Sanità, il Lazio capofila nazionale nella lotta alla endometriosi. Rotondi: “Le pazienti non saranno più sole”

La Regione Lazio si conferma capofila e laboratorio nella lotta alla endometriosi. “Le pazienti non saranno più sole a lottare con la malattia, i medici avranno un supporto sanitario, organizzativo e sinergico, funzionale a diagnosticarla, attenuarla. E l’aiuto della scienza per giungere in futuro a guarirla”. Così Marika Rotondi consigliera regionale di Fratelli d’Italia, soddisfatta del varo del Piano Regionale per la presa in carico delle pazienti colpite da endometriosi. “Si concretizza – si legge in una nota stampa – un obiettivo prioritario del mio mandato. Condiviso e sostenuto con determinazione dal presidente Francesco Rocca. E la Regione Lazio si candida al ruolo di capofila nazionale nell’assistenza alle donne che ne sono affette. Anni di incontri e di colloqui, confrontandomi con la sofferenza delle persone e con le proposte di ricercatori e associazioni, mi consentono di affermare che la sanità regionale sta dando una risposta necessaria e urgente a un problema di salute grave. Che genera dolore fisico, tocca pesantemente la sfera emotiva e determina condizionamenti sociali seri”.
Endometriosi, via libera al piano della Regione Lazio
I dati sulla diffusione dell’endometriosi tra le donne in età fertile, gli effetti molto dolorosi e spesso invalidanti, e il frequente mancato riconoscimento clinico, sono le criticità che hanno condotto agli interventi della Regione Lazio. Che arriva a definire un sistema di presa in carico dedicato, evitando così che le pazienti siano indirizzate via via, da uno specialista all’altro, senza ottenere una diagnosi, come accaduto fino adesso. “Il Piano Regionale Endometriosi che ho contribuito a definire e a fare approvare – prosegue Marika Rotondi – nasce da una visione innovativa dell’assistenza sanitaria. Che basa la sua funzionalità sull’integrazione tra le varie competenze scientifiche, sulla connessione tra medicina di prossimità e medicina ospedaliera, sull’impiego di una squadra multidisciplinare e multiprofessionale”.
Marika Rotondi: le donne non saranno più sole
L’accesso al percorso – continua la nota – avviene tramite i Centri di primo Livello diffusi in tutta la regione, nei quali vengono svolti gli esami per la diagnosi precoce (ecografia pelvica e risonanza magnetica), la somministrazione della terapia medica e gli interventi della chirurgia ginecologica di base. Per le pazienti che versano in condizioni più complicate sono previsti i Centri di secondo Livello ad alta specializzazione, riservati ai casi di Endometriosi profonda. Alcuni dei Centri saranno ubicati nei maggiori ospedali regionali. Tra questi: Policlinico Gemelli, Campus Biomedico, Policlinico Umberto I, Policlinico Tor Vergata, San Giovanni Addolorata. Nel Piano Endometriosi entrano in campo anche le cliniche regionali. “Ritenendo fondamentale la contrazione dei tempi di attesa, anche riducendo gli spostamenti delle persone, si è fatto ricorso alla Telemedicina, introducendo il Teleconsulto tra gli specialisti per la discussione dei casi complessi e la Televisita per il monitoraggio delle pazienti stabili. Le misure approntate – conclude l’esponente di FdI – comprendono anche l’aspetto dei costi, sancendo il diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo col codice 063 per le pazienti con Endometriosi moderata o grave (stadio III e IV Asrm), in modo tale da consentire uguali possibilità di accedere a visite, controlli medici, diagnosi”.
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