Dhorasoo: "Italia-Francia 2006, pensavamo che gli italiani fossero bolliti. Zidane si scusò per la testata a Materazzi"
Lunga intervista a Vikash Dhorasoo ex centrocampista del Milan e della Francia a La Gazzetta dello Sport sulla finale del Mondiale 2006 tra Francia e Italia: "Ho rivisto senza problemi la finale di Champions persa con il Milan nel 2005 a Istanbul, perché fu un momento intenso. Quella del Mondiale 2006 non ci riesco, avrei voluto vincerla. Vorrei tornare indietro, rigiocarla. Non è stata una bella sconfitta. Fu una partita particolare".
L'ESPULSIONE DI ZIDANE
"L'espulsione di Zidane, con quella testata a Materazzi che nessuno vide, ha cambiato tutto. Perdere così non fu bello, eravamo convinti di vincere. Ce l’eravamo promesso, fin da quando Zidane, Makelele e Thuram tornando in nazionale diedero una svolta alle qualificazioni. Cosa fece Zidane? Si scusò, semplicemente. Davanti al presidente Chirac, Domenech volle ringraziare Zidane: provò a far partire un applauso, che fu molto timido".
ITALIA SOTTOVALUTATA
"Avevamo la sensazione che gli italiani fossero cotti. Molti sostengono che se Zidane non fosse stato espulso, avremmo vinto. Nulla lo prova. In ogni caso non è la sua espulsione, tra l’altro tardiva, che ci ha fatto perdere. Anche se il calcio si gioca sui dettagli”
L'ESEMPIO DI MALDINI
“È stato poco sportivo da parte nostra non rimanere tutti in campo per la cerimonia di premiazione. In questo è stato molto più elegante Maldini che l’anno prima, dopo aver perso la Champions con il Liverpool, ci impose di restare fino all’ultimo. Mentre a Berlino, rimanemmo in pochi. E in spogliatoio Zidane si era già vestito".
ORGANIZZAZIONE SOTTO ACCUSA
"A Berlino, l’organizzazione non fu all’altezza. Eravamo in un hotel con altri clienti, passavamo per gli ascensori di servizio per salire in camera. Nella hall c’era un sacco di gente. Ricordo Spike Lee che chiacchierava con Henry e Thuram. Non si gestirono bene gli inviti per le famiglie e ciò creò tensioni, stress e distrazioni. Fu impossibile isolarsi e concentrarsi. Prima della partita, fu il presidente federale a parlare per primo alla squadra: non l’ideale. Domenech parlò dopo, ma non disse roba del tipo 'andiamo a divorarci la pizza e la pastasciutta'".
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