L’UE continua a comprare terre rare dalla Russia, secondo fornitore degli europei

29 Giugno 2026 - 13:57
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Bruxelles – Sanzioni alla Russia, ma dal 2022 a oggi l’UE finanzia il Cremlino con acquisti di terre rare che non si arrestano e che solo nel 2025 hanno fruttato alle casse di Mosca oltre 10,7 milioni di euro. È quanto emerge dai dati pubblicati oggi (29 giugno) da Eurostat, da cui risulta evidente che la Federazione russa resta ancora al centro dell’agenda commerciale a dodici stelle nonostante la politiche delle sanzioni per la guerra in Ucraina.

Nel 2025 le importazioni di terre rare nell’Unione Europea sono cresciute (+17,1 per cento rispetto al 2024), raggiungendo le 15.100 tonnellate. Di queste, il 25 per cento proviene dalla Russia, per flussi commerciali che mostrano le difficoltà e le contraddizione del club a dodici stelle nel gestire relazioni con Mosca e rispondere al conflitto scatenato in Ucraina: nei suoi 20 pacchetti di sanzioni varati fin qui per fiaccare economia e macchina bellica russe si è decretato lo stop a carbone, gas e petrolio, ma non a ciò che serve all’UE per portare avanti la doppia transizione verde e digitale.

Le terre rare sono un gruppo di 17 metalli speciali ad alto rischio di approvvigionamento e di notevole importanza economica, poiché utilizzati in diverse applicazioni ad alta tecnologia, tra cui dispositivi di uso quotidiano come telefoni cellulari e computer, nonché in tecnologie mediche avanzate.

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Va detto che rispetto al giro di affari del 2022, quando l’UE acquistò terre rare per 33,2 milioni di euro, gli acquisti europei sul mercato russo si sono ridotti: il valore dell’import è calato a 15,7 milioni nel 2023, per scendere ancora a 9,6 milioni nel 2024. Nel 2025 gli acquisti hanno ripreso a salire, arrivando a poco più di 10,7 milioni, per un totale di 70,4 milioni di euro sul quadrienno.

L’UE continua dunque a fare affari con la Russia. Se il valore commerciale si riduce due terzi nel giro di pochi anni, tra il 2022 e il 2025 la quantità invece si abbassa assai meno: nell’anno dello scoppio della guerra russo-ucraina l’UE importò dalla Russia 4.511 tonnellate di terre rare, mentre 3.918 tonnellate nel 2025.

Numeri alla mano, certifica l’istituto di statistica europeo, la Russia rimane “il secondo partner principale” per forniture di materie prime dopo la Cina, che da sola soddisfa quasi la metà (46,8 per cento) della domanda di un’Unione Europea ancora imprigionata da dipendenze difficili da superare, con tutte le implicazioni politiche del caso.

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