Caro diesel, stangata per autotrasportatori e tassisti: l’allarme

03 Agosto 2026 - 17:10
0
Caro diesel, stangata per autotrasportatori e tassisti: l’allarme

Al confronto, chi usa l’auto soltanto nel fine settimana può considerarsi fortunato. Oltre alle famiglie e ai pendolari, un’altra categoria sta pagando il recente rincaro del gasolio, quella degli autotrasportatori, che insieme a tassisti, conducenti Ncc e agenti di commercio devono macinare chilometri quotidianamente.

A complicare i piani di ripartenza ci si è messo il conflitto nel Golfo Persico e da allora, calcola la Cgia di Mestre, per ogni litro di diesel servono 36 centesimi in più, cioè il 20,9%. Riempire il serbatoio di un autocarro con massa inferiore alle 7,5 tonnellate costa oggi circa 1.040 euro: rispetto al 27 febbraio servono 180 euro in più per un singolo pieno.

Coinvolte oltre 303.000 attività

Sulla nostra penisola le attività coinvolte sono 303.814. In buona parte si tratta di agenti di commercio (203.742), seguiti dagli operatori dell’autotrasporto e dei servizi di trasloco (68.482) e dalle imprese di taxi e noleggio con conducente (31.590). Esposta è soprattutto la Lombardia, con 49.333 attività, davanti a Lazio e Veneto perché il fenomeno non risparmia nessuna zona del Paese e va a toccare attività molto diverse tra loro.

Per gli autotrasportatori l’aumento del carburante rappresenta un fardello gravoso, difficile da alleggerire in tempi brevi. Alla fine del mese, il rincaro di 180 euro per ogni singolo rifornimento può generare una spesa aggiuntiva complessiva di migliaia di euro e recuperarla alzando le tariffe non è sempre possibile, soprattutto per le realtà più piccole, strette fra concorrenza, contratti già firmati e clienti poco disposti ad accettare rincari.

Qualche segnale arriva dal mercato internazionale, dove l’OPEC+ ha annunciato un nuovo aumento della produzione di petrolio, in modo da aumentare l’offerta e raffreddare i prezzi del greggio. Nel tentativo di frenare l’emergenza, il Governo ha pensato di ridurre il prezzo del gasolio di 17 centesimi, attraverso il taglio temporaneo di accise e Iva, ma la misura, costata circa 125 milioni di euro, resterà in vigore soltanto fino al 6 agosto. Una toppa, più che una soluzione. Sulla base dell’andamento dei prezzi, dal prossimo Consiglio dei ministri, in programma il 4 agosto, potrebbe arrivare una proroga.

Gli esclusi dal credito d’imposta

Un ostacolo da considerare è il peso, infatti al credito d’imposta da 322 milioni di euro accedono i mezzi sopra le 7,5 tonnellate, impiegati nel trasporto merci per conto terzi e rientranti almeno nella classe Euro 5. Sommate tra loro, le condizioni lasciano passare soltanto il 22% circa dei veicoli pesanti, sostiene la Cgia.

Furgoni e autocarri leggeri si fermano già al primo paletto, sebbene siano i mezzi di lavoro di tanti padroncini e piccole aziende. Al di sotto della soglia non conta quanti chilometri vengano percorsi durante l’anno. Rimangono a bocca asciutta pure gli agenti di commercio, a differenza dei tassisti e di alcuni operatori Ncc, che riescono a recuperare una parte delle accise a patto di seguire un’altra procedura, con i relativi vincoli.

La situazione non lascia tranquilla la Cgia, che coglie l’occasione per lanciare un appello all’Europa affinché consenta agli Stati di ridurre più a lungo la tassazione sui prodotti energetici oppure sostenga in prima persona i settori maggiormente esposti. Del resto, gran parte delle merci vendute in Italia viaggia su strada e ogni aumento rischia di passare dal serbatoio allo scontrino.

Una volta che il taglio scadrà, si ripresenterà il problema che sta creando apprensione nell’economia. Per le piccole imprese rimarrebbero due possibilità: perdere una parte del guadagno oppure ritoccare le tariffe. Nel secondo caso il rincaro cambierebbe soltanto destinatario.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User