Calcio, l’Avola aspetta il Trapani. Sirugo: “In campo l’adrenalina di 53 anni d’attesa”
C’è un’attesa che va oltre i novanta minuti. Domani il Calcio Avola 1949 ritroverà il proprio pubblico e lo farà nel campionato di Serie D, 53 anni dopo l’ultima esperienza. Al “Meno Di Pasquale” arriva il Trapani, per una sfida che segna un altro passaggio storico della stagione rossoblù.
Attilio Sirugo arriva all’appuntamento dopo una settimana di lavoro dedicata soprattutto alla reazione della squadra. La sconfitta di Barcellona non ha cancellato le certezze costruite nelle prime uscite e il tecnico, anzi, ha voluto verificare la risposta del gruppo dopo una partita nella quale l’Avola, a suo giudizio, avrebbe meritato di tornare a casa con almeno un punto.
“Ero curioso di vedere la reazione dei ragazzi dopo la prestazione di domenica – racconta Sirugo – perché secondo me non meritavano di uscire dal campo senza aver portato punti a casa”. La risposta, però, è stata quella che il tecnico si aspettava: “Sin da martedì hanno iniziato a martellare, ad essere intensi e vogliosi di ritornare in campo”.
Adesso arriva un avversario di spessore. Sirugo invita a non lasciarsi condizionare dal risultato ottenuto dal Trapani nell’ultima giornata contro la Vibonese e si aspetta una squadra organizzata e con qualità in ogni reparto.
“Mi aspetto una squadra forte, organizzata, con un allenatore importante e giocatori importanti”, dice il tecnico, che individua nella continuità della prestazione la chiave per provare a conquistare i primi punti casalinghi della stagione.
L’Avola dovrà essere aggressivo e concentrato in entrambe le fasi. “Dobbiamo provare a giocare sempre bene in tutte le fasi – spiega Sirugo – essere cattivi e riaggredire sempre forte l’avversario”. Un’identità che, secondo l’allenatore, dovrà essere mantenuta per tutta la gara, aumentando la qualità delle giocate e l’intensità del pressing.
Ma domani, oltre alla tattica, conterà anche l’emozione. Dopo tre trasferte consecutive, l’Avola potrà finalmente giocare davanti alla propria gente. È il momento che l’ambiente aspettava dalla promozione e che riporta il calcio avolese sul palcoscenico della Serie D davanti al proprio pubblico.
“Si sente la voglia di fare finalmente la prima gara in casa dopo tre trasferte consecutive”, ammette Sirugo. Poi il pensiero va inevitabilmente alla storia: “Abbiamo voglia di fare bene e di mettere in campo tutta quell’adrenalina che Avola si porta dietro da 53 anni”.
Il “Meno Di Pasquale” si prepara così a una giornata particolare. Per l’Avola sarà una sfida difficile contro un avversario ambizioso, ma anche il primo vero appuntamento con la propria gente nel campionato del ritorno in Serie D. Una partita che la città attende da più di mezzo secolo.
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