Canberra, un nuovo stadio sul lago divide la capitale: il progetto da 35.000 posti mette alla prova l’eredità dei Griffin
Canberra Airport presenta un ambizioso progetto per costruire uno stadio multifunzionale sulle rive del Lake Burley Griffin, nel cuore della capitale australiana. La struttura potrebbe ospitare fino a 35.000 spettatori tra eventi sportivi e concerti, ma storici e urbanisti temono che possa compromettere il disegno originale della città ideato da Walter Burley Griffin e Marion Mahony Griffin. Il governo dell’ACT apre alla valutazione della proposta, mentre rimangono interrogativi su finanziamenti, trasporti, parcheggi e tutela del paesaggio.
A cura della Redazione Allora! Online
Un grande stadio moderno, capace di ospitare partite internazionali, concerti e migliaia di spettatori, affacciato direttamente sulle acque del Lake Burley Griffin. È questa la nuova proposta destinata a riaprire uno dei dibattiti urbanistici più importanti per il futuro di Canberra.
L’iniziativa, presentata da Canberra Airport insieme a un gruppo di imprenditori locali, prevede la realizzazione di un impianto multifunzionale nel cuore della capitale australiana, nelle vicinanze di Commonwealth Park e Regatta Place.
L’obiettivo è trasformare Canberra in una destinazione più competitiva per grandi eventi sportivi e musicali, rafforzando contemporaneamente l’economia del centro cittadino.
Ma dietro le immagini spettacolari diffuse dai promotori emerge una domanda destinata ad accompagnare l’intero percorso del progetto: uno stadio di grandi dimensioni sulle rive del lago sarebbe compatibile con la visione architettonica di Walter Burley Griffin e Marion Mahony Griffin, i progettisti della capitale australiana?
La questione non riguarda soltanto la costruzione di una nuova infrastruttura.
Riguarda l’identità urbanistica di Canberra, il rapporto tra edifici e paesaggio e la tutela di uno dei più importanti progetti di pianificazione urbana del Novecento.
Uno stadio nel cuore della capitale
Il progetto propone la costruzione di uno stadio coperto, con una capacità indicativa di 25.000 spettatori per gli eventi sportivi e fino a 35.000 per i concerti.
La struttura sorgerebbe nella zona di Regatta Place, nei pressi del Commonwealth Park, a breve distanza dal centro commerciale e amministrativo di Civic.
L’area individuata comprende il terreno sul quale si trova attualmente la residenza dell’arcivescovo cattolico di Canberra, insieme ad alcuni parcheggi adiacenti.
Il terreno appartiene al Commonwealth ed è concesso in locazione alla Chiesa cattolica.
Il consorzio imprenditoriale promotore ha avviato contatti con le autorità ecclesiastiche per valutare la possibilità di acquisire i relativi diritti sul sito e renderlo disponibile per il progetto.
Qualsiasi trasferimento richiederebbe comunque le necessarie autorizzazioni.
Secondo i promotori, uno stadio nel centro della città offrirebbe vantaggi rispetto all’attuale impianto sportivo di Bruce, situato vicino all’Australian Institute of Sport.
Il nuovo complesso potrebbe ospitare le partite dei Canberra Raiders, impegnati nella National Rugby League, e dei Brumbies, protagonisti del Super Rugby, oltre a incontri internazionali e grandi spettacoli musicali.
La posizione consentirebbe agli spettatori di raggiungere facilmente alberghi, ristoranti, bar e attività commerciali, contribuendo a generare nuove opportunità economiche per la città.
Il modello arriva dalla Nuova Zelanda
L’ispirazione principale proviene da Christchurch, in Nuova Zelanda, dove è stato realizzato il moderno Te Kaha Stadium, conosciuto anche come One New Zealand Stadium.
L’impianto neozelandese, dotato di copertura e progettato per ospitare eventi differenti durante tutto l’anno, viene considerato dai promotori un esempio di infrastruttura capace di collegare sport, spettacolo e sviluppo urbano.
Il costo della struttura di Christchurch è stato di circa 531 milioni di dollari australiani.
Tale cifra non rappresenta, tuttavia, un preventivo per Canberra.
