Cannizzaro prepara la rivoluzione interna: ‘Dirigenti da valorizzare, altri saranno spostati’

La rivoluzione annunciata da Francesco Cannizzaro nei mesi scorsi non riguarda soltanto i grandi temi della città. Rifiuti, opere pubbliche, servizi sociali, turismo e Reggina restano al centro dell’agenda, ma una parte importante della sfida si giocherà dentro Palazzo San Giorgio.
Il sindaco lo aveva detto già durante la campagna elettorale, utilizzando toni duri sul funzionamento della macchina comunale e sulla necessità di cambiare il rapporto tra politica, dirigenti, funzionari e uffici.
Oggi il primo cittadino è tornato sull’argomento. Lo ha fatto ribadendo la volontà di intervenire sull’organizzazione interna dell’ente, evitando però bocciature generalizzate. Non tutto è da buttare. Dentro Palazzo San Giorgio, secondo il primo cittadino, esistono professionalità importanti che dovranno essere valorizzate.
«Lo scollamento porta al sottosviluppo»
Cannizzaro parte da una considerazione netta sul rapporto tra amministrazione politica e apparato burocratico.
«Lo scollamento dell’apparato amministrativo è il sottosviluppo di un territorio. Non vi è dubbio», ha affermato il sindaco.
Per il primo cittadino, la politica deve essere capace di indicare una direzione e di far convergere l’intera struttura comunale verso obiettivi comuni.
«La politica deve avere l’autorevolezza e la capacità di far convergere negli intenti l’apparato amministrativo. E la stessa cosa deve fare l’apparato amministrativo», ha spiegato.
Il punto è proprio questo: superare una distanza che negli anni ha spesso prodotto rallentamenti, incomprensioni e un rimpallo di responsabilità tra la parte politica e quella tecnica.
Cannizzaro vuole costruire un rapporto più diretto, armonioso e produttivo, nel rispetto dei ruoli ma con una linea amministrativa chiara.
«Ci sono dirigenti che sposterò»
Il sindaco non ha nascosto la volontà di intervenire sull’attuale organizzazione dei settori comunali.
«In questo Comune, a mio avviso, ci sono dirigenti che non meritano di stare nei settori che guidano. Li andrò a spostare perché credo che possano essere più strategici in altri settori», ha aggiunto, confermando la volontà di procedere con una riorganizzazione della macchina comunale.
Il principio sarà quello della valorizzazione delle competenze. Chi possiede determinate capacità dovrà essere messo nelle condizioni di esprimerle nel settore più adatto.
«Chi vince un concorso ed è dirigente non può essere mandato a casa se non per motivi precisi. Ma può sicuramente essere messo nelle condizioni di esprimersi in un settore più attinente alle proprie competenze», ha spiegato Cannizzaro.
«Professionalità che non hanno nulla da invidiare»
La riorganizzazione non sarà quindi una bocciatura complessiva dell’apparato amministrativo.
Cannizzaro ha riconosciuto apertamente la presenza di dirigenti, funzionari e responsabili di elevato livello professionale.
«Ci sono dirigenti e funzionari che non hanno nulla da invidiare al resto d’Italia. Noi dobbiamo valorizzare il potenziale che abbiamo e sicuramente modificare le cose che sono modificabili», ha ribadito il sindaco.
Il nodo degli incarichi esterni
Un altro passaggio dell’intervento ha riguardato le figure chiamate dall’esterno.
Su questo punto Cannizzaro è stato altrettanto diretto.
«Quelli chiamati dall’esterno che non hanno funzionato, riterrò di non confermarli perché non attinenti a quella che è la linea del sindaco», ha affermato.
Una linea che conferma la volontà di imprimere una svolta al funzionamento degli uffici e di costruire una squadra amministrativa coerente con gli obiettivi indicati dal governo cittadino.
Il tallone d’Achille degli ultimi anni
Il rapporto tra politica e apparato dirigenziale è stato uno dei principali punti deboli anche durante l’amministrazione Falcomatà.
Nel corso degli anni non sono mancati interventi critici da parte di esponenti della stessa maggioranza di centrosinistra. Tra i più costanti su questo fronte Carmelo Versace e Filippo Quartuccio, oggi consiglieri di opposizione.
Le loro prese di posizione, spesso molto dure, hanno raccontato una distanza crescente tra indirizzo politico e funzionamento della macchina comunale. Ritardi, assenza di interlocuzione, difficoltà nel portare avanti gli atti e settori considerati poco reattivi sono stati più volte al centro del confronto politico.
Anche il recente dibattito in Consiglio comunale ha riportato il tema in primo piano, sempre con gli interventi critici di Versace e Quartuccio. Un segnale plastico del fatto che la questione non è stata superata e che qualcosa, dentro Palazzo San Giorgio, dovrà necessariamente cambiare.
La rivoluzione parte dalla macchina comunale
Cannizzaro sembra intenzionato a partire proprio da questo nodo.
La nuova fase amministrativa non passerà soltanto dalle opere da completare o dai servizi da migliorare, ma dalla capacità di rendere più efficiente l’intera struttura comunale.
«È molto semplice», ha concluso il sindaco dopo aver illustrato la propria linea: valorizzare chi merita, spostare chi può essere più utile altrove e non confermare le figure esterne che non hanno prodotto i risultati attesi.
In sintesi, Cannizzaro vuole un Comune nel quale amministrazione e apparato burocratico procedano nella stessa direzione, con responsabilità chiare, competenze riconosciute e obiettivi condivisi. Una sfida decisiva, perché senza una macchina amministrativa efficiente anche il programma politico più ambizioso rischia di restare fermo sulla carta.
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