Braida: "Alla Juventus mancava semplicità, Carnevali gliela restituisce al posto dell'esterofilia di Comolli che confondeva"
Da dirigente a dirigente: la scelta della Juventus viene promossa a pieni voti
"Le grandi società fanno le rivoluzioni in poco tempo. Sono veramente convinto che la proprietà abbia fatto un’ottima scelta", dice Ariedo Braida, storico dirigente del Milan che conosce bene il nuovo uomo di vertice della Juventus, Giovanni Carnevali.
"Per i rapporti personali e professionali che mi legano a Giovanni, non posso che essere felice per lui", confessa a Tuttosport. "Tutto quello che ha dimostrato di saper fare in questi anni col Sassuolo meritava un seguito: penso che non ci fosse persona più indicata di lui per guidare la Juve. Non c’è margine di rischio con lui, sebbene arrivi da una realtà molto più piccola".
PRIMA LE COSE FACILI
"A volte l’esterofilia, senza nulla togliere a Comolli, ci porta fuori strada. Penso che la Juve avesse bisogno di ripartire dalle cose facili: da un pallone che rotola, da una catena di comando molto chiara, da una persona credibile e riconoscibile in questo contesto. Mancava un po’ di semplicità alla Juve, Carnevali è una sintesi perfetta per i bisogni attuali. Sono convinto che questa scelta possa riportare la Juve a competere per vincere. Non so in quanto tempo, ma sicuramente le persone di valore hanno probabilità molto alte di far bene. Giovanni è il professionista perfetto per aprire un ciclo: si troverà in un ambiente complesso, ma sono certo che si giocherà al meglio questa chance. È nato pronto, ha avuto successo nel calcio e anche da imprenditore, ha la mente elastica e sarà in grado di reggere tutto. Affronterà questo salto con grande naturalezza".
I MAESTRI GALLIANI E MAROTTA
"Diciamo che lui ha saputo assorbire tanto da Marotta e Galliani. Si è creato una struttura morale per risultare il profilo perfetto per questa Juve: avrà tempo per mettere a frutto tutto il suo bagaglio d’esperienza. Conosco bene sia lui che Marotta, due che hanno saputo cogliere ogni minima sfaccettatura del mestiere. Ci conosciamo bene perché ci siamo frequentati anche tanto, persino in vacanza: siamo stati insieme in Sardegna e in Croazia. Giovanni è un amico da una vita, ma anche negli anni ‘80 mi ha impressionato la sua passione e la sua curiosità, sin dai tempi dei suoi esordi alla Milanese. Abbiamo sempre avuto voglia di fare, di stupire, di andare oltre: questo è il tratto che hanno in comune tutti gli uomini di successo, a prescindere dall’ambito in cui sono impiegati".
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