Legge elettorale, via libera definitivo della Camera: premio di maggioranza, preferenze e voto fuorisede

08 Ottobre 2026 - 18:10
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Premio di maggioranza, indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio, preferenze per scegliere i parlamentari e nuove regole per il voto fuorisede.

Sono alcune delle principali novità della riforma della legge elettorale approvata in via definitiva dalla Camera dei deputati l’8 ottobre, con 227 voti favorevoli e 164 contrari.

Il provvedimento, promosso dalla maggioranza di centrodestra, dovrà ora essere promulgato dal presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale per completare l’iter legislativo.

La riforma ridisegna il sistema di elezione di Camera e Senato, introducendo un modello proporzionale corretto da un premio di governabilità.

Il testo interviene anche sulla selezione dei candidati, sulle soglie di sbarramento e sulle modalità di partecipazione al voto, con disposizioni specifiche per gli italiani residenti all’estero.

Premio di maggioranza: 70 seggi alla Camera e 35 al Senato

Il nuovo sistema prevede un premio fisso di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la lista o coalizione che ottiene il maggior numero di voti e raggiunge almeno il 42% in entrambe le Camere.

Il premio non scatta se la soglia non viene raggiunta anche in una sola delle due assemblee. In quel caso, i seggi vengono distribuiti con il sistema proporzionale, senza assegnazione del premio.

Sono previsti anche limiti al numero complessivo di parlamentari attribuibili alla coalizione o lista beneficiaria: 220 deputati e 113 senatori. Gli eventuali seggi eccedenti vengono sottratti alla componente ottenuta attraverso la ripartizione proporzionale. Restano fuori da questi tetti i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero.

Capilista bloccati e fino a tre preferenze

La riforma introduce un meccanismo misto per la scelta degli eletti: nelle liste dei collegi plurinominali è previsto un capolista bloccato, seguito da sei candidati tra i quali gli elettori potranno esprimere fino a tre preferenze.

Il sistema combina quindi una quota di candidature predeterminate con la possibilità di indicare direttamente alcuni nomi. L’ordine delle preferenze espresse dagli elettori concorrerà a determinare quali candidati saranno eletti.

Sul fronte della rappresentanza di genere, viene meno l’obbligo di alternanza tra uomini e donne per i capilista. Rimane il limite secondo cui nessuno dei due generi può superare il 60% del totale delle candidature presentate da ciascuna lista. L’ordine alternato previsto nelle liste non garantisce, da solo, un’equilibrata presenza in Parlamento, perché l’elezione dipenderà anche dalle preferenze ottenute.

Soglie di sbarramento e indicazione del premier

Restano confermate le soglie di accesso alla ripartizione dei seggi: il 10% per le coalizioni e il 3% per le liste singole, sia coalizzate sia non coalizzate. È previsto inoltre il recupero della prima lista appartenente a ciascuna coalizione che non abbia raggiunto il 3%.

Le forze politiche dovranno indicare nel programma elettorale il nome della persona proposta per l’incarico di presidente del Consiglio. In caso di coalizione, il nominativo dovrà essere condiviso da tutte le liste che ne fanno parte.

Il nome del candidato premier, tuttavia, non comparirà sulla scheda elettorale. La designazione politica non modifica le prerogative costituzionali del presidente della Repubblica in materia di nomina del presidente del Consiglio e dei ministri. La mancata indicazione del nominativo comporterà l’inammissibilità delle liste.

Più firme per i partiti non presenti in Parlamento

La riforma modifica anche le condizioni per presentare le candidature. I partiti non presenti in Parlamento dovranno raccogliere almeno 6.000 firme per ciascun collegio, per un totale che può arrivare a circa 450.000 sottoscrizioni.

Per le forze politiche che dispongono di un gruppo o di una componente parlamentare in almeno una delle due Camere al momento della convocazione dei comizi elettorali, l’obbligo scende a 1.500 firme per collegio.

È prevista inoltre un’esenzione per i partiti costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere al 31 dicembre 2025. La riforma stabilisce infine che i candidati nelle liste circoscrizionali collegate all’attribuzione del premio di governabilità debbano figurare come capilista in almeno un collegio plurinominale. Sono consentite candidature multiple, fino a un massimo di cinque collegi.

Italiani all’estero, circoscrizioni ridotte

Tra le disposizioni di particolare interesse per le comunità italiane nel mondo c’è la modifica della circoscrizione Estero.

Alla Camera, le quattro ripartizioni geografiche vengono ridotte a due: Europa e Americhe-Asia-Oceania-Antartide. Al Senato, le precedenti ripartizioni vengono riunite in un’unica circoscrizione Estero.

Non cambia invece il numero minimo di firme previsto per presentare le candidature: restano 500 sottoscrizioni per ciascuna ripartizione elettorale interessata, secondo la disciplina applicabile. Sono previste esenzioni per determinate forze politiche con rappresentanza parlamentare o che abbiano già ottenuto seggi alle precedenti elezioni.

L’accorpamento delle ripartizioni modifica quindi l’organizzazione geografica della rappresentanza, mentre le regole sulle firme continuano a disciplinare l’accesso alle candidature all’estero.

Voto fuorisede, le nuove modalità

La legge introduce un elenco elettorale presso ciascun Comune per consentire a determinate categorie di elettori fuorisede di votare nel luogo di domicilio temporaneo alle elezioni politiche, europee e ai referendum.

La misura riguarda chi si trova temporaneamente in una regione diversa da quella di iscrizione elettorale per motivi di studio o lavoro. Per accedere a questa possibilità, è richiesta una permanenza prevista di almeno nove mesi. La domanda deve essere presentata entro il 31 dicembre per le consultazioni dell’anno successivo; per chi matura i requisiti in seguito, sono previste finestre specifiche, nel rispetto dei termini stabiliti dalla legge.

È prevista una disciplina distinta per chi si trova fuori dalla propria regione di residenza per motivi di salute e riceve assistenza o trattamenti medici per almeno tre mesi, periodo nel quale ricade la data delle elezioni. La possibilità è stata estesa anche ai caregiver familiari e ai genitori o familiari conviventi di minori sottoposti a cure lontano dalla residenza.

Una riforma destinata a cambiare il prossimo voto

Con il via libera definitivo della Camera, la riforma completa il passaggio parlamentare e attende gli adempimenti necessari per entrare in vigore.

Il nuovo impianto interviene su più aspetti: distribuzione dei seggi, selezione dei candidati, indicazione del premier, accesso delle forze politiche alla competizione elettorale e modalità di voto per chi si trova temporaneamente lontano dalla propria residenza.

Per gli italiani all’estero, il cambiamento più evidente riguarda la riduzione delle ripartizioni geografiche. Per gli elettori in Italia, invece, una delle novità più rilevanti è la possibilità di esprimere fino a tre preferenze, pur in presenza di capilista bloccati.

Il nuovo sistema punta a combinare rappresentanza proporzionale e premio di governabilità. Il suo funzionamento concreto dipenderà dai risultati elettorali e dal rispetto delle soglie previste per l’assegnazione del premio.

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