Ucraina, ecco i 90 miliardi dell’UE: versata la prima tranche da 3,2 miliardi
Bruxelles – “Oggi stiamo erogando la prima tranche di questo prestito, per un importo superiore a 3 miliardi di euro in aiuti macrofinanziari”. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sceglie la conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina a Danzica per annunciare l’inizio dell’esborso del pacchetto da 90 miliardi di euro che faticosamente l’UE ha saputo garantire a Kiev. Lo strumento finanziario noto col nome di Ukraine Support Loan intende fornire aiuti economico-finanziari per il biennio 2026-2027, e che l’UE avrebbe voluto rendere operativo già a fine marzo senza l’intoppo ungherese del veto posto dall’ex premier Viktor Orbán. Finalmente si staccano gli assegni, per una soddisfatta von der Leyen che annuncia anche un secondo esborso: “Nei prossimi giorni inizieremo a versare la prima parte dei 6 miliardi di euro destinati alla produzione di droni“.
Tre miliardi di euro oggi, e altri sei miliardi a brevissimo: 9 miliardi in totale annunciati nell’assenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha scelto di disertare l’appuntamento di Danzica in aperto contrasto con la Polonia. La conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina è stata preceduta da scontri su fatti risalenti alla seconda guerra mondiale. Le frizioni sono sorte quando Zelensky ha deciso di intitolare un’unità d’élite dell’esercito ucraino agli “eroi dell’UPA”, l’Esercito insurrezionale ucraino responsabile, insieme ai tedeschi, dell’eccidio di civili polacchi ed ebrei nella regione della Volinia. Si calcola che siano state circa 100mila le vittime delle azioni dell’UPA, soprattutto donne e bambini. Fatti risalenti al 1943, nel pieno di una seconda guerra mondiale, ma con effetti mai superati che continuano ad alimentare il nazionalismo polacco.
Ucraina, i 90 miliardi di aiuti UE sono soprattutto per il sostegno militare
Zelensky è stato accusato di politiche filo-russe, con il presidente (di estrema destra) della repubblica polacca, Karol Nawrocki, che ha ritirato il più alto riconoscimento che la Polonia puà concedere a un cittadini non polacchi, Ordine dell’Aquila bianca. Da Kiev il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ha risposto definendo la decisione di Nawrocki “un errore strategico a vantaggio di Mosca”. Un rimpallo di accuse di filo-putinismo cui è seguito l’annuncio di voler restituire l’onorificenza che i polacchi avevano tributato a Sybiha nel 2022, la Croce di Commendatore con Stella dell’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia.
Le scelte di Zelensky accendono i riflettori sui valori che l’Unione europea dice di sostenere, difendere e considerare nel raggio della sua azioni politica. Von der Leyen fa finta di niente, ignora la celebrazione di gruppi responsabili di stragi di civili e annuncia il contributo economico dell’UE all’Ucraina di oggi. Anzi, esorta a passare sopra ad ogni questione perché oggi la priorità è sottrarre l’Ucraina alla Russia di Vladimir Putin per inserirla in una nuova sfera di influenza: “Continuiamo a sollecitare tutti i nostri partner a mantenere il loro sostegno, perché un’Ucraina forte e indipendente è nell’interesse di tutti“.
Prova a fare da paciere il primo ministro polacco, Donald Tusk, di appartenenza politica diversa dal presidente Nawrocki: “La presenza di tutti voi qui è la prova della solidarietà, e la forza dell’unità contro l’aggressione“. Quindi l’accoglienza per la prima ministra ucraina, Yulia Svyrydenko: “Qui puoi sentirti a casa”. E assicura: “La ricostruzione dell’Ucraina sarà possibile, grazie alla nostra solidarietà”, e perché, ricorda, “la storia di Danzica, che fu quasi rasa al suolo, dimostra che si può fare”.
Ma “la ricostruzione non consiste solo nel riparare i danni, consiste nel ricostruire un’Ucraina migliore“, sottolinea il presidente del Consiglio europeo, António Costa, che interpreta il processo post-bellico come una ridefinizione politica del Paese. “Il processo di ripresa dell’Ucraina procede di pari passo con il suo percorso di adesione all’Unione Europea“, sottolinea. In tal senso “ribadisco l’impegno assunto dai leader dell’Unione Europea quattro anni e mezzo fa: il futuro dell’Ucraina è nell’Unione europea”. Quindi chiede alle autorità ucraine e ai partner uno sforzo vero, profondo, perché “la vera ricostruzione riguarda le persone. Nessuna comunità deve essere lasciata indietro”.
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