Avatar Legends: The Fighting Game – Recensione PS5

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Avatar Legends: The Fighting Game - Recensione PS5
Il mondo creato da Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko mi ha sempre affascinato: dall'incredibile caratterizzazione dei personaggi alla frammentazione delle nazioni, fino alla resa scenica del dominio degli elementi, capace di regalare spettacolo a ogni combattimento. Avatar è l'opera statunitense che più si avvicina agli anime, di cui sono ovviamente un grande estimatore e appassionato. Un picchiaduro basato su questo universo è un sogno che si avvera per me. In passato abbiamo avuto altri tie-in legati al franchise, ma nessuno di essi è mai riuscito a rendere davvero giustizia al materiale originale. Avatar Legends: The Fighting Game, invece, attinge a piene mani dal cartone animato, trasportando in modo fedele l'universo di Avatar - La Leggenda di Aang e La Leggenda di Korra nel genere dei picchiaduro a incontri 1v1. [caption id="attachment_1132214" align="aligncenter" width="1200"]Il Flow del combattimento
Nonostante l'aspetto fanciullesco, Avatar Legends nasconde un sistema di combattimento vecchia scuola, stratificato e con una curva d'apprendimento ripida in grado di mettere alla prova persino i giocatori più navigati. È un picchiaduro che premia la pazienza e che richiede il tempismo perfetto di ogni singolo frame per eseguire le combo più complesse. Il roster è piuttosto contenuto - comprende infatti 12 personaggi giocabili provenienti sia dalla serie Avatar che dal sequel La Leggenda di Korra - ma ognuno di essi è ben caratterizzato per garantire tanta varietà durante i combattimenti. Ogni personaggio ha a disposizione tre support che stravolgono completamente il moveset e lo stile di gioco. Nel caso di Azula, ad esempio, uno dei tre support la fa partire fin da subito in modalità Firelord, cambiando il suo set di mosse e la potenza dei colpi. Per farti capire meglio il concetto, questo sistema di support è molto simile alle varianti presenti in Mortal Kombat X. È un aspetto che apprezzo sicuramente, ma che critico anche, in quanto i support più forti sono spesso i più gettonati, rendendo di fatto inutili gli altri. Dal punto di vista del gameplay vero e proprio, il titolo si distanzia dalla struttura arcade classica per abbracciare un sistema di combattimento in cui la continuità dell'azione è tutto. Oltre ai tre tasti d'attacco legati all'intensità, troviamo un pulsante che introduce una delle meccaniche più interessanti di Avatar Legends, ovvero il flow. [caption id="attachment_1132215" align="aligncenter" width="1200"]La struttura del netcode e l'esperienza online
Parlando però di aspetti negativi del titolo, Avatar Legends soffre di una certa scarsità di contenuti presenti. Finita la modalità storia, che si conclude in circa quattro ore, quello che rimane poi al giocatore sono il classico Arcade e l'online - togliendo ovviamente il tutorial e l'allenamento. Mantenendo il discorso sulla componente online, quello che manca veramente è una sezione competitiva: mancano le ranked. In un picchiaduro moderno è quasi impensabile non avere una modalità che tenga incollati i giocatori come le partite classificate. Ci sono le partite casuali, ma è chiaro che senza un sistema che suddivida i giocatori in base alla bravura, è molto semplice imbattersi in giocatori più hardcore ed esperti, scoraggiando di fatto i neofiti. Avatar Legends vanta anche una struttura netcode decisamente solida. Nonostante questo sistema sia stato al centro di accese controversie poco prima della release a causa del coinvolgimento di Mike Zaimont (ex CEO di Lab Zero Games), in questa sede mi limiterò a giudicare il lavoro svolto che, da questo punto di vista, è indubbiamente di ottimo livello. [caption id="attachment_1132216" align="aligncenter" width="1200"]Hard to master
Avatar Legends: The Fighting Game non è il classico picchiaduro che punta alle masse, ma un progetto minore indirizzato a chi mastica picchiaduro da più generazioni. Il combat system è divertente quanto difficile da padroneggiare, complice un sistema che punta sulla concatenazione di mosse follow-up da eseguire frame per frame. Non è un picchiaduro adatto a tutti, ma per chi viene da mondi più punitivi e complessi come Under Night o Melty Blood, allora troverà sicuramente una nuova casa in Avatar Legends: The Fighting Game. È anche un titolo venduto a prezzo budget, meglio di così.L'articolo Avatar Legends: The Fighting Game – Recensione PS5 proviene da GameSource.
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