Le caratteristiche del terreno, le condizioni costruttive, i vincoli urbanistici e le infrastrutture necessarie potrebbero determinare costi differenti.
Stephen Byron, amministratore delegato di Canberra Airport, sostiene che la capitale australiana meriti un impianto moderno, capace di attirare grandi eventi che oggi vengono organizzati prevalentemente a Sydney, Melbourne o Brisbane.
Secondo Byron, lo stadio potrebbe migliorare l’esperienza degli spettatori e contribuire alla crescita delle attività economiche locali.
Canberra Airport ha comunque precisato di non voler diventare proprietario o gestore della struttura.
Il proprio contributo sarebbe concentrato sullo sviluppo iniziale della proposta, sulla progettazione e sulla valutazione della fattibilità.
Restano quindi da individuare i soggetti che eventualmente finanzieranno, costruiranno e gestiranno l’impianto.
Walter Burley Griffin aveva già immaginato uno stadio sul lago
L’aspetto più interessante della vicenda riguarda la storia stessa di Canberra.
Quando all’inizio del Novecento venne indetto il concorso internazionale per progettare la nuova capitale federale, furono presentate 137 proposte.
Il progetto vincitore, annunciato nel maggio 1912, era stato elaborato dall’architetto americano Walter Burley Griffin con il contributo determinante della moglie Marion Mahony Griffin, anch’essa architetta e autrice delle celebri rappresentazioni grafiche della futura città.
La loro visione prevedeva una capitale nella quale architettura, paesaggio, spazi pubblici e grandi prospettive visive fossero integrati attraverso un preciso disegno geometrico.
Il lago avrebbe rappresentato uno degli elementi centrali di questo sistema.
Attorno alle sue rive, i Griffin immaginavano giardini, spazi per attività ricreative, stabilimenti balneari, impianti sportivi e luoghi destinati alle manifestazioni pubbliche.
Tra queste strutture figurava anche uno stadio.
L’idea di realizzare un luogo per grandi assemblee sulle rive del lago non è quindi estranea alla concezione originaria di Canberra.
Ma lo stadio previsto oltre un secolo fa aveva caratteristiche molto diverse da quelle dell’impianto proposto oggi.
Uno stadio integrato nel paesaggio, non un edificio monumentale
Nei progetti storici della capitale, la posizione dello stadio cambiò nel corso delle successive elaborazioni urbanistiche.
Nel piano del 1912 compariva un impianto nell’area oggi conosciuta come Kings Park.
Nelle versioni successive, lo spazio destinato alle grandi assemblee venne collocato nei pressi di Rond Terrace, all’estremità di Anzac Parade.
La caratteristica fondamentale era l’integrazione con il terreno.
Lo stadio avrebbe dovuto essere inserito nella pendenza naturale della riva, senza interrompere le grandi prospettive visive che collegano gli elementi principali della città.
Non si trattava quindi di un edificio imponente, sviluppato per decine di metri in altezza, ma di uno spazio pubblico capace di accogliere persone mantenendo una presenza architettonica relativamente discreta.
Il rapporto tra costruzione e paesaggio rappresentava un elemento essenziale della visione dei Griffin.
La capitale non doveva essere semplicemente una successione di edifici monumentali.
Doveva essere una città nella quale le costruzioni fossero subordinate a una struttura paesaggistica più ampia, caratterizzata da viali, giardini, spazi aperti e collegamenti visivi.
Ed è proprio questa impostazione che oggi alimenta le preoccupazioni degli studiosi.
Lo storico Tony Maple: rischio per il patrimonio urbanistico
Tony Maple, ricercatore del Canberra and Region Heritage Researchers Network, ha espresso forti riserve sul nuovo progetto.
Secondo lo storico, lo stadio immaginato da Walter Burley Griffin era profondamente diverso da quello proposto da Canberra Airport.
La struttura storica avrebbe avuto uno sviluppo prevalentemente orizzontale, simile a una grande area destinata alle assemblee pubbliche.
Il nuovo impianto, invece, potrebbe raggiungere un’altezza di 30 o 40 metri, diventando uno degli elementi architettonici più evidenti dell’area.
