Capo Verde è davvero una sorpresa? La Nazionale di Bubista fa grandi cose da più di dieci anni, ma si è presentata al Mondo solo oggi
Breve storia di come i Tubaroes Azuis sono arrivati fino all'exploit con la Spagna, fermata sullo 0-0
Ora tutto il mondo del calcio rispetta Capo Verde. Ma questa Nazionale, esistente dalla metà degli anni Settanta in corrispondenza dell'indipendenza dal Portogallo, è in continua crescita almeno da dieci anni, e, con Bubista in panchina, ossia dal 2020, ha imboccato un sentiero virtuoso che l'ha portata prima sulla ribalta continentale e adesso al centro delle attenzioni del Mondo per l'organizzazione e la tenuta mostrata di fronte alla Spagna.
UN PERCORSO LUNGO 12 ANNI
Bubista, ex capitano della Nazionale di Capo Verde, è partito da una base di tecnica di stampo portoghese e dalla voglia di rivalsa dopo quanto successo nel 2014: dopo la prima storica partecipazione alla Coppa d'Africa, ottenuta ai danni del Camerun battuto allo spareggio nel 2013 e chiusa ai quarti di finale persi contro il Ghana, la Nazionale dell'arcipelago si è qualificata addirittura ai Mondiali 2014 superando la Tunisia, ma venendo squalificata a causa dello schieramento di un giocatore senza i requisiti, Varela. Dopodiché, nel 2015, una meravigliosa vittoria in amichevole contro il Portogallo, 2-0 firmato Fortes e Gegé.
Qui, dopo una Coppa d'Africa chiusa ai gironi e il Mondiale 2018 mancato, si inserisce il lavoro di Bubista: due Coppe d'Africa chiuse agli ottavi (battuti dai futuri campioni del Senegal nel 2021) e ai quarti (battuti solo ai rigori dal Sudafrica, dopo aver superato l'Egitto nei gironi nel 2023) e soprattutto, nonostante un pass continentale mancato nel 2025, la qualificazione ai Mondiali centrata 12 anni dopo la squalifica nel 2014, superando ancora una volta il Camerun, battuto 1-0 a Praia grazie ad una leggendaria rete dell'ex Verona Dailon Rocha Livramento.
UN POPOLO ORDINATO E PRAGMATICO
Del resto, i capoverdiani sono un po' i giapponesi d'Africa: ci verrà perdonato l'accostamento un po' azzardato, ma se il giorno di Libia-Capo Verde 3-3, una partita pazzesca che se vinta avrebbe portato ai Mondiali i Tubaroes Azuis, ("Squali Blu") con una giornata d'anticipo, la maggior parte degli abitanti della capitale Praia era intenta a lavorare, allora vuol dire che nemmeno un traguardo storico atteso da 50 anni è in grado di paralizzare questo laborioso Paese. La festa c'è stata, in occasione del 3-0 decisivo inferto ad eSwatini, ma tutto rispettando l'appello del Governo a non invadere il campo.
“Il capoverdiano è molto razionale”, ha detto Mario Semedo, presidente della Federcalcio, al collega Alex Cizmic per la newsletter Kura Tawila. “Finché non è sicuro della vittoria, non festeggia né mostra troppo entusiasmo”. Nell'arcipelago si segue il calcio portoghese come se fosse quello locale e si tifano Celtic Praia - squadra ispirata chiaramente a quella scozzese di Glasgow - e ovviamente la Nazionale. Ma sempre senza lasciarsi andare eccessivamente. Almeno fino allo 0-0 con la Spagna, che vale come e più di una vittoria.
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