Cala di Forno, il trekking marittimo nel Parco della Maremma verso una spiaggia spettacolare

16 Luglio 2026 - 18:15
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Cala di Forno, il trekking marittimo nel Parco della Maremma verso una spiaggia spettacolare

Una spiaggia speciale: non ci arriva nessuna strada, non c’è un solo ombrellone, non esiste un bar dove fermarsi per un caffè. Per raggiungerla bisogna rimboccarsi le maniche e sudare, camminando lungo uno splendido quanto impegnativo sentiero che si dipana tra pinete, macchia mediterranea e panorami sul mar Tirreno e l’Arcipelago toscano.

La spiaggia in questione si chiama Cala di Forno, forse la spiaggia più selvaggia e unica della Toscana. Si trova nel cuore del Parco della Maremma, tra i Monti dell’Uccellina, protagonista di uno dei trekking marittimi più suggestivi della regione, se non di tutta Italia.

Parco della Maremma, dove si trova e come arrivare

Il Parco Regionale della Maremma, conosciuto anche come Parco dell’Uccellina dalla catena montuosa che lo caratterizza e che fa da contrafforte al mare, si estende lungo la costa meridionale della Toscana, in provincia di Grosseto. È uno dei parchi costieri più antichi e importanti d’Italia, istituito nel 1975 per proteggere un tratto di litorale rimasto praticamente intatto, selvaggio: dune, pinete, paludi, macchia mediterranea e un affascinante promontorio panoramico, quello dei Monti dell’Uccellina, appunto.

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Vista panoramica del Parco della Maremma, con la Torre di Collelungo che svetta sul mare

Il punto di riferimento per chi vuole visitare il parco è il Centro Visite di Alberese, un piccolo paese non lontano dal mare. È qui che si acquistano i biglietti d’ingresso e si ricevono tutte le informazioni aggiornate su sentieri aperti, orari e modalità di accesso.

In auto, il mezzo più comodo per raggiungere il Parco, si raggiunge Alberese percorrendo la via Aurelia, strada statale 1, e seguendo le indicazioni per il parco poco dopo Grosseto: la strada attraversa la campagna maremmana, tra i grandi prati dove pascolano le vacche maremmane e i boschi che coprono i dolci rilievi.

Il Parco della Maremma offre anche diversi itinerari per biciclette e mountain bikes.

Cala di Forno, la spiaggia unica del Parco della Maremma

È una piccola mezzaluna dorata, Cala di Forno, che si apre ai margini di un promontorio boscoso. Non è raggiungibile in auto, non ha stabilimenti balneari, non ha punti ristoro: è, semplicemente, una spiaggia rimasta come dev’essere stata da sempre, protetta da un accesso regolamentato che ne preserva l’integrità e raggiungibile solo a piedi, attraverso un itinerario dedicato.

La testimonianza del passaggio dell’uomo, però, è presente. Sulla piccola baia, infatti, si affaccia ancora oggi l’edificio dell’antica dogana, settecentesco. Cala di Forno è stata prima, nel Medioevo, il porto dell’abbazia di San Rabano, i cui resti sono ancora visitabili tramite un altro itinerario nel Parco della Maremma, ed è poi rimasta un approdo importante fino ai primi anni dell’Ottocento, poiché si trovava sul confine tra il Granducato di Toscana e il misconosciuto Stato dei Presidi spagnoli, un piccolo governatorato nel sud dell’attuale regione. Come tale era quindi un punto di passaggio controllato e tassato.

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L’antica dogana si intravede dietro Cala di Forno

Nei secoli precedenti, invece, le incursioni dei pirati saraceni avevano reso necessaria la costruzione delle torri di avvistamento che ancora oggi punteggiano la costa, tra le quali una delle meglio conservate si trova poco sopra Cala di Forno.

Oggi è un luogo molto meno movimentato, o quantomeno destinato soprattutto al passaggio di animali non umani: a popolare la zona ci sono daini e volpi che passeggiano sulla sabbia, ma anche qualche cinghiale.

Il fascino di Cala di Forno sta proprio in questo contrasto: da un lato la difficoltà di raggiungere un luogo remoto, dall’altro la magia di un luogo unico, selvaggio, custodito ormai da tempo soltanto dalla natura. E ad aumentarne il valore paesaggistico un mare cristallino, tra i più belli dell’intera costa toscana.

Trekking a Cala di Forno, tutti i dettagli sull’escursione

Chi decide di affrontare il cammino verso Cala di Forno deve mettere in conto un’escursione impegnativa, ma capace di ripagare ogni sforzo. Per arrivare a destinazione si deve seguire il sentiero A4, che prende le mosse dalla pineta granducale, a Marina di Alberese.

Dalla cosiddetta Casetta Pinottolai il sentiero si addentra nel maestoso e ordinato filare di pini marittimi, per poi salire tra ginestre, cisti, rosmarini e ginepri, fino a raggiungere l’antica Torre di Collelungo e addentrarsi nell’omonimo oliveto, dove alberi secolari somigliano a sentinelle senza tempo. Da qui la strada sale fino a raggiungere i 70 metri di altitudine sul livello del mare, offrendo colpi d’occhio panoramici sulla costa in direzione settentrionale, dove si trova la lunga, dorata distesa di sabbia della Spiaggia di Collelungo, e meridionale, caratterizzata invece da falesie e scogliere.

Dopo circa 8 chilometri di scarpinata, si arriva all’ultima discesa verso Cala di Forno, attraversando un bosco di ginepri. La spiaggia appare, lì in basso, come una vera e propria visione, con la risacca cristallina che pigra si ritira e poi torna sul bagnasciuga. È il momento di godersi il risultato della propria fatica, godendosi questo spazio paradisiaco, nella speranza anche di qualche incontro con la fauna selvatica del Parco.

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Arrivo a Cala di Forno

Cala di Forno è un luogo unico, da preservare e conservare il più possibile. È pertanto doveroso minimizzare l’impatto della propria presenza, rispettando l’ambiente e gli eventuali animali con cui si entra in contatto.

Quando sarà giunta l’ora di fare dietrofront, si fa ritorno al punto di partenza per il medesimo percorso. L’intero tragitto di andata e ritorno misura 17 chilometri e mezzo. Il dislivello positivo è limitato, appena 200 metri, ma la lunghezza del percorso e la lunga esposizione al sole battente durante l’estate lo rendono una sfida da non sottovalutare. Il tempo di percorrenza è da valutare tra le 5 ore e le 5 ore e mezza, rendendo necessaria una adeguata pianificazione dell’escursione. Non ci sono fonti di acqua dolce lungo il tracciato, pertanto bisogna partire con tutto quanto serva per alimentarsi e idratarsi adeguatamente sul percorso.

Prima di partire è necessario acquistare il biglietto d’ingresso al Centro Visite di Alberese. L’accesso al sentiero è regolamentato e, soprattutto nei mesi estivi, può essere soggetto a chiusure per rischio incendi o motivi di conservazione ambientale: in alcuni periodi è obbligatorio partecipare a una escursione guidata con prenotazione.

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