Bimbo perde tre dita durante la terapia, poliziotti intervengono: il grazie della mamma

07 Ottobre 2026 - 01:25
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Bimbo perde tre dita durante la terapia, poliziotti intervengono: il grazie della mamma

È tornato a trovare quei due poliziotti che, il 15 settembre scorso, erano intervenuti quando lui, appena sette anni, aveva avuto un grave incidente durante una seduta di fisioterapia.

Nei giorni scorsi un bambino di 7 anni è tornato al Commissariato di Noto insieme alla mamma e lo ha fatto con un piccolo gesto, semplice ma dal forte significato: un vassoio di dolci, consegnato agli agenti Francesco Tardonato e Giampaolo Vasile a nome suo.

Quel giorno i due poliziotti erano impegnati in un posto di controllo quando hanno sentito le urla di aiuto provenire dalla strada. Il bambino, affetto da autismo, durante la terapia aveva accidentalmente inserito la mano nella catena di una spin bike, riportando il tranciamento di tre dita della mano destra e una grave emorragia.

Gli agenti sono intervenuti immediatamente, prestando i primi soccorsi e cercando di bloccare l’emorragia in attesa dell’ambulanza. Di fronte alla gravità della situazione e ai tempi di attesa, hanno quindi accompagnato e scortato il bambino e la madre fino al pronto soccorso di Avola, dove il piccolo ha ricevuto le prime cure, prima del successivo trasferimento al Cannizzaro di Catania.

A distanza di alcune settimane, il bambino ha voluto tornare proprio lì, dove tutto era cominciato. E questa volta non c’erano paura né urla, ma un incontro fatto di sorrisi e di riconoscenza. A portare il messaggio della famiglia è stata la mamma, che ha affidato a una lettera le parole che forse quel giorno non era riuscita a pronunciare.

“Non ho avuto solo il supporto di due poliziotti in quel momento, ma di un padre e di un amico”, ha scritto, ringraziando Tardonato e Vasile per essere rimasti accanto a lei e al figlio nei momenti più difficili.

La donna ha ricordato anche il sostegno ricevuto nelle settimane successive e quel rapporto che, nel tempo, non si è interrotto. “Non dimenticherò mai i vostri occhi in quel momento, erano spenti come i miei. Se non era per voi non so cosa sarebbe successo a me e all’amore più grande della mia vita”.

Poi il pensiero rivolto al figlio: “Mio figlio ricorderà la vostra divisa come angeli senza ali, ricorderà il supporto e il sostegno e ricorderà soprattutto un segno di protezione e coraggio”.

Il ritorno del bambino al Commissariato ha dato così un significato ancora più forte a quelle parole. Il piccolo ha consegnato personalmente quel vassoio di dolci, un piccolo regalo per dire grazie agli uomini che quel giorno lo hanno aiutato e che lui ha continuato a riconoscere come figure amiche.

La madre ha voluto inoltre ringraziare tutti coloro che sono intervenuti quella mattina: i colleghi dei due agenti, il personale del pronto soccorso di Avola, medici, infermieri e ausiliari, gli operatori dell’ambulanza e i sanitari del Cannizzaro di Catania, in particolare i reparti di chirurgia plastica e pediatria.

Una storia che, a distanza di settimane, si chiude con un’immagine diversa da quella del 15 settembre: non più le urla e la paura, ma un bambino che torna dai suoi “poliziotti” con un vassoio di dolci tra le mani. Un modo semplice per restituire un grazie che, per quella famiglia, vale molto più di tante parole.

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