Maple teme che una struttura di queste dimensioni possa alterare significativamente il paesaggio del lago e occupare una porzione importante degli spazi verdi di Commonwealth Park.
La sua preoccupazione riguarda soprattutto il rischio che nuove infrastrutture, introdotte progressivamente, finiscano per ridurre l’estensione e la continuità dei parchi previsti nel disegno originario.
Secondo lo studioso, la costruzione dello stadio potrebbe compromettere alcuni degli elementi fondamentali dell’eredità urbanistica dei Griffin.
La questione non è necessariamente contraria allo sviluppo di nuove infrastrutture sportive.
Riguarda piuttosto la loro collocazione e la compatibilità con un contesto storico e paesaggistico particolarmente delicato.
Commonwealth Park, molto più di un semplice spazio verde
Commonwealth Park rappresenta uno degli spazi pubblici più riconoscibili di Canberra.
Situato sulla sponda settentrionale del Lake Burley Griffin, costituisce una parte importante del sistema di parchi centrali che caratterizza l’immagine della capitale.
L’area ospita giardini, percorsi pedonali, spazi ricreativi e numerosi eventi culturali, tra cui il celebre festival floreale Floriade.
La vicina Rond Terrace si trova inoltre lungo uno degli assi principali del disegno urbanistico dei Griffin.
Questo collegamento visivo attraversa alcuni dei luoghi simbolici della capitale, tra cui il Parlamento, Anzac Parade e l’Australian War Memorial.
La conservazione delle prospettive visive costituisce quindi un elemento importante nella valutazione di qualsiasi nuovo intervento edilizio.
Un grande edificio potrebbe modificare non soltanto l’aspetto delle rive del lago, ma anche la percezione complessiva del paesaggio urbano.
Per questa ragione, il progetto richiederà una valutazione particolarmente attenta sotto il profilo architettonico e ambientale.
Il governo dell’ACT apre al confronto
Le prime reazioni istituzionali sono state prudentemente positive.
Chris Steel, ministro dell’ACT responsabile della pianificazione e dello sviluppo sostenibile, ha incontrato i rappresentanti di Canberra Airport per discutere la proposta.
Il ministro ha giudicato interessanti le immagini progettuali, ma ha sottolineato la necessità di approfondire numerosi aspetti tecnici.
Tra le principali questioni da esaminare figurano la gestione del traffico, l’accessibilità attraverso il trasporto pubblico, la disponibilità di parcheggi e l’impatto sulla viabilità durante gli eventi.
Un impianto capace di attirare decine di migliaia di persone richiede infatti un’organizzazione complessa, soprattutto quando viene collocato in un’area centrale e adiacente a spazi pubblici molto frequentati.
Steel ha inoltre richiamato la necessità di verificare la compatibilità del progetto con le disposizioni urbanistiche del Commonwealth.
Il governo territoriale non ha escluso la possibilità di procedere, ma non ha neppure approvato formalmente la proposta.
La valutazione dovrà basarsi su studi di fattibilità, analisi economiche e verifiche ambientali.
Trasporti, parcheggi e costi ancora da chiarire
Uno degli argomenti principali dei promotori riguarda la vicinanza della futura linea di light rail.
Secondo Canberra Airport, il nuovo stadio potrebbe trovarsi a circa 80 metri da una fermata della rete tranviaria, favorendo l’utilizzo del trasporto pubblico.
La posizione centrale permetterebbe inoltre a molti spettatori di raggiungere il complesso a piedi, riducendo almeno in parte la dipendenza dalle automobili.
Byron ha sostenuto che nelle aree a nord e a sud del lago sarebbero disponibili complessivamente circa 7.000 posti auto già esistenti.
Si tratta di una stima presentata dai promotori e che dovrà essere verificata attraverso uno studio indipendente.
La disponibilità teorica di parcheggi non garantisce infatti che questi siano tutti accessibili contemporaneamente o che la rete stradale possa sostenere agevolmente i flussi di traffico generati da un grande evento.
Un’altra questione riguarda il costo complessivo.
Non è stato ancora presentato un piano finanziario definitivo, né risultano impegni formali per la costruzione dell’impianto.
