Bangladesh: in missione per la promozione umana

15 Luglio 2026 - 00:10
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Bangladesh: in missione per la promozione umana

La missione della Chiesa bangladese è oggi legata ai popoli indigeni. Spiega il vescovo di Dinajpur, Sebastian Tudu: “La Chiesa in Bangladesh può crescere soprattutto tra le popolazioni tribali. La maggioranza dei cattolici nel nostro Paese, che è a larga maggioranza islamica, appartiene a queste comunità. Per questo diciamo che la speranza e il futuro della Chiesa sono proprio i tribali”. In Bangladesh, evidenzia l’agenzia missionaria vaticana Fides, non esiste una legge che vieti ai musulmani di convertirsi al cristianesimo e la Costituzione garantisce formalmente la libertà di religione, compresa la possibilità di professare, praticare e propagare una fede. Tuttavia, sul piano sociale e familiare, la conversione di un musulmano al cristianesimo può comportare forti pressioni e un convertito dall’islam può subire isolamento, rottura dei rapporti familiari, discriminazioni, perdita del lavoro o anche minacce e aggressioni da parte di gruppi estremisti. In tale quadro, per preservare l’armonia interreligiosa, l’opera di annuncio e predicazione della Chiesa cattolica si rivolge soprattutto alle popolazioni indigene non musulmane.

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Foto di Niloy Biswas su Unsplash

Missione Bangladesh

“La speranza della Chiesa in Bangladesh sta nelle popolazioni tribali. Possiamo dire che il futuro della Chiesa è lì”, sottolinea il vescovo di Dinajpur, testimone della vitalità della diocesi situata nel Nordovest del Bangladesh. Qui la comunità cattolica continua a crescere grazie all’annuncio del Vangelo tra le popolazioni indigene, in particolare i Santal e gli Orao. Eretta nel 1927, la diocesi di Dinajpur, su una popolazione di circa 18 milioni di abitanti, conta circa 100mila cattolici, circa lo 0,6% della popolazione. La diocesi è articolata in oltre 30 parrocchie e ha numerose stazioni missionarie sparse nei villaggi tribali del territorio, con sacerdoti, religiosi, religiose e catechisti impegnati nell’evangelizzazione, nell’istruzione e nella promozione umana. La assoluta maggioranza dei fedeli cattolici appartiene ai gruppi etnici tribali, in particolare Santal e Orao, comunità da cui continuano a provenire famiglie che scelgono la fede cristiana. “Nel territorio di Dinajpur vivono numerose comunità tribali, mescolate tra loro. È una delle diocesi in cui la presenza cattolica è diffusa soprattutto tra queste popolazioni- racconta il vescovo a Fides-. Tra i Santal e gli Orao vediamo una grande possibilità di evangelizzazione. La Chiesa di Dinajpur si espande e cresce ogni anno”.

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