Capolavori del Seicento, la “Circoncisione” di Rubens verso il restauro

25 Maggio 2026 - 14:47
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Capolavori del Seicento, la “Circoncisione” di Rubens verso il restauro
Generico maggio 2026

Genova. È iniziato questa mattina nella Chiesa del Gesù a Genova il monitoraggio del microclima per la Circoncisione di Pietro Paolo Rubens, operazione propedeutica al restauro del capolavoro seicentesco.

La tela monumentale, realizzata nel 1605 per l’altare maggiore della chiesa di piazza Matteotti, è stata temporaneamente rimossa dalla sua nicchia per consentire l’installazione di sonde e data logger che misureranno temperatura e umidità relativa.

Le operazioni, iniziate alle 7.30 con l’allestimento dei ponteggi, si sono concluse nel tardo pomeriggio con il riposizionamento del dipinto. Il progetto è sostenuto dalla Regione Liguria con uno stanziamento di 40mila euro.

“Il restauro della Circoncisione di Rubens, una delle opere più importanti e significative presenti a Genova e in Liguria, è un’azione strategica e fortemente voluta dall’amministrazione regionale”, dichiara la vicepresidente della Regione Liguria Simona Ferro, aggiungendo che “il valore di questo lavoro, volto a monitorare le condizioni della tela e dell’ambiente circostante attraverso dei data logger che ne misurano temperatura e umidità, costituisce un ottimo esempio di come la tecnologia possa intervenire a salvaguardare i beni culturali che incarnano la storia e la tradizione”.

Le indagini sono affidate ai Laboratori Scientifici del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino, in collaborazione con la Soprintendenza, i Padri Gesuiti e l’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi.

Il monitoraggio durerà circa 12 mesi e includerà acquisizioni fotogrammetriche mensili per valutare lo stato della superficie pittorica in relazione alle condizioni ambientali.

“Sono davvero felice di entrare nel vivo di un progetto che ho fortemente voluto fin dal 2022 e che ha trovato in Regione Liguria un pronto ed entusiastico consenso”, afferma la curatrice Anna Orlando, sottolineando l’intenzione di lasciare un segno sul territorio oltre l’evento espositivo.

Al termine dell’anno di osservazione, l’opera sarà trasferita al Museo Diocesano per le successive fasi diagnostiche e l’intervento di restauro. Padre Leonardo Vezzani, della Casa del Gesù, parla di “un percorso che ci porterà a riavere il quadro in tutta la sua bellezza”, mentre il presidente della Fondazione La Venaria Reale, Alfonso Frugis, evidenzia come “un innovativo sistema di acquisizioni fotogrammetriche 3D consentirà di condurre approfondimenti ad hoc”.

Maria Grazia Di Natale, coordinatrice dell’Ufficio diocesano, ha confermato che il Museo Diocesano organizzerà attività per garantire “la visita ravvicinata del dipinto” durante la permanenza nelle proprie sale.

Caterina Olcese, storica dell’arte della Soprintendenza, conclude spiegando che questa fase permetterà di comprendere “l’effettivo stato conservativo dello straordinario dipinto nella sua stretta relazione con lo spazio in cui è collocato”.

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