Meloni prima negli ultimi 20 anni per lavoro e potere d’acquisto: quali sono stati i governi peggiori: l’analisi Ageei

Lavoro e potere d’acquisto, maglia rosa al governo Meloni. L’analisi Ageei mette a confronto i governi che si sono succeduti dal 2006 al 2026 prendendo in esame due indicatori: l’occupazione, richiamata dall’articolo 4 della Costituzione, e il potere d’acquisto, strettamente collegato alla giusta retribuzione prevista dall’articolo 36. Si evince dai dati che sotto il Governo Meloni, il tasso di occupazione in Italia è ai massimi storici, ha raggiunto il 63,0%. E il tasso di disoccupazione è sceso al 5,0% (dati Istat di maggio 2026). Numeri che rappresentano i livelli più bassi di disoccupazione dall’inizio delle serie storiche nel 2004. Questi dati mostrano un trend in crescita per i contratti stabili e per la fascia over 50. Persistono delle criticità, come l’aumento dell’inattività (con il tasso salito al 33,9%) e un calo dell’occupazione giovanile e delle categorie centrali (35-49 anni) in alcuni periodi.
Ma il potere d’acquisto sotto il governo Meloni aumenta. Secondo i dati Istat ed Eurostat emerge una significativa crescita congiunturale del potere d’acquisto pro capite. Questo trend positivo è sostenuto dal calo dell’inflazione, dalla crescita dell’occupazione e da misure mirate varate dal governo: tra cui il Taglio del cuneo fiscale e contributivo; la Riduzione delle aliquote Irpef e la detassazione dei premi di produttività e dei fringe benefit. Fa notare Ageei che un’occupazione elevata è fondamentale per un paese perché sostiene la crescita economica (Pil) attraverso i consumi; riduce la spesa sociale dello Stato e genera gettito fiscale. Inoltre, un lavoro stabile garantisce il benessere dei cittadini e la coesione sociale. L’esecutivo di centrodestra ha fatto meglio di tutti quelli degli ultimi vent’anni. Ecco i numeri
Governo Prodi (2006-2008)
Lavoro: occupazione in crescita, con tasso intorno al 58-59%. Potere d’acquisto: in diminuzione, anche per gli effetti dell’introduzione dell’euro e dell’aumento del costo della vita. Bilancio: bene l’occupazione, male il reddito delle famiglie.
Governo Berlusconi IV (2008-2011)
Lavoro: si è registrato un peggioramento per gli effetti della crisi finanziaria internazionale, che il governo seppe affrontare mantenendo i conti in ordine. Ma ne conseguì un potere d’acquisto in contrazione.
Governo Monti (2011-2013)
Con il governo tecnico andò peggio:
Lavoro: calo dell’occupazione e aumento della disoccupazione oltre il 10%. Ci fu una drastica riduzione del potere d’acquisto e soprattutto un aumento della pressione fiscale e blocco dei redditi. Bilancio: uno dei periodi più difficili degli ultimi vent’anni.
Governo Letta (2013-2014)
Lavoro: disoccupazione fino al 12,7%, con quella giovanile oltre il 40%. Potere d’acquisto: ulteriore flessione del reddito reale delle famiglie. Bilancio: occupazione e consumi ancora in sofferenza.
Governo Renzi (2014-2016)
Lavoro: ripresa dell’occupazione grazie anche al Jobs Act, ma dopo aver ereditato il picco della disoccupazione. Potere d’acquisto: lieve miglioramento favorito dal bonus degli 80 euro. Bilancio: primi segnali di ripresa, ma livelli ancora inferiori al periodo pre-crisi.
Governi Conte (2018-2021)
Lavoro: andamento altalenante, fortemente condizionato dalla pandemia. Potere d’acquisto: inizialmente stabile, poi eroso dalla crisi energetica e dall’inflazione. Bilancio: il Covid incise pesantemente su entrambi gli indicatori. Ma la ricetta del superbonus fu deleteria.
Governo Draghi (2021-2022)
Lavoro: crescita dell’occupazione fino a circa il 60% e calo della disoccupazione. Potere d’acquisto: forte perdita dovuta all’impennata dell’inflazione e dei costi energetici. Bilancio: migliora il lavoro, ma il reddito reale delle famiglie arretra.
Governo Meloni (2022-2026)
Ereditando questa situazione il governo Meloni ha fatto miracoli, armata di pragmatismo, oculatezza e protezione dei redditi meno abbienti. Lavoro: occupazione al 63% e disoccupazione al 5%, ai migliori livelli delle serie storiche. Il potere d’acquisto torna a crescere grazie al rallentamento dell’inflazione, all’aumento dell’occupazione e alle misure su cuneo fiscale e Irpef. Il bilancio: secondo l’analisi Ageei è il governo che registra i risultati migliori considerando insieme i due parametri costituzionali.
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