Autostrada, attenzione a queste manovre: sono tra le più rischiose e più multate
In autostrada non basta rispettare il limite dei 130 chilometri orari per potersi considerare al riparo da rischi e sanzioni. La velocità resta uno dei fattori decisivi nella gravità degli incidenti, ma a incidere sono anche il modo in cui il conducente occupa le corsie, cambia direzione, sorpassa, si immette, esce, usa la corsia di emergenza o gestisce una coda.
La guida autostradale ha una caratteristica che la rende diversa dalla circolazione urbana: tutto avviene a velocità più elevate, con margini di errore ridotti e tempi di reazione compressi. Non a caso il Codice della Strada dedica alle autostrade un capitolo a sé.
Non basta rispettare i limiti di velocità
Il limite di velocità sulle autostrade italiane è fissato a 130 chilometri orari, salvo diverse indicazioni. In caso di precipitazioni atmosferiche, la soglia scende a 110 chilometri orari, mentre per i neopatentati il limite autostradale è di 100 chilometri orari per i primi tre anni dal conseguimento della patente. C’è anche la possibilità di arrivare a 150 chilometri orari, ma solo su tratti con tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia con apparecchiature omologate per il calcolo della velocità media e dopo una valutazione legata a traffico, caratteristiche del tracciato, condizioni atmosferiche e incidentalità dell’ultimo quinquennio.
L’articolo 141 del Codice della Strada impone al conducente di mantenere sempre il controllo del veicolo e di regolare la velocità in base alle condizioni della strada, del traffico, del mezzo, del carico e della visibilità. La multa più nota è quella per eccesso di velocità anche perché tutor e autovelox hanno reso l’accertamento più frequente e meno aggirabile.
Entro i 10 chilometri orari oltre il limite si rischia una sanzione da 42 a 173 euro; tra oltre 10 e 40 chilometri orari si sale da 173 a 694 euro; tra oltre 40 e 60 chilometri orari la forbice diventa da 543 a 2.170 euro, con sospensione della patente da uno a tre mesi; oltre i 60 chilometri orari la multa va da 845 a 3.382 euro, con sospensione da sei a dodici mesi.
I pericoli del cambio corsia improvviso
Tra le condotte più sottovalutate c’è il cambio corsia eseguito senza anticipo, senza freccia o senza controllo dello specchietto e dell’angolo cieco. In autostrada il cambio corsia costringe chi arriva da dietro a interpretare in tempo reale l’intenzione del veicolo che precede. Quando la manovra viene fatta di scatto, magari per superare un mezzo pesante o per infilarsi in uno spazio ridotto, il rischio riguarda tutto il flusso di veicoli che segue.
Il Codice della Strada stabilisce che prima di cambiare corsia il conducente deve accertarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio, tenendo conto della posizione, della distanza e della direzione degli altri utenti. La segnalazione deve essere data con sufficiente anticipo e deve proseguire per tutta la durata della manovra.
Molti incidenti autostradali nascono da una valutazione sbagliata dello spazio disponibile. A 130 chilometri orari un veicolo percorre più di 36 metri al secondo; a 110 chilometri orari ne copre oltre 30. In questo scenario il tempo perso da chi deve frenare perché un altro si sposta può essere già troppo.
Corsia centrale occupata senza motivo
Uno dei comportamenti più frequenti sulle autostrade a tre corsie è la marcia stabile sulla corsia centrale, anche quando quella di destra è libera. Molti automobilisti la percepiscono come una zona di comfort, meno lenta della corsia di destra e meno impegnativa di quella di sorpasso. In realtà questa abitudine altera la logica della circolazione autostradale.
La regola generale prevede che bisogna percorrere la corsia libera più a destra mentre le corsie di sinistra sono destinate al sorpasso. La corsia di destra non è riservata ai camion, né è una corsia da lenti in senso generico, ma è la corsia ordinaria di marcia. Restare al centro senza ragione obbliga chi procede più velocemente a spostarsi sulla corsia di sinistra, crea imbottigliamenti artificiali, aumenta i cambi corsia e alimenta una guida più nervosa.
