Burnham è il nuovo primo ministro del Regno Unito: “È la nostra ultima chance di cambiare”
Bruxelles – Da oggi (20 luglio) il numero 10 di Downing Street cambia inquilino. Dopo le dimissioni rassegnate da Keir Starmer lo scorso 22 giugno, è Andy Burnham a varcare la soglia della residenza ufficiale del primo ministro britannico. Cinquantasei anni, cattolico, già ministro e sindaco di Manchester dal 2017 al 2026, il nuovo leader del Partito laburista eredita un Regno Unito segnato da anni di instabilità politica dopo la Brexit. Per questo, ha promesso di riportare ai cittadini britannici “speranza”, ma anche “unità e stabilità”.
“La Gran Bretagna è più forte e giusta di due anni fa. La nostra economia è più solida”, ha esordito l’ormai ex leader britannico Starmer nella sua ultima dichiarazione davanti alla residenza di Downing Street. “Me ne vado con serenità, me ne vado con un sorriso e me ne vado orgoglioso di tutto ciò che abbiamo raggiunto”. L’ultimo saluto prima del passaggio di consegne. Dopo la formalizzazione delle dimissioni di Starmer a Buckingham Palace dinanzi a re Carlo III, Burnham era stato convocato a ruota dalla famiglia reale per ricevere l’incarico di formare il nuovo governo, secondo il tradizionale rito costituzionale britannico.
Burnham è stato eletto venerdì scorso (17 luglio) alla guida del Partito laburista, ottenendo il sostegno plebiscitario del gruppo parlamentare e dei sindacati affiliati ai Labour. In assenza di altri candidati, non è stato necessario il voto degli iscritti: la sua nomina è avvenuta automaticamente, consentendogli di subentrare al 63enne Starmer sia alla guida del partito sia del governo, al termine di un cambio di leadership atteso da settimane.
Burnham è l’undicesimo dei diciannove ultimi primi ministri britannici ad arrivare a Downing Street senza aver vinto un’elezione generale, una possibilità prevista dal sistema parlamentare del Regno Unito. E, dall’uscita di Londra dall’UE, negli ultimi dieci anni, il Regno Unito ha avuto sette primi ministri, un turnover che ha eroso la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Venerdì scorso (17 luglio), nel suo discorso di insediamento come leader laburista, Burnham si è detto “pronto a governare” e a promuovere una politica di “cambiamento” nel Regno Unito, dopo “40 anni di neoliberalismo che non sono stati gentili” con ampie fasce della popolazione. “È la nostra ultima chance di cambiare”, ha affermato, rivendicando di non voler inseguire i temi della destra in ascesa e di Reform UK, il partito di Nigel Farage. Ha inoltre richiamato il Labour all’unità contro “il frazionismo”, ricordando di aver sostenuto “tutti i leader del partito” nel corso della sua carriera politica.
Tra le priorità del nuovo premier rientrano il sostegno ai cittadini britannici in difficoltà per “il costo della vita” e l’adozione di misure capaci di produrre risultati “tangibili” in tempi rapidi. In generale, l’obiettivo di Burnham è quello di ripristinare “la fiducia nella politica”, riconoscendo di essere “acutamente consapevole” di assumere la guida del governo come settimo primo ministro in dieci anni, in un Paese in cui la stabilità politica appare ormai un ricordo.
Quest’oggi (20 luglio), nel suo primo discorso di fronte alla residenza di Downing Street, l’ex sindaco di Manchester ha illustrato le priorità del suo governo: “La Gran Bretagna deve mostrare al mondo che può ritrovare la sua stabilità: è questa la sfida che abbiamo davanti”. Il neo premier ha assicurato che esiste “un piano di lungo periodo” per migliorare il Paese nei prossimi “10 anni”. Ha inoltre escluso l’ipotesi di elezioni anticipate, sostenuta da Farage: “Viviamo in una democrazia parlamentare” e chi “è in grado di ottenere la maggioranza dei deputati alla Camera dei Comuni ha ovviamente la legittimità per guidare il Paese”.
Non sono mancati i messaggi di congratulazioni dei vertici europei. “Congratulazioni, caro Andy Burnham, per la tua conferma come premier. Non vedo l’ora di lavorare con te per rafforzare il partenariato UE-Regno Unito. Per la sicurezza del nostro continente condiviso. E per la prosperità dei popoli su entrambe le sponde della Manica”, scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Dal presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, invece, un auspicio a “continuare a rafforzare ulteriormente la nostra cooperazione a beneficio dei nostri cittadini e delle nostre imprese. Il Regno Unito e l’Unione Europea sono piu’ forti insieme”. Congratulazioni e auguri di buon lavoro anche dalla presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni. “Italia e Regno Unito sono legati da una profonda amicizia e da una collaborazione che, negli anni, si è fatta sempre più solida, anche grazie al lavoro congiunto su dossier fondamentali per le nostre Nazioni”, ha sottolineato. “Sono certa che continueremo su questa strada, rafforzando il nostro partenariato strategico nell’interesse delle nostre Nazioni e dei nostri cittadini”, ha aggiunto rivolgendo “un sincero ringraziamento” al predecessore Keir Starmer “per il lavoro svolto e per l’impegno con cui ha contribuito a rendere ancora più forte il rapporto tra Italia e Regno Unito”.
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