Braccianti uccisi ad Amendolara, il pm: “Un massacro di violenza inaudita”

03 Giugno 2026 - 20:36
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Braccianti uccisi ad Amendolara, il pm: “Un massacro di violenza inaudita”

Un massacro di una violenza “inaudita”, sia per il numero delle vittime che per le efferate modalità d’esecuzione. È il commento durissimo di Alessandro D’Alessio, procuratore della Repubblica di Castrovillari, che durante la conferenza stampa con i giornalisti presso la Questura di Cosenza ha espresso profondo turbamento per la strage dei quattro braccianti di Amendolara, affermando di non aver mai assistito a una simile crudeltà in tre decenni di attività. Anche la premier Meloni ha parlato di “orribile omicidio” sottolineando il “passo importante verso l’accertamento della verità”, con i fermi effettuati.

Pm D’Alessio: “Ad Amendolara un massacro e una violenza inaudita”

“Abbiamo identificato quelli che riteniamo essere i responsabili di questo fatto gravissimo”. Lo ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Castrovillari Alessandro D’Alessio, a margine della conferenza stampa sulla strage dei quattro braccianti di Amendolara. Secondo il magistrato, il quadro indiziario raccolto dagli investigatori sarà ora sottoposto al giudice, che dovrà valutarne la fondatezza. D’Alessio ha sottolineato come l’identificazione dei presunti autori sia arrivata in meno di 48 ore dal delitto. Le indagini, ha aggiunto il procuratore, proseguono anche per chiarire il contesto e il movente della strage. “Ogni azione umana ha sempre un inquadramento e un contesto. Anche su questo stiamo lavorando con lo stesso impegno e la stessa determinazione”, ha spiegato.

Borrelli: “Un fatto disumano dalle dinamiche agghiaccianti”

Un evento di una crudeltà inenarrabile e un fatto assolutamente disumano“. Con queste parole il Questore di Cosenza Antonio Borrelli, ha commentato la strage dei braccianti avvenuta ad Amendolara, confermando il fermo di due persone sospettate del delitto. La risposta delle forze dell’ordine è arrivata in poco più di tre ore grazie alla massiccia presenza sul territorio e all’acquisizione di diversi filmati di videosorveglianza, che hanno permesso di identificare e rintracciare i presunti autori nelle loro abitazioni. I due fermati risiedono in Italia rispettivamente dal 2018 e dal 2022, mentre le vittime erano arrivate nel Paese da poco tempo. Nelle perquisizioni domiciliari è stata rinvenuta documentazione ora al vaglio degli inquirenti, mentre non sono stati sequestrati stupefacenti.

Secondo la ricostruzione fornita dal capo della Squadra mobile di Cosenza Gianni Albano, la dinamica della “sciagura” è agghiacciante: un’auto ha fatto ingresso nell’area di servizio, seguita da un’altra vettura. Una volta fermi, il conducente e il passeggero sono scesi; uno dei due ha appiccato il fuoco nella parte posteriore del veicolo, mentre l’altro ha manomesso i meccanismi interni per impedire la fuoriuscita dei passeggeri. I due corpi sono stati trovati nei sedili anteriori, uno in braccio all’altro”, ha spiegato Borrelli, precisando che le vittime hanno cercato disperatamente di spostarsi in avanti per scappare poiché le portiere posteriori erano bloccate dalla sicura per bambini. Un unico superstite è riuscito a salvarsi uscendo dal bagagliaio, riportando però gravi ustioni e una frattura all’avambraccio causata dal tentativo di infrangere i vetri per sfuggire alle fiamme. Il movente del massacro resta ancora da accertare: “Sull’origine del gesto bisognerà continuare a indagare a 360 gradi”, ha concluso il Questore, sottolineando lo shock provato dagli stessi agenti davanti alla tragica fine dei quattro giovani.

Calderone: “Venerdì vertice a Reggio Calabria”

Si terrà venerdì 5 giugno, dalle ore 14, presso la sede dell’Ispettorato d’Area Metropolitana di Reggio Calabria (via Monsignor Antonio Lanza, 11), un vertice istituzionale dedicato all’approfondimento della strage dei braccianti di Amendolara, nel più ampio quadro del contrasto al caporalato in agricoltura e dello sfruttamento lavorativo sul territorio. All’incontro è prevista la presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, del Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, degli assessori regionali al Lavoro e all’Agricoltura Giovanni Calabrese e Gianluca Gallo, del Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro Generale Antonio Bandiera, del Prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro, del Prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano, del Direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro Danilo Papa, del Direttore dell’Ispettorato d’Area Metropolitana (IAM) di Roma Giovanni De Paulis, del Direttore della Direzione vigilanza, lavoro e sicurezza dell’INL Giuseppe Patania, e del Direttore ad interim dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cosenza Massimiliano Mura. “Quanto accaduto è inaccettabile – dichiara il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone –. La presenza delle istituzioni sul territorio è un monito chiaro: il rispetto delle regole e della dignità delle persone non è negoziabile. Il contrasto al caporalato richiede un impegno coordinato, continuo e condiviso, capace di prevenire gli abusi e tutelare chi lavora nei campi”. Il vertice sarà l’occasione per un aggiornamento operativo sulle attività di vigilanza, sulle misure di prevenzione e di coordinamento tra Ministeri interessati, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Forze dell’Ordine, Prefetture e Regione Calabria, anche in funzione di nuovi provvedimenti normativi da individuare nella consueta e proficua sinergia con il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. Già la revisione del Testo Unico Immigrazione attraverso la legge n. 187/2024 aveva permesso di rafforzare la tutela prevista per le vittime di sfruttamento lavorativo e di caporalato grazie alla previsione del rilascio del permesso di soggiorno per “casi speciali” e dell’iscrizione al SIISL per l’accompagnamento in percorsi di protezione sociale e reinserimento lavorativo. A seguire, nella stessa sede, si terrà una conferenza stampa. 

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