Città sicure, guerra aperta a maranza e baby gang di immigrati: fermi preventivi anche per i minorenni

L’emergenza esiste, lo Stato anche. E la risposta che arriva sul tema della sicurezza nelle grandi città legato alla presenza di gang giovanili, spesso di immigrati, spesso nordafricani, i cosiddetti “maranza”, è pesante e definitiva, si spera. Nel decreto approvato in Consiglio dei ministri, il governo Meloni alza un muro di norme rigorose per debellare il fenomeno, molto sentito soprattutto nelle metropoli. Il pacchetto-sicurezza, definito decreto Maranza, ha molte frecce al suo arco: un nuovo avviso orale del questore con divieto di aggregazione in contesti di movida «che costituiscono una grave minaccia dell’ordine e alla Sicurezza pubblica», l’estensione del fermo di prevenzione anche ai minorenni, l’arresto differito per il reato di danneggiamento commesso da almeno cinque persone, la procedibilità d’ufficio, e non più solo a querela di parte, per il reato di lesioni contro agenti di polizia giudiziaria e di pubblica Sicurezza in servizio. ” Il provvedimento riprende un testo già esaminato mesi fa e poi bloccato per ragioni di copertura finanziaria, abbiamo capitalizzato questo tempo trascorso per la necessità di trovare le giuste coperture finanziarie per raggiungere alcune norme di tipo diverso”, ha detto il ministro degli Interni Piantedosi in conferenza stampa, dopo il Cdm. Tra le misure riprese dal testo precedente, l’estensione delle procedure semplificate di liberazione degli immobili occupati abusivamente anche alle seconde case.
Sicurezza e maranza, la linea dura del governo
Il ministro degli Interni, Piantedosi, dà l’esatta misura del provvedimento. “Viene estesa la disciplina del fermo di prevenzione anche a soggetti minorenni rispetto ai quali, nel corso di operazioni di polizia destinati alla prevenzione di reati che turbino l’ordine pubblico in luoghi con consistenti afflussi di persone (ad esempio quelli della movida), possa sussistere un fondato motivo di ritenere le persone che pongono in essere condotte di pericolo per la sicurezza pubblica (come il caso di possesso di armi)”, ha detto il ministro dopo il Cdm in cui è stato approvato il nuovo ddl Sicurezza. Una sorta di Daspo preventivo.
“La valutazione della pericolosità – ha spiegato – potrà essere effettuata anche sulla base delle circostanze di tempo e di luogo e di elementi concreti, come il possesso di armi o di altri oggetti che possano essere considerati indicativi della pericolosità della persona”. Il fermo preventivo diventa facoltà anche per le forze di polizia locale. “La norma già prevede che sia una prerogativa degli agenti di pubblica sicurezza e categorie di carattere funzionale nella quale sono ricompresi anche gli agenti di polizia locale – ha spiegato Piantedosi – si tratta solo di vedere l’estensione funzionale, ovvero le circostanze in cui può essere esteso il fermo preventivo, in caso anche dei minorenni per la movida, ma può riguardare qualsiasi agente di pubblica sicurezza, sia appartenente alle forze di polizia statale sia agente della polizia locale se specificatamente ordinati di fare quel tipo di servizio”.
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