Omicidio di Villetta Di Negro, l’assassino di Pietro Signor è morto in ospedale

17 Giugno 2026 - 21:39
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Omicidio di Villetta Di Negro, l’assassino di Pietro Signor è morto in ospedale
Omicidio in pieno giorno ai giardini di villetta Di Negro

Genova. E’ morto oggi, mercoledì 17 giugno, Cisse Camara, il cittadino senegalese di 42 anni che la mattina di sabato 30 maggio ha ucciso Pietro Alberto Paolo Signor, 48 anni, nel parco di Villetta Di Negro.

Camara era stato portato all’ospedale San Martino subito dopo il delitto perché in grava stato di agitazione psicomotoria. Aveva assunto del crack ma in ospedale gli era stata riscontrata anche una grave forma di polmonite. Ieri la direzione dell’ospedale San Martino aveva comunicato l’ulteriore aggravamento delle sue condizioni.

La giudice Carla Pastorini che ne aveva convalidato l’arresto, non aveva mai potuto interrogarlo e nemmeno il suo avvocato, Filippo Guiglia, aveva mai potuto parlare con lui, visto che era entrato in coma e respirava solo con l’assistenza di una macchina.

Omicidio Villetta Di Negro: il movente resta un mistero

Che cosa sia davvero accaduto a Villetta Di Negro sabato 30 maggio resta ancora un mistero. Camara e Signor quella mattina erano insieme dall’alba, e sono arrivati insieme al parco. Le telecamere di sorveglianza li inquadrano mentre imboccano i vialetti, e hanno ripreso anche la terribile scena dell’omicidio: dopo una breve discussione, all’apparenza calma, Camara ha colpito Signor con un coccio di bottiglia all’altezza del collo, poi lo ha legato mani e piedi usando gli abiti come corde di fortuna e ha iniziato a trascinarlo verso l’uscita del parco. Venti minuti in di orrore immortalati dagli occhi elettronici. Il movente però resta sconosciuto.

I funerali di Signor si sono celebrati nella basilica dell’Annunziata, dove è arrivato il fratello Andrea Maria Pietro. In chiesa anche i volontari delle associazioni di strada che lo conoscevano, gli operatori sanitari del reparto di cardiologia dove era stato ricoverato e tanti amici. Alcuni di loro hanno parlato di un rapporto tra vittima e assassino che andava avanti da tempo: “Sono certa che non hanno litigato per la droga o per le donne – aveva spiegato un’amica – L’unica cosa che so è che non dormiva di notte. Ho tanta paura che gli sia venuto un colpo alla testa. Veramente non ha senso, si conoscevano da anni. Le treccine che che aveva in testa gliele aveva fatte lui la sera prima, non riesco a capire”.

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