Sostegno nelle scuole siciliane, il Cnddu all’Usr: «Autorizzare subito i posti in deroga»
Con l’anno scolastico ormai avviato, nelle scuole siciliane ci sarebbero ancora posti di sostegno in deroga richiesti dagli istituti e in attesa delle necessarie autorizzazioni. A sollevare il problema è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (Cnddu), che chiede all’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia di intervenire con urgenza.
“Riteniamo non più differibile la definizione dei posti di sostegno in deroga richiesti dalle istituzioni scolastiche siciliane”, afferma il Coordinamento, sottolineando come il protrarsi delle situazioni prive di adeguata copertura non rappresenti soltanto una questione amministrativa, ma abbia conseguenze dirette sulla programmazione didattica e sull’organizzazione delle classi.
I posti in deroga servono infatti ad adeguare l’organico di sostegno alle effettive necessità rilevate dalle scuole quando la dotazione inizialmente assegnata risulta insufficiente. Proprio per questo, sostiene il Cnddu, la tempestività delle autorizzazioni diventa determinante: un posto riconosciuto quando una parte significativa dell’anno scolastico è già trascorsa perde parte della propria efficacia. Secondo il Coordinamento, quando una scuola richiede ulteriori docenti di sostegno non rappresenta un’esigenza teorica, ma segnala un fabbisogno già riscontrato concretamente nelle classi. Nel frattempo, però, consigli di classe e team docenti devono continuare a programmare le attività e costruire i percorsi individualizzati pur in assenza di un organico completo.
Particolare attenzione viene riservata al Piano educativo individualizzato (PEI). Per il Cnddu, obiettivi e interventi previsti nel documento rischiano di rimanere soltanto sulla carta se non vengono accompagnati dalla presenza delle professionalità necessarie a realizzarli quotidianamente.
L’arrivo tardivo di un docente di sostegno comporta inoltre la necessità di inserirsi in una classe nella quale relazioni, metodologie e dinamiche sono già state costruite. Il docente deve conoscere l’alunno, confrontarsi con i colleghi e inserirsi in una progettazione già avviata. Un «tempo pedagogico» che, osserva il Coordinamento, non può essere completamente recuperato.
Da qui anche la richiesta di non trasformare in prassi il ricorso a soluzioni organizzative interne alle singole scuole per compensare le carenze. “L’autonomia scolastica è capacità di progettazione e organizzazione, non uno strumento destinato ad assorbire indefinitamente carenze che richiedono una risposta dell’amministrazione”, sottolinea il Cnddu.
Per il Coordinamento, inoltre, non basta valutare la situazione contando quanti posti vengono complessivamente autorizzati: conta anche quando il docente arriva effettivamente in classe. La richiesta rivolta all’Ufficio Scolastico Regionale è quindi quella di definire rapidamente i fabbisogni già comunicati dagli istituti, autorizzare i posti in deroga necessari e permettere di procedere senza ulteriori ritardi alle assegnazioni.
“Un posto di sostegno in deroga non è realmente disponibile quando compare in un provvedimento – conclude Debora Cavarretta, del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani –: lo diventa quando un docente entra in classe e può esercitare pienamente la propria funzione educativa e didattica”.
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