Batterie portatili, in Italia la raccolta differenziata è al 31% ma dovrebbe essere già al 45%

21 Maggio 2026 - 18:20
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Batterie portatili, in Italia la raccolta differenziata è al 31% ma dovrebbe essere già al 45%

La raccolta delle batterie portatili in Italia arriva al 31,14%, ancora molto lontana dai nuovi obiettivi europei e anche da quel 45% che avrebbe già dovuto rappresentare una soglia acquisita. Il dato 2025, pubblicato dal Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori, arriva nel primo anno della nuova cornice normativa europea introdotta dal Regolamento Ue 2023/1542, recepito a livello nazionale col decreto legislativo 29/2026 dello scorso 7 marzo.

La categoria riguarda le batterie di uso quotidiano: pile stilo, batterie a bottone e accumulatori presenti in smartphone, laptop e altri dispositivi elettronici di consumo. Un flusso di rifiuti piccolo nelle dimensioni unitarie, ma strategico per la transizione ecologica, perché contiene materiali recuperabili e, se gestito in modo scorretto, può generare impatti ambientali e rischi legati alla dispersione di sostanze pericolose.

Secondo il Cdcnpa, il tasso di raccolta 2025 si colloca al 31,14%. Il risultato conferma un ritardo strutturale che dovrà essere colmato rapidamente: il nuovo Regolamento europeo sulle batterie fissa infatti obiettivi molto più sfidanti, pari al 63% entro il 2027 e al 73% entro il 2030. Per l’Italia significa dover più che raddoppiare la propria capacità di intercettare correttamente le batterie portatili esauste nel giro di pochi anni.

Il dato, tuttavia, va letto dentro una fase di profonda transizione normativa e metodologica. Il tasso di raccolta viene calcolato mettendo in rapporto i quantitativi di rifiuti di batterie portatili raccolti nell’anno di riferimento con la media delle batterie immesse sul mercato nei tre anni precedenti. Il nuovo Regolamento ha modificato il periodo temporale di riferimento per il calcolo dell’immesso, anticipandolo al triennio precedente all’anno considerato, e ha ridefinito la classificazione delle batterie portatili, escludendo alcune tipologie precedentemente incluse.

Per questo il risultato 2025 non è pienamente comparabile con le rilevazioni degli anni precedenti, pur segnando l’avvio di un modello di monitoraggio più coerente e trasparente nel lungo periodo. In parallelo, il Rapporto annuale pubblicato dal Centro lo scorso marzo indica che i volumi raccolti dal sistema coordinato dal Cdcnpa sono cresciuti rispetto al 2024, segnalando una filiera che continua a rafforzarsi grazie al contributo di produttori, sistemi collettivi, distribuzione, Comuni e gestori della raccolta rifiuti.

Il nodo, dunque, non è solo statistico. Le nuove regole europee ridisegnano l’intera filiera delle batterie, aumentando le responsabilità degli operatori e rendendo più stringenti gli obiettivi di raccolta, riciclo e tracciabilità. Per trasformare questa architettura normativa in risultati concreti serviranno però strumenti attuativi, investimenti, più punti di raccolta accessibili e una comunicazione capillare verso cittadini e imprese.

«L’attuale quadro normativo derivante dal Regolamento 2023/1542 introduce una struttura molto solida e ridisegna l’intera filiera delle batterie», afferma Laura Castelli, presidente del Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori. Ora la priorità è completare rapidamente il nuovo quadro operativo: «In questa fase – conclude Castelli – sarà importante completare rapidamente alcuni strumenti attuativi previsti dalla riforma, a partire dall’aggiornamento del registro dei produttori, dall’adozione dello statuto tipo per i sistemi collettivi e dalla definizione delle modalità operative delle garanzie finanziarie. Si tratta di passaggi fondamentali per consolidare il nuovo assetto e accompagnare il Paese verso il raggiungimento dei target europei».

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