I promotori ipotizzano che, in condizioni favorevoli, lo stadio possa essere completato entro il 2030.
Si tratta però di una previsione preliminare, subordinata all’acquisizione del sito, alle autorizzazioni e all’individuazione dei finanziamenti.
Il ruolo della National Capital Authority
Un passaggio fondamentale sarà rappresentato dalla National Capital Authority, l’organismo federale responsabile della pianificazione e della tutela di alcune delle aree più importanti della capitale.
La NCA ha competenze specifiche sul territorio che circonda il Lake Burley Griffin e sulle zone soggette alle disposizioni del National Capital Plan.
L’ente ha già fatto sapere che seguirà l’evoluzione della proposta, collaborando con le parti interessate e verificando il rispetto delle procedure previste.
La tutela del paesaggio, delle prospettive storiche e degli spazi pubblici sarà quindi uno degli aspetti centrali dell’eventuale percorso autorizzativo.
La questione potrebbe coinvolgere anche il governo federale, considerando che il terreno individuato appartiene al Commonwealth.
Qualsiasi decisione richiederà pertanto un coordinamento tra autorità territoriali, federali e soggetti proprietari dei diritti sul terreno.
Una città moderna senza perdere la propria identità
Il dibattito sul nuovo stadio di Canberra pone una questione che riguarda molte capitali progettate secondo una visione urbanistica precisa.
Come conciliare la necessità di realizzare infrastrutture moderne con la conservazione del patrimonio architettonico e paesaggistico?
Da una parte, uno stadio multifunzionale nel centro cittadino potrebbe offrire importanti opportunità economiche e culturali.
Potrebbe attirare eventi internazionali, rafforzare il turismo, sostenere le attività commerciali e migliorare l’esperienza degli spettatori.
Dall’altra, la costruzione di un edificio di grandi dimensioni sulle rive del lago potrebbe modificare un paesaggio concepito come parte integrante dell’identità nazionale australiana.
La questione non può essere risolta soltanto attraverso immagini progettuali suggestive o previsioni di crescita economica.
Richiede una valutazione complessiva degli effetti sul territorio, sul patrimonio storico e sulla qualità degli spazi pubblici.
Canberra non è una città nata attraverso una crescita urbana casuale. È il risultato di un progetto nel quale architettura, natura e funzione pubblica furono concepite come parti di un unico sistema.
Ed è proprio questo equilibrio che il nuovo stadio dovrà dimostrare di poter rispettare.
Walter Burley Griffin avrebbe approvato?
La domanda che accompagna il dibattito rimane inevitabilmente senza una risposta definitiva.
Walter Burley Griffin e Marion Mahony Griffin avevano previsto uno stadio vicino al lago, ma non un impianto coperto di decine di migliaia di posti sviluppato secondo le esigenze dello sport e dello spettacolo contemporanei.
La loro idea era quella di uno spazio destinato alla collettività, inserito armoniosamente nel paesaggio.
Non è quindi sufficiente sostenere che uno stadio sul lago fosse presente nei progetti originari per dimostrare che qualsiasi struttura moderna sarebbe compatibile con quella visione.
Allo stesso tempo, la presenza di un nuovo edificio non comporta necessariamente la distruzione dell’eredità urbanistica dei Griffin.
Molto dipenderà dalla posizione esatta, dall’altezza, dal disegno architettonico e dalla capacità di conservare gli spazi pubblici e le prospettive visive.
Il progetto di Canberra Airport è ancora nella fase preliminare.
Le immagini diffuse rappresentano una proposta, non un intervento già approvato.
Il vero interrogativo, dunque, non è soltanto se Canberra abbia bisogno di un nuovo stadio, ma se sia possibile costruirlo senza sacrificare ciò che rende la capitale australiana una città unica.
Una città può cambiare, crescere e modernizzarsi.
Ma la sua identità nasce anche dalla capacità di riconoscere quali elementi del proprio passato meritino di essere preservati.
Per Canberra, il rapporto tra il lago, i parchi e la visione dei Griffin rimane uno di questi elementi fondamentali.
Ed è proprio su questo equilibrio tra sviluppo e memoria che si deciderà il futuro del nuovo stadio.
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