Tra faggi e sentieri antichi: il lato più rilassante dell’Emilia-Romagna
Il fruscio delle foglie, il profumo dei faggi, il verde che abbraccia e circonda, intervallato da suggestivi borghi medievali: no, non è la descrizione di un quadro, ma quello che è possibile vivere, respirare e vedere durante un weekend nell’Appennino Tosco-Emiliano, a meno di un’ora da Bologna e a un mondo di distanza dal caos cittadino.
Un territorio percorso da cammini storici come la Via degli Dei e la Via Mater Dei, ricco di sentieri per il trekking e di tracciati perfetti sia per chi ama andare a piedi sia per chi preferisce esplorare in sella a una mountain bike o a un’ebike. Un posto dove rallentare ha ancora senso.
Due cammini storici, un territorio tutto da scoprire
Ma vediamo da vicino proprio i due cammini storici: la Via degli Dei è un percorso di circa 130 km che unisce Bologna e Firenze attraversando il cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il tracciato ricalca in buona parte l’antica Flaminia Militare, la strada voluta dal console romano Caio Flaminio nel 187 a.C: ancora oggi, in certi tratti, si cammina su selciato romano originale, tra riserve naturali, castelli, santuari e boschi di faggio che d’estate regalano ombra e frescura.
La Via Mater Dei è invece un cammino più intimo, che porta alla scoperta dei santuari mariani dell’Appennino bolognese, tra storie di devozione popolare e paesaggi di grande bellezza. Entrambi i percorsi, va detto, si incontrano a Madonna dei Fornelli, a 800 metri sul livello del mare, dove da anni escursionisti e ciclisti fanno sosta.
Ed è qui che si trova l’Albergo Ristorante Poli, una struttura perfetta dove soggiornare se si vuole vivere ancora meglio l’esperienza dei cammini: 25 camere, alcune con balconate affacciate sui boschi, un giardino, il parcheggio privato e tutti i comfort che servono per avere un perfetto punto di partenza (e di ritorno) per passeggiate o pedalate nella natura.
In bici sulla Via degli Dei
E a proposito di pedalate, bisogna dirlo: il trekking è sicuramente un’esperienza incantevole e appagante, ma in bici si possono vivere i cammini in modo diverso e, a tratti, più intenso. Percorrere la Via degli Dei in bicicletta è un’esperienza che cambia completamente il rapporto con il paesaggio: si vede di più, si copre più terreno, e certi tratti di bosco che a piedi richiedono ore diventano sequenze di immagini piacevoli, che pur scorrendo veloci fanno sentire immersi nella natura.

E che natura: il tracciato attraversa riserve naturali, crinali panoramici e antichi borghi, ricalcando in buona parte la già citata strada romana del console Caio Flaminio. Pedalare qui significa muoversi su un percorso che ha duemila anni di storia sotto, riuscendo a godersi la consapevolezza di quanto con il passare dei secoli tutto sia cambiato, ma la sensazione di connessione con la gli spazi verdi sia rimasta la stessa.
Se in bici le salite possono essere sfidanti, con un’ebike il percorso diventa accessibile a tutti, anche a chi non ha gambe da ciclista allenato: le salite si affrontano senza sofferenza e si arriva a destinazione con ancora l’energia per godersi quello che c’è intorno. Chi non vuole portare la propria bici può noleggiarla direttamente all’Albergo Ristorante Poli, che mette a disposizione mountain bike con casco e guanti inclusi.
Ristorarsi nella natura
E dopo una camminata (o, ancor meglio, una pedalata) cosa c’è di meglio che tornare in un posto accogliente, immerso nella tranquillità dell’Appennino? Il sole che tramonta sui boschi, il profumo della terra e delle foglie nell’aria fresca della sera, la vista che si tinge di arancio: sono questi i momenti per cui vale la pena partire.
Ci si siede, si respira, si sente sollievo nell’anima. E, per chi vuole prolungare quella sensazione, l’Albergo Poli offre una sauna per quattro persone e una doccia idromassaggio. Ma non solo: a fare la differenza è anche la cucina, quella della tradizione bolognese e tosco-emiliana.
Tutti i piatti sono preparati con ingredienti locali e di stagione: tagliatelle al ragù fatte a mano, tortelloni e tortellini rigorosamente artigianali, gnocchi freschi ai funghi, lasagne verdi, arrosti misti, scaloppine ai porcini e salumi bolognesi. In autunno arrivano i piatti a base di funghi e tartufo, raccolti nei boschi circostanti, che trasformano una cena in qualcosa di memorabile. Per chiudere: torta di mele, crème caramel, zuppa inglese, semifreddo al torroncino, mascarpone.
Perché fare un weekend nell’Appennino Tosco-Emiliano?
Con un punto d’appoggio così rilassante, la risposta dovrebbe essere già implicita. Eppure, vale la pena sottolineare altri due punti: l’Appennino Tosco-Emiliano è uno di quei posti che molte persone continuano a sottovalutare, convinti che ci sia sempre qualcosa di più lontano e più esotico da vedere prima. Eppure basta arrivarci una volta per rendersi conto di cosa si è perso: storia millenaria, natura rigogliosa, borghi medievali intatti e cammini che attraversano paesaggi di rara bellezza, tutti a portata di weekend.
È il territorio giusto per chi vuole staccare la spina, senza prendere un aereo. A 800 metri sul livello del mare l’aria è diversa, il ritmo è diverso, e anche le cose più semplici, come una passeggiata tra i faggi o una pedalata lungo un crinale, assumono un sapore che in città non si trova. Due giorni qui bastano per tornare con la testa più leggera, le gambe stanche nel modo giusto e quella voglia agrodolce di rimettere le scarpe da trekking nello zaino… prima possibile.
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