Capri Holdings frena ancora nel Q4 e chiude l’anno a 3,5 mld $ (-6%)
Ancora segno meno davanti al quarto trimestre e al fiscal year 2026 di Capri Holdings. Il gruppo che detiene Michael Kors e Jimmy Choo ha archiviato l’anno con ricavi pari a 3,5 miliardi di dollari (circa 3 miliardi di euro), in calo del 6,2% a cambi correnti (-4,1% a cambi costanti) e il Q4 a 796 milioni di dollari, in calo del 3,7% (-7% a cambi costanti).
Il margine lordo nel trimestre si è attestato al 64,8%, in aumento rispetto al 59,9% del Q4 2025, mentre la perdita operativa è stata pari a 27 milioni di dollari, con un margine operativo del −3,4% e una perdita netta di 0,01 dollari per azione diluita. Su base adjusted, l’utile netto del trimestre è stato pari a 27 milioni di dollari, corrispondente a 0,22 dollari per azione diluita. La generazione di cassa operativa è stata di 197 milioni di dollari, con spese in conto capitale pari a 63 milioni e un free cash flow di 134 milioni. La posizione di cassa ed equivalenti ammonta a 135 milioni di dollari, mentre il debito netto si è ridotto a 222 milioni rispetto a 1,4 miliardi nell’esercizio precedente.
Il marchio ammiraglio, Michael Kors, nei tre mesi ha registrato ricavi per 656 milioni di dollari (-5,5% a tassi correnti), con un margine operativo dell’8,7% e un utile operativo di 57 milioni di dollari. Cresce invece Jimmy Choo, che ha riportato invece un fatturato pari a 140 milioni di dollarI (+5,3%), con una perdita operativa di 20 milioni di dollari e un margine operativo del −14,3 per cento. Il numero di punti vendita complessivi è sceso a 884 unità, da 930 nell’anno precedente.
Per l’intero esercizio fiscale 2026, come già anticipato, i ricavi consolidati si sono attestati a 3,5 miliardi di dollari, mentre il margine operativo annuale è stato positivo per 0,7%, con un utile netto pari a 137 milioni di dollari, corrispondente a 1,14 dollari per azione. Michael Kors ha registrato ricavi per 2,874 miliardi di dollari (−4,7%), con un margine operativo del 10,9% e un utile operativo di 312 milioni di dollari, mentre Jimmy Choo ha totalizzato 600 milioni di dollari di ricavi (−0,8%), con una perdita operativa di 22 milioni di dollari e un margine operativo del −3,7 per cento. La cassa operativa annuale è stata di 197 milioni di dollari, con un debito netto ridotto a 222 milioni, a fronte di investimenti in capitale per 63 milioni e un free cash flow di 134 milioni.
“Guardando all’esercizio fiscale 2026, siamo stati incoraggiati dai progressi compiuti nell’implementazione delle iniziative strategiche introdotte lo scorso anno per massimizzare il pieno potenziale delle nostre due iconiche maison del lusso, Michael Kors e Jimmy Choo”, ha commentato nella nota dei conti John D. Idol, CEO di Capri Holdings. “Nel corso dell’anno abbiamo intrapreso azioni deliberate per rafforzare l’innovazione di prodotto, la desiderabilità dei brand e il coinvolgimento dei consumatori, e vediamo chiari segnali che questi sforzi stanno risuonando positivamente tra i consumatori. La validazione precoce delle nostre iniziative strategiche e i trend in miglioramento su entrambi i brand rafforzano la nostra fiducia nel loro ritorno alla crescita di ricavi e utili”.
Per l’esercizio fiscale 2027, Capri Holdings prevede ricavi per circa 3,525 miliardi di dollari, con utile operativo di circa 190 milioni, eps diluito di 2,15 dollari, riacquisti di azioni per circa 200 milioni e spese in conto capitale per 125 milioni. Michael Kors è atteso con ricavi per 2,9 miliardi e margine operativo in low-double-digit, mentre Jimmy Choo dovrebbe registrare 625 milioni di ricavi con margine operativo in low-single-digit.
“Nell’esercizio fiscale 2027 ci aspettiamo di tornare a una crescita dei ricavi a una cifra bassa e a un incremento dell’utile per azione di circa il 40 per cento”, prosegue Idol. “A lungo termine prevediamo di far crescere i ricavi di Michael Kors a 4 miliardi di dollari e quelli di Jimmy Choo a 800 milioni di dollari, aumentando significativamente la redditività. Con una base rafforzata e chiare priorità strategiche, siamo ben posizionati per accelerare la crescita, migliorare la redditività e offrire valore sostenibile e di lungo termine ai nostri azionisti”, conclude.
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