Belfast a ferro e fuoco: i pogrom anti-stranieri dopo l’accoltellamento di un 40enne, i riots per la remigrazione in Irlanda del Nord
A fuoco bidoni della spazzatura, un autobus, diverse automobili, perfino case a Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord. Strade bloccate per i disordini esplosi ieri sera e andati avanti per tutta la notte: guerriglia urbana anti-migranti e anti-stranieri dopo l’accoltellamento di un quarantenne attribuito a un rifugiato 30enne di origini sudanesi. Le immagini della violenza in strada hanno sconvolto un Paese intero. Non è la prima volta: altri riots erano scoppiati negli ultimi anni in Irlanda, a Southport e proprio a Belfast. Al momento si esclude l’attacco terroristico, è ritenuta più verosimile l’ipotesi di un raptus. “Non è razzismo, solo patriottismo” e “Quando è troppo è troppo” si leggeva su alcuni cartelli esibiti in strada.
Il rifugiato di origini sudanesi, ripreso in un video che ha fatto il giro dei media e dei social, avrebbe tentato di decapitare un uomo nella zona di Kinnaird Avenue, nel nord della città, secondo quanto scrivono alcuni media. Le immagini sono terribili: mostrano l’aggressore immobilizzare l’uomo a terra e accoltellarlo ripetutamente, nella zona residenziale di Kinnaird Avenue, nel nord della città. Non è chiaro come sia scattata l’aggressione. La vittima ha riportato gravi lesioni al volto, al collo e alla schiena. È ricoverato in gravi condizioni. A interrompere l’aggressione alcuni passanti, uno è intervenuto con un bastone da hurling, prima dell’arrivo dei poliziotti che sulla scena hanno trovato un coltello da cucina.
Police in Northern Ireland say they have arrested a Sudanese man in his 30s for a brutal stabbing attack in Belfast late Monday night. Graphic video of the incident shows a man straddling another man lying in a street and slashing him several times in the head and neck with a… pic.twitter.com/POjJjd6mWF
— CBS News (@CBSNews) June 9, 2026
Il 30enne arrestato sarebbe arrivato in Irlanda del Nord nel 2023 da Dublino, dopo essere stato anche a Parigi. Aveva ottenuto l’asilo durante il precedente governo conservatore, aveva un permesso di soggiorno valido fino al 2028. Non era noto alla polizia. È stato incriminato per tentato omicidio, possesso di armi improprie e minacce di morte. Comparirà oggi davanti alla Belfast Magistrates’ Court.
I disordini sono esplosi dopo gli appelli lanciati sui social dai gruppi dei cosiddetti “patrioti”, parte integrante o legati all’ultradestra. Anche Elon Musk ha pubblicato un post, “enough”, e rilanciato su X un post dell’estremista Tommy Robinson, che ha organizzato un sit-in davanti alla sede del Parlamento a Londra. “Solo protestando ripetutamente e a gran voce ci potrà essere un cambiamento!”. Il leader di Reform Uk, Nigel Farage, ha chiesto chiarezza sullo status migratorio dell’arrestato e ha accusato il governo di concedere permessi “come fossero caramelle”.
Alcuni di quelli scesi in strada hanno parlato di un pogrom contro gli stranieri. Scontri anche con la polizia nei disordini. Nella zona Est un centinaio di uomini a volto coperto hanno percorso le strade gridando di voler “cacciare gli stranieri”. Appiccato il fuoco anche ad alcune case, dove spesso gli incappucciati sono entrati con la minaccia di sfrattare alcuni residenti. Secondo alcuni media locali alcuni stranieri sono stati protetti dai vicini di casa. Oltre 60 gli interventi dei vigili del fuoco nella notte per spegnere incendi, sospesi tutti i mezzi pubblici. Le proteste sono esplose anche in altre città come Londonderry, Antrim, Newtownabbey, Ballymena e Bangor. Sono state per la maggior parte pacifiche.
Condanna per gli scontri e appello alla calma da parte del premier laburista Keir Starmer. “Le scene a Belfast ieri sera sono state scioccanti e del tutto inaccettabili. Non c’è giustificazione per la violenza e il disordine che abbiamo visto minacciare le nostre comunità, né per coloro che l’hanno incoraggiata, online o altrove. È chiaro che ieri sera le persone sono state prese di mira a causa del loro background e io non lo tollererò. Coloro che ne sono responsabili subiranno tutta la forza della legge”.
The scenes in Belfast last night were shocking and completely unacceptable.
There is no justification for the violence and disorder that we saw threatening our communities, nor for those who encouraged it, online or elsewhere.
It is clear that people were targeted last night…
— Keir Starmer (@Keir_Starmer) June 10, 2026
La premier Michelle O’Neill ha condannato i disordini, ha parlato di “teppisti” e “delinquenti”, di “codardi disgustosi” che hanno attaccato intere famiglie. “Non esiste alcuna giustificazione per questo tipo di distruzione e teppismo“, ha dichiarato il ministro per l’Irlanda del Nord, Hilary Benn. “Eventuali manifestazioni violente avrebbero ripercussioni dirette sulla comunità di Belfast”. La ministra per la giustizia, Naomi Long, ha aggiunto che “non possiamo permettere che vinca l’odio. Non c’è posto per teppisti mascherati che invadono le nostre strade, minacciano, disturbano e danneggiano le comunità. Chiedo a tutti di non lasciarsi strumentalizzare in questo modo”.
La tensione è altissima dopo l’omicidio, a coltellate, del 18enne Henry Nowak a Southampton lo scorso dicembre, da un giovane britannico di radici indiane sikh, Vickrum Digwa. L’anno scorso altri disordini, con una sorta di caccia ai romeni, erano esplosi a Belfast dopo l’arresto accusati del tentato stupro di una ragazza. La Polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI) ha rafforzato la presenza delle forze dell’ordine in tutto il Paese. Il tema della remigrazione è all’ordine del giorno, come ormai ovunque in Occidente.
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