Taiwan, il capo del consiglio di sicurezza: “La Cina minaccia per tutta la regione, compresi Giappone e Filippine”
Il massiccio dispiegamento di unità della Guardia costiera e di altre navi da parte della Cina per sostenere le proprie rivendicazioni territoriali rappresenta una minaccia per l’intera regione, e non soltanto per Taiwan. Lo ha affermato il segretario generale del Consiglio per la sicurezza nazionale taiwanese, Joseph Wu, in un’intervista a Nikkei Asia. “La minaccia posta dalla Cina riguarda tutta la regione”, ha dichiarato Wu, facendo riferimento alla prima catena di isole, che si estende dal Giappone e da Okinawa attraverso Taiwan fino alle Filippine.
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Secondo il responsabile della sicurezza taiwanese, le attività di intelligence e sorveglianza mostrano un forte aumento della presenza della Marina e della Guardia costiera cinesi nel Mar Cinese Orientale, nello Stretto di Taiwan, nel Pacifico occidentale e nel Mar Cinese Meridionale. Pechino ha condotto quest’anno ripetute missioni definite di “applicazione della legge” a est di Taiwan, rivendicando la propria giurisdizione e contattando via radio le navi mercantili per chiedere informazioni sulla loro provenienza e destinazione.
“La Cina cerca di intimidire i Paesi vicini e poi accusa le vittime, Giappone, Taiwan e Filippine“, ha affermato Wu. “Accusa Taiwan di provocazioni, mentre noi cerchiamo soltanto di proteggere ciò che già possediamo, cioè la nostra libertà e sovranità”.
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Wu ha avvertito che un attacco nello Stretto di Taiwan avrebbe conseguenze dirette sull’economia mondiale, sul commercio internazionale e sulle catene di approvvigionamento tecnologiche, anche per il ruolo dell’isola nella produzione di semiconduttori e nelle esportazioni legate all’intelligenza artificiale. La minaccia, ha aggiunto, non è limitata a una possibile invasione. Taiwan sarebbe sottoposta a una vasta guerra ibrida, comprendente campagne di disinformazione, attacchi informatici, infiltrazioni e operazioni di condizionamento dell’opinione pubblica.
Il segretario generale ha definito gli Stati Uniti un partner “indispensabile” di fronte al rapido rafforzamento militare cinese e ha sottolineato la necessità di una maggiore cooperazione internazionale. Wu ha inoltre difeso i programmi per sviluppare droni militari taiwanesi, ostacolati dallo scontro parlamentare tra il governo e l’opposizione. “La guerra avviene quando la deterrenza fallisce e noi non vogliamo che la deterrenza fallisca nel caso di Taiwan“, ha dichiarato. Taipei ha infine creato un meccanismo di coordinamento tra le diverse agenzie governative per rispondere all’espansione marittima cinese e punta a condividere informazioni ed esperienze con altri Paesi, con l’obiettivo di elaborare azioni comuni.
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