Caso Dossena-Davis, la decisione del Giudice Sportivo: archiviato il provvedimento

29 Giugno 2026 - 13:05
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Arriva la decisione sul caso che aveva caratterizzato la sfida tra Cagliari e Udinese.

Nessun provvedimento: archiviato il caso Dossena-Davis.


E' questa la decisione del Giudice Sportivo a distanza di quasi due mesi dalla sfida tra Cagliari e Udinese dello scorso 9 maggio.


Il match era stato segnato dalla forte tensione nel finale e dalle accuse di razzismo mosse da Keinan Daivs nei confronti del difensore dei sardi Alberto Dossena.

LA DECISIONE DEL GIUDICE SPORTIVO

Dopo aver aperto un'istruttoria per indagare ulteriormente sulla vicenda, il Giudice Sportivo ha preso la sua decisione con tutta la documentazione arrivata dalla Procura Federale.


Il procedimento viene archiviato, perché non emergono elementi che chiariscano inequivocabilmente il contenuto delle frasi rivolte da Dossena a Davis.

IL COMUNICATO UFFICIALE

Il Giudice Sportivo dott. Gerardo Mastrandrea, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell'A.I.A. Carlo Moretti, nel corso della riunione del 29 giugno 2026, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate:


N. 101


SERIE A Enilive


Gara Soc. CAGLIARI – Soc. UDINESE del 9 maggio 2026


Il Giudice Sportivo,

vista la decisione interlocutoria di cui al C.U. n. 185 del 12 maggio 2026, con cui, letto il referto del Direttore di gara ed il rapporto dei collaboratori della Procura federale, sono stati disposti approfondimenti istruttori, a cura della Procura federale stessa, in ordine a quanto riportato nei referti circa eventuali espressioni di discriminazione razziale proferite dal calciatore della Soc. Cagliari Alberto Dossena nei confronti del calciatore della Soc. Udinese Keinan Davis;

vista la documentazione pervenuta dalla Procura federale, dalla quale non emergono elementi che chiariscano inequivocabilmente il contenuto delle frasi rivolte da Dossena a Davis,

P.Q.M.

archivia il procedimento in atto, in relazione a possibili responsabilità connesse di tesserati.

COSA ERA SUCCESSO

Riavvolgiamo il nastro e torniamo al 9 maggio, Cagliari-Udinese della 36ª giornata di Serie A. Il match si chiude con un caos nel finale e un parapiglia, ma è al termine della partita che si accende la vera polemica.


Prima arrivano le accuse via social di Nicolò Zaniolo ad Alberto Dossena ("Il collega (se si può definire tale) che oggi si è permesso di insultare i miei figli e insultare il mio compagno per il suo colore della pelle, dovrebbe vergognarsi e non calcare più i campi di calcio"), poi quelle più pesanti sempre via Instagram di Keinan Davis che sostiene come il difensore rossoblù abbia usato espressioni razziste:


"Questo codardo razzista mi ha chiamato scimmia durante la partita di oggi. Spero che la Lega Serie A prenda provvedimenti, ma staremo a vedere", aveva scritto l'attaccante inglese.


Anche l'Udinese aveva rilasciato un comunicato molto duro: "Udinese Calcio esprime massima solidarietà e pieno supporto a Keinan Davis oggetto di vergognosi insulti razzisti da parte di un calciatore della squadra avversaria nel corso della partita di questo pomeriggio. Il Club ribadisce la ferma condanna di simili atti deplorevoli che danneggiano gravemente l’immagine e i valori dello sport che amiamo. Udinese Calcio tutelerà Keinan in tutte le sedi ed auspica una rapida definizione dell'accaduto da parte degli organi di giustizia sportiva in cui nutre piena fiducia".


Il Cagliari a sua volta aveva reagisto respingendo le accuse: "Cagliari Calcio apprende con sorpresa e profondo disappunto il comunicato diffuso da Udinese Calcio al termine della gara odierna. Il Club ribadisce con assoluta fermezza che i propri valori, la propria storia e la propria cultura sportiva non lasciano spazio ad alcuna forma di discriminazione, razzismo o violenza, sia essa verbale o fisica. Ogni comportamento contrario al rispetto della persona e ai principi dello sport merita sempre la più netta condanna. Quanto accaduto in campo è stato chiarito a fine gara nel pieno rispetto della verità dei fatti non avendo il presunto episodio trovato alcun riscontro oggettivo".


E lo stesso aveva fatto Dossena: "Essere accusato di razzismo mi rattrista e ferisce. È un’accusa molto pesante, mai mi passerebbe per la testa di rivolgermi ad un’altra persona, un collega con un insulto di quel tipo. È la prima volta che mi capita una situazione del genere nella quale mi devo difendere da un’accusa infamante. Un comportamento del genere è quanto di più lontano dalla mia cultura ed educazione".

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