Ballottaggio elezioni comunali 2026, pareggio nei capoluoghi tra centrodestra e centrosinistra

09 Giugno 2026 - 11:24
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Ballottaggio elezioni comunali 2026, pareggio nei capoluoghi tra centrodestra e centrosinistra

La sfida dei capoluoghi al ballottaggio finisce 3-3: un pareggio che apparentemente non scontenta né maggioranza né opposizione e anzi sembra esaltare entrambi.

Se da un lato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni evidenzia che “i risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori” e carica i suoi: “Avanti così, con serietà e concretezza”. Dall’altro la segretaria del Pd Elly Schlein ironizza: “Vedo che Giorgia Meloni continua ad avere problemi con la calcolatrice”, “il tentativo è sempre lo stesso: capovolgere la realtà”. “Avevamo detto che i conti li avremmo fatti alla fine – aggiunge la leader dem -. Su 18 capoluoghi al voto, tra primo turno e ballottaggi, al centrosinistra vanno otto sindaci e al centrodestra sei sindaci”.

La sfida dei capoluoghi al ballottaggio

Il centrodestra si afferma a Macerata con la conferma dell’uscente Sandro Parcaroli (54,3%), ad Arezzo, dove Marcello Comanducci (55,8%) succede Alessandro Ghinelli e conferma la guida di centrodestra, e a Lecco dove Filippo Boscagli (52%) ha la meglio sul sindaco uscente Mauro Gattinoni. Il centrosinistra vince a Chieti, dove l’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini (52%) difende il vantaggio e si afferma su Cristiano Sicari, a Trani dove Marco Galiano (51,1%) del Pd batte lo sfidante Angelo Guarriello e ad Agrigento dove Michele Sodano con un netto 72,3% si afferma su Gerlando Alonge, facendo cambiare colore alla giunta.

Le reazioni nel mondo della politica

“I dati di oggi confermano quelli del primo turno: il centrodestra vince moltissimi ballottaggi e si conferma la coalizione protagonista”, sottolinea il vicepremier Antonio Tajani che già guarda oltre: “Ora tutti al lavoro per aumentare consenso dove non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo, per vincere le elezioni politiche e impedire che la sinistra metta le mani nelle tasche degli italiani: né patrimoniale, né tassa di successione”.

Tra i risultati che più esaltano gli azzurri c’è quello di Vigevano, che il segretario lombardo del partito, Alessandro Sorte, definisce “una pagina storica per Forza Italia”, vincente su “campo largo e Vannacci”, con il candidato di Futuro nazionale, Furio Suvilla, che al primo turno aveva raggiunto il 14,2%.

“Macerata, Lecco, Arezzo e tanti altri Comuni vinti dal centrodestra e dalla Lega”, esulta sui social Matteo Salvini, cui arriva secca la replica di Schlein, secondo la quale “al di là della propaganda di Meloni e Salvini, anche in questa tornata elettorale i numeri fotografano una chiara affermazione dell’alleanza progressista, con il Pd primo partito in gran parte del Paese”.

Nel botta e risposta si inserisce da FdI il responsabile organizzazione Giovanni Donzelli che sul centrosinistra sentenzia: “Il conto totale su 118 comuni al voto li vede passare da 59 a 50 sindaci, una débacle: se gli piace festeggiare in questo modo, a noi va benissimo”.

Per il leader di Iv Matteo Renzi “questo ballottaggio dimostra una volta di più che a livello nazionale si può vincere”, e anche Angelo Bonelli di Avs parla di “un dato politico chiaro: il centrosinistra è in buona salute, cresce e conquista nuovi consensi nei territori”. “Dove il centrosinistra si presenta unito, con programmi concreti e candidati radicati nei territori, vince – conclude -. È un messaggio politico che va oltre il voto amministrativo e che parla al Paese”. 

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