Birkenstock, secondo trimestre in crescita (+8%) ma sotto le stime
Si chiude in crescita, ma sotto le attese del mercato, il secondo trimestre di Birkenstock. Il gruppo tedesco di calzature ha registrato nel periodo terminato a marzo ricavi per 618,3 milioni di euro, in aumento dell’8% su base reported (+14% a valuta costante), mancando – seppur di poco – il consensus degli analisti, che si attestava intorno ai 620 milioni di euro.
Il risultato ha pesato sull’andamento del titolo a Wall Street, dove le azioni Birkenstock hanno perso terreno dopo la pubblicazione della trimestrale, arrivando a scivolare fino al 12 per cento. A incidere sulla reazione degli investitori sono stati, oltre al lieve mancato raggiungimento delle stime, anche il mantenimento delle previsioni per l’intero fiscal year, rimaste invariate.
Nel trimestre, la crescita è stata sostenuta soprattutto dall’Asia-Pacifico, area in cui le vendite sono aumentate del 22 per cento. Le Americhe hanno registrato un incremento del 4%, mentre l’Emea è cresciuta del 10%, pur risentendo del contesto geopolitico. La società ha infatti segnalato un impatto negativo da 6 milioni di euro nella regione, legato in particolare al rinvio di alcune spedizioni verso il Medio Oriente.
Secondo il gruppo, circa la metà dell’impatto nell’area deriva dall’impossibilità di completare alcune consegne nella regione mediorientale, mentre la parte restante riflette una domanda più debole in Europa. Il sentiment dei consumatori resta infatti condizionato dall’aumento dei costi energetici e dall’inflazione persistente, in un quadro macroeconomico ancora incerto.
Sul fronte della redditività, il margine lordo si è attestato al 53,9%, in calo rispetto al 57,7% registrato nello stesso periodo dell’esercizio precedente. La contrazione è stata attribuita alle pressioni valutarie e ai dazi statunitensi, solo in parte compensati dagli aumenti di prezzo. Le tensioni geopolitiche, ha sottolineato la società, continuano inoltre a riflettersi sia sulla logistica sia sulla domanda, lasciando aperta la possibilità di ulteriori pressioni regionali nel caso in cui il conflitto dovesse proseguire.
Nonostante il contesto più complesso, Birkenstock ha appunto confermato le previsioni per l’intero fiscal year, senza però spingersi a un loro rialzo. Il gruppo continua, infatti, ad attendersi una crescita dei ricavi compresa tra il 13% e il 15% a cambi costanti, sostenuta da una distribuzione controllata, da un ampliamento dell’assortimento e dalla strategia di vendita a prezzo pieno.
La società punta inoltre a proteggere la redditività attraverso la gestione selettiva dei canali distributivi e il mantenimento di un posizionamento premium.
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