivolgere a uno Sta anche in una provincia diversa da quella di residenza o da quella nella quale risulta iscritto il veicolo.
Autentica alla Motorizzazione civile
Gli Sta degli Uffici provinciali della Motorizzazione civile svolgono un servizio analogo. La firma viene autenticata gratuitamente sotto il profilo della tariffa amministrativa, ma restano dovuti bolli, diritti e imposte collegati al passaggio. Anche qui autentica e trasferimento devono seguire un percorso contestuale. Prima dell’appuntamento conviene verificare modalità di accesso, documenti accettati e sistemi di pagamento adottati dall’ufficio.
Delegazioni ACI e agenzie di pratiche auto
Chi preferisce affidare documenti e versamenti a un intermediario può rivolgersi a una delegazione dell’Automobile club o a uno studio di consulenza automobilistica abilitato come Sta. L’agenzia prepara l’atto, controlla i dati, autentica la firma attraverso il soggetto autorizzato, calcola l’IPT e completa la registrazione. Alla somma prevista dalla legge si aggiunge un compenso stabilito liberamente dal professionista.
Autentica in Comune
Il Comune offre un’alternativa utile quando le parti non vogliono o non possono completare immediatamente il passaggio. Il venditore si presenta davanti al dipendente incaricato dal sindaco, viene identificato e firma l’atto. La residenza nel territorio comunale non è il punto centrale della procedura, ma l’organizzazione cambia da un’amministrazione all’altra. Alcune sedi lavorano solo su appuntamento. Altre affidano il servizio agli uffici anagrafici, ai municipi o agli sportelli del cittadino. Il Comune non aggiorna il Pra e non rilascia il Documento unico. Conclusa l’autentica, l’atto deve essere portato a uno Sta per la registrazione entro il termine previsto.
Autentica dal notaio
Il notaio può autenticare la sottoscrizione o redigere un atto pubblico. Il suo intervento comporta un onorario, al quale si sommano imposta di bollo e costi del successivo trasferimento. Questa strada viene scelta quando la compravendita presenta elementi fuori dall’ordinario: procure, successioni complesse, dubbi sulla titolarità, società, soggetti incapaci o accordi che richiedono clausole particolari. Anche l’atto notarile deve essere trascritto. L’intervento del professionista non sostituisce l’aggiornamento degli archivi automobilistici, salvo che il servizio concordato comprenda pure quella fase.
Quali documenti deve portare il venditore
Per la sola autentica occorrono:
- documento di identità o di riconoscimento in corso di validità;
- atto di vendita completo;
- dati dell’acquirente;
- dati identificativi del veicolo;
- marca da bollo da 16 euro, se l’atto viene formato su carta;
- eventuale documentazione sui poteri di firma, quando vende una società.
Nell’atto devono essere riportate le generalità delle parti, il codice fiscale dell’acquirente, la targa, il prezzo concordato e gli altri elementi richiesti dal modello utilizzato. La firma non va apposta a casa, ma deve essere eseguita davanti al pubblico ufficiale o al soggetto autorizzato, dopo la verifica dell’identità.
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