Il sorpasso a destra resta uno dei temi più confusi per gli automobilisti. La regola generale impone di sorpassare a sinistra, portandosi sulla corsia immediatamente alla sinistra del veicolo da superare e rientrando a destra appena possibile, senza creare pericolo o intralcio. Salvo casi specifici, il sorpasso a destra non è consentito.
Diverso è il cosiddetto superamento a destra che può verificarsi quando un veicolo procede sulla corsia di destra e supera senza cambiare corsia apposta per farlo un veicolo che viaggia più lentamente sulla corsia centrale o su quella di sinistra. In pratica nel sorpasso a destra c’è una manovra volontaria di spostamento per superare; nel superamento a destra c’è la prosecuzione della marcia sulla propria corsia.
Distanza di sicurezza
In autostrada, viaggiare a pochi metri dal veicolo che precede è una delle condotte più pericolose, soprattutto quando il traffico è intenso e la velocità è elevata. Basta una frenata improvvisa, un rallentamento a fisarmonica o un ostacolo comparso all’improvviso per provocare un tamponamento.
L’articolo 149 del Codice della Strada stabilisce che durante la marcia i veicoli devono mantenere una distanza tale da garantire l’arresto tempestivo ed evitare collisioni con chi precede. La norma non indica una misura unica valida per ogni situazione perché la distanza dipende da velocità, condizioni del fondo stradale, visibilità, carico e attenzione del conducente.
La guida incollata al paraurti è usata come forma di pressione nei confronti di chi precede, soprattutto in corsia di sorpasso. È una pessima abitudine, oltre che un comportamento aggressivo che riduce il margine di reazione e rende più probabile un tamponamento.
Quando dalla mancata distanza deriva una collisione, le conseguenze sanzionatorie vanno da 42 a 173 euro, ma se l’inosservanza provoca una collisione con grave danno ai veicoli la multa sale; se derivano lesioni gravi alle persone possono configurarsi responsabilità penali.
L’uso della corsia di emergenza
La corsia di emergenza serve per arrestarsi in caso di guasto, malessere o altra emergenza reale e deve rimanere disponibile per i mezzi di soccorso e di polizia. Usarla per superare una coda, raggiungere prima l’uscita o evitare un rallentamento è una violazione grave che intralcia interventi salvavita.
Il Codice della Strada consente il transito sulla corsia di emergenza in caso di ingorgo solo per uscire dall’autostrada e soltanto a partire dal cartello di preavviso collocato a 500 metri dallo svincolo. Tutto il resto è abuso.
Il divieto riguarda anche la circolazione impropria sulle corsie di variazione di velocità, quelle di accelerazione e decelerazione. Chi usa la corsia di uscita per avanzare e poi rientrare nel traffico compie una manovra pericolosa perché sfrutta uno spazio pensato per una funzione diversa. Chi entra in autostrada deve usare la corsia di accelerazione per raggiungere una velocità compatibile e dare precedenza ai veicoli già in marcia. Chi esce deve portarsi per tempo sulla corsia di destra e imboccare la decelerazione sin dal suo inizio.
Tra le condotte più gravi c’è la retromarcia in autostrada, vietata anche sulla corsia di emergenza, salvo le manovre necessarie nelle aree di servizio o di parcheggio. La retromarcia è pericolosa perché introduce un movimento contrario alla logica del flusso autostradale. Chi sopraggiunge non si aspetta di trovare un veicolo che arretra, soprattutto in prossimità di uno svincolo, di una barriera o di una rampa.
Lo stesso discorso vale per il casello. Sbagliare corsia, entrare in una pista Telepass senza dispositivo funzionante o imboccare la fila sbagliata non autorizza a fare manovre improvvisate. Bisogna fermarsi in sicurezza, attenersi alle indicazioni del personale o utilizzare i canali di assistenza.
Inversione di marcia e contromano
L’articolo 176 del Codice della Strada vieta di invertire il senso di marcia, attraversare lo spartitraffico, utilizzare i varchi e percorrere la carreggiata o parte di essa nel senso opposto a quello consentito. La sanzione amministrativa varia da un minimo di 2.046 euro a un massimo di 8.186 euro con revoca della patente e fermo amministrativo del veicolo. In caso di reiterazione può scattare la confisca.
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