Blue Marina Awards a Capo d’Orlando: clima, dati e resilienza ridisegnano la portualità turistica italiana

25 Giugno 2026 - 09:48
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A Capo d’Orlando Marina si è conclusa la terza tappa 2026 dei Blue Marina Awards, il percorso nazionale che sta accompagnando la trasformazione dei marina italiani verso modelli più sostenibili, misurabili e orientati alla resilienza climatica.

Il tema centrale dell’edizione, “Marina e cambiamenti climatici: sicurezza, resilienza e gestione ambientale per la portualità turistica del futuro”, riflette un cambio di paradigma ormai strutturale: i porti turistici non sono più solo infrastrutture nautiche, ma nodi strategici esposti a rischi ambientali, pressioni operative e nuove responsabilità territoriali.

Dalla gestione del porto alla governance del rischio climatico

Il confronto ha riunito istituzioni, ricerca scientifica, industria e operatori del settore nautico attorno a una domanda ormai centrale: come trasformare i marina in sistemi capaci di anticipare e gestire gli effetti del cambiamento climatico, anziché subirli?

Tra i partecipanti: Porto Turistico di Capo d’Orlando SpA, Blue Marina Awards, Comune di Capo d’Orlando, Capitaneria di Porto di Milazzo, Assonat-Confcommercio, Confindustria Nautica, Assomarinas e Federazione Italiana Vela. Il modello emerso è quello di una portualità sempre più integrata con il territorio, in cui sicurezza, sostenibilità e performance economica diventano variabili interdipendenti.

Clima e dati: il passaggio verso decisioni data-driven

Il panel scientifico ha evidenziato come il settore stia entrando in una fase in cui la gestione climatica non può più essere separata dalla gestione operativa. Secondo gli interventi di Ilenia Belviso (CNR) e di Marko Petelin (Infordata Sistemi), fenomeni come erosione costiera, innalzamento del livello del mare e intensificazione degli eventi estremi richiedono un salto di scala: dall’approccio reattivo alla prevenzione basata su dati, monitoraggio digitale e modellazione predittiva. La direzione è chiara: i marina diventano infrastrutture data-intensive, in cui la capacità decisionale dipende sempre più dalla qualità dell’informazione disponibile in tempo reale.

Resilienza operativa: la nuova frontiera della sicurezza portuale

Il secondo asse di lavoro ha riguardato la resilienza infrastrutturale. Con gli interventi di Vito Clemente (Capo d’Orlando Marina) e dell’ingegnere marittimo Antonino Sutera, il dibattito ha messo a fuoco le vulnerabilità operative dei porti turistici: eventi meteo estremi, continuità dei servizi, sicurezza degli ormeggi e protezione degli asset. Il punto chiave è la transizione da una gestione basata sull’emergenza a sistemi strutturati di preparedness, dove procedure, tecnologie e organizzazione diventano elementi di resilienza sistemica.

Sostenibilità quotidiana: il vero terreno di competitività

La terza area del confronto ha spostato il focus sulla sostenibilità operativa, quella che incide direttamente sulla gestione quotidiana dei marina. Temi centrali: prodotti biodegradabili e a impatto ambientale ridotto, qualità dell’acqua, digitalizzazione dei processi, efficienza energetica, gestione idrica ed economia circolare.

Il panel, con la partecipazione di Nuncas, Hedya, Cnr, Irritec e altri attori industriali, ha evidenziato un punto cruciale: la sostenibilità nei marina sta diventando una variabile misurabile e non più dichiarativa. Tra le soluzioni discusse: sistemi di monitoraggio della qualità delle acque basati su boe intelligenti, strumenti digitali per il controllo ambientale, riduzione degli impatti chimici nei processi quotidiani e prime prospettive legate a nuovi modelli energetici, inclusa la transizione verso vettori a minore impatto.

Un modello basato su KPI, verifica e terza parte

Il Blue Marina Awards, sviluppato con il supporto tecnico di Rina e il coinvolgimento di Assonat-Confcommercio, si posiziona come sistema di valutazione della portualità turistica basato su kpi, evidenze e verifiche indipendenti.

L’obiettivo è chiaro: superare la logica della qualità dichiarata per introdurre un modello di qualità misurata e certificata. In questa prospettiva, i marina vengono letti come piattaforme territoriali complesse, in grado di generare valore economico, sicurezza e impatto ambientale positivo se dotati di strumenti adeguati di misurazione e governance.

Istituzioni e settore: verso una nuova infrastruttura costiera

Secondo i promotori del progetto, la traiettoria del settore è ormai definita: la portualità turistica entra in una fase industriale nuova, in cui resilienza climatica e competitività economica sono strettamente legate. Assonat-Confcommercio sottolinea la necessità di rafforzare gli strumenti di governance del comparto, mentre il mondo industriale evidenzia la centralità di standard condivisi per garantire crescita e comparabilità delle performance.

La presenza della Federazione Italiana Vela ha aggiunto una dimensione formativa e sociale al dibattito: il mare non solo come infrastruttura economica, ma come spazio educativo e culturale. La vela viene interpretata come strumento di formazione alla sicurezza, alla responsabilità ambientale e alla relazione con il territorio.

L’articolo Blue Marina Awards a Capo d’Orlando: clima, dati e resilienza ridisegnano la portualità turistica italiana è tratto da Forbes Italia.

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